[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Parlaci un po’ della tua infanzia. Dove sei cresciuta, quali sono i ricordi più belli e quali quelli eventualmente spiacevoli?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]: Della mia infanzia che cosa posso dire… in generale che è stata bella, abbastanza bella. Il fatto è che ho iniziato con lo sport troppo giovane; a otto anni ho iniziato a giocare a pallavolo nella scuola, a dieci anni ero già in una squadra dove mi dovevo allenare. Un’infanzia bella, ma allo stesso tempo non ho avuto tanto tempo per giocare tra la scuola e la pallavolo. Mi divertivo tantissimo, era un piacere però se ora ci penso è una vita che gioco a pallavolo.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Tra palestre e allenamenti la vita di una giocatrice di volley rischia di essere differente da quella degli altri ragazzi; credi che lo sport ti abbia privato di qualcosa o che abbia aggiunto qualcosa alla tua vita?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Sicuramente mi ha tolto qualcosa, però in cambio mi ha dato tantissimo. Quando sei giovane, una bambina di otto o dieci anni, non è che ti poni questi problemi, ma oggi penso che nella vita si tratta di scelte e che nel mio caso è stata bella. Certo dall’età di dodici anni praticamente non avevo più vacanze perchè nelle vacanze di scuola c’era il campionato e giocavo e questo fino a ventotto anni quando sono uscita dalla nazionale e ho iniziato a giocare fuori dal Brasile; tuttavia quello che mi ha dato in cambio secondo me è stato più grande di quello che ho perso.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Avverti in modo forte l’attaccamento alle tue radici; quali aspetti culturali o valori ti porti dietro dalle tue origini?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:In generale mi dicono che non sono molto brasiliana perchè i brasiliani sono molto attaccati al paese. Insomma convivo bene con il fatto di stare fuori dal mio paese. Certo penso che quando lascerò la pallavolo, farò la mia vita e avrò i miei figli in Brasile, però sto benissimo quando sono all’estero e sto benissimo qua in Italia. Sono legata alla mia famiglia ma non sono quella che dice che mi manca tantissimo, anche perchè a quindici anni ero già uscita di casa e andata in una città che non era lontanissima distando 300 km da san Paolo, però facevo già la mia vita, vivevo con un’amica, a diciotto anni vivevo già da sola, a venti mi sono sposata e alla fine ho fatto l’abitudine a tutto ciò. Porto sempre dentro il Brasile, sono legata alla mia famiglia ma non è un problema stare lontana.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Quali sono le difficoltà maggiori per una brasiliana che viene a vivere in Europa?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Sono stata fortunata perchè quando si viene qui per la prima volta non si sa cosa trovare. Invece mi sono trovata benissimo, ho fatto amicizie, mi sono adattata al clima al freddo e sono stata bene. Con l’Italia poi ho un rapporto speciale perchè, prima di giocare a pallavolo qua, venivo già da tanto perchè venivo con il mio ragazzo in vacanza e già mi piaceva tantissimo il paese e tutto quanto.[/size]
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[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Parliamo di un tema di particolare attualità , clima ed ambiente, sei sensibile alle tematiche ambientali in cui del resto il Brasile è direttamente coinvolto con il problema della deforestazione?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:A me interessa tantissimo. Se dico così mi possono chiedere cosa faccio… faccio piccole cose come risparmiare l’acqua, insomma faccio quello che posso fare, ma penso che sia già importante. Inoltre, anche se sono qua, leggo sempre e vado a vedere su internet cosa succede. Ho detto che non sono tanto brasiliana nel senso che non mi manca il Brasile, ma sono molto brasiliana nel senso che sono molto fiera di quello che abbiamo e dell’amazzonia. Mi preoccupa il fatto che degli stranieri vogliano prendere certe ricchezze e che il governo tragga profitto da questa cosa e faccia dell’amazzonia un oggetto dei propri affari.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Torniamo al tuo paese, caratterizzato da divisioni e contraddizioni molto forti, ritieni che la risposta a questi problemi possa essere data dalla politica odierna o serve qualcosa di più?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:La risposta più che altro deve essere politica perchè è l’istruzione che manca proprio in quella parte del paese che è povera. Non c’è istruzione e senza istruzione non si trova lavoro e non ci sono le stesse opportunità per tutti. La parola contraddizioni che usi è giusta per il nostro paese perchè c’è una parte che fa invidia all’Europa perchè è tanto ricca e ce ne è un’altra che ti fa venire da piangere solo a guardare e non sono lontanissime, due ore di macchina fanno questa differenza.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Che modo hai di rapportarti con le persone, sei più aperta o più diffidente nei confronti di chi non conosci bene?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Sono più o meno venticinque anni che gioco a pallavolo e che vivo in Europa o in diverse città del Brasile e sono cambiata tantissimo. Oggi sono molto aperta però ho creato le condizioni perchè vi sia molto rispetto; sono aperta e nello stesso tempo sono riuscita a fare in modo che la gente non sia troppo invadente.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Girando tanto all’estero hai mai avvertito che vi fosse diffidenza o prevenzione nei tuoi confronti in quanto straniera?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Non posso dire che il razzismo non esiste anche se a me non è mai successo niente. Sono privilegiata perchè con lo sport questo fenomeno si nasconde un po’ e la gente ti tratta molto meglio ma la gente che viene a cercare lavoro mi dice che ci sono difficoltà . Queste sono cose che succedono anche a un europeo che va in Brasile, forse in una forma diversa ma è così dappertutto purtroppo. Forse lo sport ti rende la cosa più facile.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Che ruolo ha l’amicizia nella tua vita?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Per me l’amicizia è veramente molto importante; forse non sono abbastanza brava perchè ho fatto delle amicizie bellissime però quando vai via e stai lontano è difficile mantenere i rapporti.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Quindi girare troppo finisce per essere problematico per mantenere dei rapporti interpersonali importanti?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Sì, è difficile. Si può fare ma c’è bisogno di volerlo e di lavorarci tanto.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Che ruolo ha la famiglia nella tua vita?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:La famiglia per me è molto importante. La mia è una famiglia molto piccola e non è una di quelle in cui si sta sempre insieme. Comunque è il posto in cui si torna sempre, è quello che quando hai un problema puoi sempre chiamare e su cui puoi sempre contare.[/size]
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[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: La pallavolo è il tuo lavoro o la vedi come un gioco?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Devo stare attenta perchè una persona che mi sente può fraintendermi ma la pallavolo per me oggi è un lavoro. Era un gioco quando ero ragazzina, oggi è un lavoro non nel senso che non mi piace più, ma il fatto è che la prendo molto più sul serio di quando avevo venti anni, sono molto più professionista, molto più attenta a quello che faccio fuori e questo la fa diventare molto più simile ad un lavoro. Resta un gioco è vero, ma se devo scegliere tra questi due modi di vederla è più un lavoro.[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: In Italia non sei considerata una professionista, ritieni che sia giusto o ormai non avete più nulla a che vedere con un’attività dilettantistica?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Anche in Brasile è così. Il calcio è visto come professionismo mentre tutti gli altri sport sono ancora dilettantistici. Noi lavoriamo come professionisti e penso che a poco a poco la situazione cambierà e avremo tutti i diritti di uno che lavora perchè ora quando finisce la nostra carriera non abbiamo niente e questo è un problema grosso. Da noi sta cambiando un po’ e c’è chi si impegna in questo anche perchè nel governo c’è tanta gente che è uscita dallo sport, quindi cercano di cambiare la situazione. Sono da venticinque anni nella pallavolo, gioco come professionista da venti anni e nel mio paese con ventiquattro anni di lavoro c’è il diritto di andare di pensione. Sono quasi a questo punto e invece quando finisco sono a zero non ho diritto di niente. Spero che cambi…[/size]
[size=x-small][color=0000FF][font=Verdana][b]VV[/b]: Che lavoro avresti fatto se non avessi giocato a volley?[/font][/color][/size]
[size=x-small][b]Gisele[/b]:Questa è una domanda troppo difficile perchè, come ho detto, ho iniziato da ragazzina ed ero molto giovane. Insieme alla pallavolo non ho avuto un’altra passione tanto importante e sono contenta per quello che sono riuscita a fare visto che sono ventiquattro anni che sono in questo campo. Mi piaceva la scuola e mi ricordo che volevo fare la psicologa, non so perchè o da dove veniva questa idea, ma dicevo così quando le professoresse mi chiedevano che cosa volevo fare da grande. Oggi mi piace molto l’architettura e ho una passione per l’arredamento; a casa mia sono una che cambia molto. Quando mi fermerò non dico che mi prenderò una laurea ma penso a qualcosa in questo ambito per lavorare e avere un piccolo negozio in questo settore. Mi piacerebbe….[/size] [size=x-small][color=FF3300][font=Verdana]Ritorna la rubrica [b]Mani & Out[/b] di Vivovolley.com, con una intervista a [b]Gisele Cristina Florentino[/b], brasiliana di Santo Andrè, classe 1973, alzatrice, una delle più forti in questo ruolo. Ha giocato nei migliori club al mondo sia in Brasile che in Europa, vincendo tantissimo. In Italia, nelle fila della Tecnomec Forlì, ha fatto vedere di quanta classe sia dotata, lasciando spesso a bocca aperta gli appassionati di volley.
Gisele si racconta come sportiva, ma soprattutto come [b]persona, come brasiliana[/b], interessata ai problemi della sua nazione fino a parlare dei problemi del volley come sport non professionistico. Ne esce un [b]profilo[/b] intenso, emozionale, diverso, [b]imperdibile[/b], proprio per far conoscere questa grande atleta dal punto di vista [b]umano[/b].
Un grazie a [b]Eddy Giusti[/b] e alla [url=www.icotvolley.it]Tecnomec Forlì[/url] per la disponibilità . [/font][/color][/size]
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