Tag: Museo Nazionale del Cinema di Torino

  • TFF71: Karma Clima. La montagna creativa e la forza dell’arte dei Marlene Kuntz

    TFF71: Karma Clima. La montagna creativa e la forza dell’arte dei Marlene Kuntz

    [ di Emanuela Macrì – foto fonte web] Uno studio di registrazione che trova casa in tre residenze d’arte. Un processo di cultura e creazione che trova nei temi della montagna e del mutamento climatico il motore per dare inizio a un cammino, sostenibile, artistico, fuori dell’ordinario. Karma Clima, presentato al Trento Film Festival 2023, nasce così, dalle mani, dalle note, dalla visione dei Marlene Kuntz, storico gruppo del cuneese che per i 30 anni di attività si e ci regala un progetto poi al centro dell’omonimo docufilm di Michele Piazza Karma Clima. Il mondo brucia, e noi?

    Il percorso, che vedrà la registrazione dell’album che porta il nome del progetto, vede nell’esplorazione di esperienze di provincia e nella forma laboratoriale, quindi collaborativa, le sue colonne portanti. Un cammino condiviso e multidisciplinare – a partecipare alle residenze ci saranno Elisa, Giovanni Lindo Ferretti, Piero Pelù, Marco Revelli insieme a tante persone arrivate con la pura curiosità di esserci, nel farsi di un processo – e tre luoghi montani della provincia di Cuneo quali motore d’ispirazione.

    Prima tappa a Ostana, 85 abitanti a 1.250 metri sul livello del mare, ognuno coinvolto in un (intelligente quanto riuscito) progetto di rigenerazione e riqualificazione territoriale. Quello di un’amministrazione che per 30 anni – la stessa età dei Marlene, sì – ha creduto nella bellezza così come nell’innovazione e conservazione. Nell’originalità. Trasformando, anche grazie al lavoro della cooperativa Viso a viso un luogo di fuga in un Borgo trai più belli d’Italia capace di accogliere e ospitare progetti in collaborazione con l’Università di Torino e il progetto internazionale Erasmus.

    Seconda fermata, Piozzo. Lì, con gli occhi (e le papille gustative) che si aprono sulle Langhe. Per una residenza d’arte ospitati nei locali del birrificio agricolo artigianale Baladin, nella sala con i muri che riproducono il tendone di un circo, trasformata in sala di registrazione per l’occasione. Un vero laboratorio artistico – agro – alimentar – culturale. Prima di arrivare alla terza tappa della Borgata Paraloup di Rittana. Dieci baite a 1.400 metri, il villaggio che ospitò il primo quartier generale delle bande partigiane di Giustizia e Libertà del cuneese e oggi sede della Fondazione Nuto Revelli autrice del recupero e della ristrutturazione del borgo. Un ritorno sostenibile alla vita, alla cultura e al lavoro in montagna. Come si autodefinisce.

    Un viaggio quello di Karma Clima e dei Marlene Kuntz tra i rumori, le suggestioni, i profumi e i racconti dei luoghi, delle storie e delle persone che ha incontrato. E che prima di trovare le giuste stratificazioni che daranno forma all’album definitivo, si trasferisce a Budapest per arricchirsi dei suoni della Budapest Art Orchestra. Per poi dare vita al tour, dal Muse di Trento al concerto di Verona e poi nella Mole Antonelliana, Museo Nazionale del Cinema di Torino. Per finire in un docufilm piacevole, ben scritto, avvolgente. Importante. Per ragionare sul cambiamento climatico e visitare alcuni dei luoghi di resistenza e riscoperta. Luoghi di una montagna contro.

  • Museo Nazionale del Cinema. Magia della Settima Arte e non solo

    Museo Nazionale del Cinema. Magia della Settima Arte e non solo

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani] Il cinema è un’invenzione senza futuro. Questa la frase che campeggia sul muro rosso che introduce il visitatore al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Queste le parole (forse) meno profetiche della storia della Settima Arte, pronunciate dal padre di quei fratelli Lumiere che a quell’arte e quella storia daranno inizio in una serata di dicembre del 1895.

    E se un viaggio nel tempo non è (ancora) possibile un viaggio nel Cinema, invece, lo è. Un percorso speciale quello offerto a Torino, città italiana del cinema e meta di pellegrinaggio per cultori e addetti ai lavori. Meta imperdibile, però, anche per chi di pellicole e divi in celluloide ne mastica poco: ad ospitare la collezione è la Mole Antonelliana e la sua visita, così, diventa irrinunciabile per chiunque.

    Ma cosa può contenere un museo dedicato a un’arte performativa – ma allo stesso tempo figurativa, non inganniamoci – come il Cinema? Dove può condurre un percorso esplorativo che attraversa poco più che un secolo di immagini? Dal cosmo del pre-cinema al futuro. Molto semplicemente. Sarete, così, letteralmente trasportati nel cuore della Mole per conoscere tutta la fisica e la chimica del Cinema.

    Condotti negli anfratti del meraviglioso edificio frutto della fantasia di Antonelli – rifiutato dalla comunità ebraica che gli aveva commissionato una sinagoga per via di quella guglia ritenuta poco confacente, la stessa che sarà poi vittima di due incredibili incidenti – i visitatori potranno accomodarsi nel set di un film, attraversare storiche scenografie, sedere su curiosi wc (citazione da indovinare) per assistere ad un patchwork cinematografico, risalire la scalinata che costeggia i lati della Mole e gustarsi le mostre temporanee che periodicamente la abitano.

    E ancora, accomodarsi sulle chaise longue che permettono una visione dal basso dell’intero museo o scoprire i tanti mestieri del cinema, molti dei quali spesso sconosciuti ai più. Ma anche passeggiare tra le storiche locandine dei film o salire fino a 85 metri d’altezza con l’ascensore che sbuca dal pavimento per portare i visitatori fino alla terrazza panoramica, da raggiungere poi con una scalinata.

    E se tutto questo non vi basta, allora ecco un piccolo viaggio nel tempo. Perché il 23 maggio del 1953 un violento nubifragio spezzerà la guglia della Mole destinata a rimanere per qualche tempo priva della sua spettacolare punta aguzza. Un danno per il panorama della città che si trova, così, senza il suo punto di riferimento. Spettacolo per i visitatori. Spettacolo, peraltro, irripetibile. Ma non per il cinema: la scena d’apertura de Le amiche di Michelangelo Antonioni vi riporterà lì e allora ogni volta che lo vorrete. Magia del cinema, un’arte senza futuro (??).