Damir: Quando hai iniziato a giocare a pallavolo e perche' hai scelto questo sport?
Ana: Iniziai a giocare a 9 anni nel Rijeka. Ho scelto la pallavolo principalmente per curiosita', ma anche su consiglio di una mia amica.
D: A soli 18 anni ti sei trasferita a Perugia. E' stata dura allontanarti da casa? Che cosa ha rappresentato questa scelta per te?
A: Allontanarmi da casa e' ovviamente stato difficile. D'altro canto pero' significava calcare un tra i palcoscenici piu' difficili e prestigiosi del mondo, e acquisire una grande esperienza giocando al fianco di stelle del calibro di Fofao, Del Core, Gioli…
D: Quanto ti ha fatto maturare giocare accanto a queste campionesse e avere come allenatore Massimo Barbolini?
A: E' stato fantastico! Fino a quel momento potevo vedere queste campionesse solo in TV e ora invece giocavo al loro fianco. E poi Massimo e' un ottimo allenatore e ho imparato da lui, anche stando in panchina.
Ana: Iniziai a giocare a 9 anni nel Rijeka. Ho scelto la pallavolo principalmente per curiosita', ma anche su consiglio di una mia amica.
D: A soli 18 anni ti sei trasferita a Perugia. E' stata dura allontanarti da casa? Che cosa ha rappresentato questa scelta per te?
A: Allontanarmi da casa e' ovviamente stato difficile. D'altro canto pero' significava calcare un tra i palcoscenici piu' difficili e prestigiosi del mondo, e acquisire una grande esperienza giocando al fianco di stelle del calibro di Fofao, Del Core, Gioli…
D: Quanto ti ha fatto maturare giocare accanto a queste campionesse e avere come allenatore Massimo Barbolini?
A: E' stato fantastico! Fino a quel momento potevo vedere queste campionesse solo in TV e ora invece giocavo al loro fianco. E poi Massimo e' un ottimo allenatore e ho imparato da lui, anche stando in panchina.
D: In questi due anni trascorsi in Umbria hai trovato poco spazio. Proprio per questo alcuni hanno ritenuto sbagliata la scelta di affrontare il campionato italiano perche' eri troppo giovane. Che ne pensi?
A: In effetti e' vero. Ero la piu' giovane del gruppo e non e' stato affatto facile per me. Cercavo sempre di assorbire e di imparare quante piu' cose durante gli allenamenti e le partite. Stare in panchina per me significava gia' tanto.
D: Ora sei tornata nella tua Rijeka, nella squadra in cui sei cresciuta. Come mai questo ritorno?
A: Nostalgia. La famiglia, gli amici e fidanzato mi mancavano un sacco. E poi dovevo anche sostenere alcuni esami universitari. Un' altra ragione e' stata la ricerca della continuita' perche' avevo assoluto bisogno di un posto da titolare.
D: Coppa di Croazia e MEVZA sono gia' in bacheca. Avete addirittura raggiunto i playoff a 12 di Champions. Avete vinto lo scudetto. Come hai vissuto tutto ciò?
A: La vittoria in MEVZA ha un sapore molto particolare perche' e' il primo trofeo internazionale della storia del club. Raggiungere i playoff a 12 e' stata una vera e propria impresa. E' stata veramente una stagione fantastica, la piu' vincente della storia del club e della citta', e l' ho vissuta veramente al massimo.
D: Come valuti i due campionati?
A: Incomparabili. La differenza e' abissale. Per chi ha talento la cosa migliore e' andare a giocare in Italia, anche in A2, perche' nel nostro campionato e' sprecato.
D: Cosa ti ha sorpreso dell'Italia?
A: Mi hanno impressionato gli investimenti che qui fate nel volley, la professionalita' e il grande impegno che ogni giocatrice mette in allenamento. Per quanto riguarda Perugia posso solo dire che e' una citta' bellissima anche se mi mancava tantissimo il mare.
D: Ti piacerebbe tornarci?
A: Assolutamente, ma non necessariamente a Perugia. Qui potrei migliorare ancora tanto restando relativamente vicina a Rijeka.
D: Quali sono i tuoi punti di forza e quali invece i punti deboli?
A: Sono brava a muro e in battuta, mentre quello che mi rimproverano un po' tutti e' la velocita'.
D: C'e' una giocatrice a cui ti ispiri?
A: Irina Kirillova.
D: Qual'e' l'allenatore che ha significato di piu' per te?
A: L'attuale allenatore Igor Lovrinov. Ha sempre avuto fiducia in me, e mi ha fatto anche esordire in Serie A quando avevo solo 15 anni. Gli devo veramente molto.
D: Cosa fai nel tempo libero?
A: Studio, esco con gli amici o col fidanzato. Mi piace andare al cinema.
D: Parliamo un po' di nazionale. A settembre ci saranno gli Europei in Polonia. Ti stai giocando il posto da titolare insieme a Biljana Gligorovic. Come la vedi questa "sfida"?
A: Al momento Biljana e' titolare ed e' giusto cosi anche perche' ha molta piu' esperienza di me. Mi allenero' duramente per cercare di avere la mia occasione. Ad ogni modo sara' molto interessante.
D: Puo' la Croazia diventare la rivelazione dell'Europeo?
A: Sicuramente. Siamo un gruppo molto giovane, ambizioso e competitivo. La cosa piu' importante sara' comunque passare il girone eliminatorio dopodiche' ce la giocheremo con tutti. Saremo un po' la mina vagante di questo Europeo.
D: Ci sono delle compagne con cui tendi a legare di piu', o tendi ad andare d'accordo con tutte?
A: A Perugia ho subito legato con Pavlovic, Crisanti e Decordi con le quali ho anche oggi un rapporto di grande amicizia. A Rijeka invece vado d'accordo con tutte perche' sono ormai anni che ci conosciamo e con alcune ho anche seguito lo stesso percorso in nazionale.
D: Come immagini il tuo futuro professionale?
A: Giochero' finche' avro' stimoli e poi il mio primo obiettivo sara' finire l'universita'. Mi piacerebbe aprire un caffe' o magari un ristorante.
D: Il tuo sogno nel cassetto?
A: Vincere la Champions con il Rijeka.
D: Com'e' Ana in privato?
A: Sono molto socievole, non sto mai ferma un attimo e sono sempre in giro con amici.
Ana Grbac, conoscenza non nuova nel campionato italiano, in quanto ha militato nelle fila della Despar Perugia: ora gioca nel suo paese, in Croazia a Rijeka, squadra con cui ha vinto Mezva, Coppa di Croazia e scudetto.
La sua estate sarà ricca di impegni con la nazionale croata, in vista degli Europei in Croazia. Conosciamo meglio Ana….seguiteci!
Intevista di Damir Cesarec. Foto Cev
