[size=x-small]Ha dato alla luce Gabriele il 2 settembre scorso, per questo [b]Simona Gioli[/b] ha un aspetto smagliante: Ci ha preso gusto a fare la mamma, lo si vede da come si muove tra una poppata e l’altra. In questi primi mesi di vita del piccolo Gabriele le attenzioni sono tutte per lui, ma la pallavolo non era caduta certamente nel dimenticatoio. [b]La gioia, l’amore per la famiglia e per la pallavolo, vanno dunque di pari passo[/b]. Avrebbe dovuto essere in campo nel mese di gennaio, ma l’infortunio a Crisanti (rottura del legamento
crociato, ndr) ha accelerato i tempi.
[b]SG[/b]«Era un compito speciale di Ezio (Bramard, preparatore atletico della squadra, ndr), compiere il miracolo e rimettermi in carreggiata – prosegue scherzando –, è normale che appena partorito
non si potessero fare troppi progetti perché ogni fisico reagisce in maniera diversa di fronte a queste situazioni. Per fortuna tutto è andato per il verso giusto».
Una Gioli fiera del suo pargoletto è quella che sprizza felicità da ogni poro della pelle. Vivere a Perugia è senza dubbio una bella cosa per una sportiva professionista, ne parla senza peli sulla lingua lei che risiede nel capoluogo ormai da un lustro:
[b]SG[/b]«Sono stati anni bellissimi. A Perugia non c’è mai troppa pressione e la società ti lascia una certa libertà ». Al Pala-Evangelisti, infatti, negli ultimi anni sono passate molte campionesse, con la partenza di Aguero e lo stop di Gioli le affermazioni sono arrivate ugualmente. Qualcosa vorrà pur dire. Nonostante tutto, anche in questa stagione gli obiettivi rimanevano sempre ambiziosi, era la prima a confermarlo.
[b]SG[/b]«Nel mirino ci sono diversi traguardi. Portare in bacheca qualche trofeo è possibile. Bisogna fare un passo alla volta, il primo traguardo in ordine cronologico è la Coppa Cev». Invece, oltre all’affermazione continentale è arrivata anche quella di Coppa Italia e la vittoria dello scudetto.[/size]
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[size=x-small][b]SIMONA GIOLI A TUTTO CAMPO[/b]
Nella Despar Perugia che ha affrontato e vinto il 62° Campionato Italiano, c’è anche lei, la centrale di 185 centimetri nata a Rapallo (GE) ma veneta doc. Una che è in giro per la penisola dall’età di quindici anni. Una lunga esperienza con il club di Reggio Calabria, sette intense stagioni nella punta dello stivale prima di passare a Reggio Emilia e di approdare infine in Umbria. Le soddisfazioni in carriera non sono mancate, con la squadra calabrese ha ottenuto la promozione in serie A1, successivamente ha vinto una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e uno scudetto (purtroppo annullato). Tante battaglie, oseremmo dire mitiche battaglie, contro Perugia e poi eccola in maglia biancorossa…
[b]SG[/b]«Credo sia stato un segno del destino scontrarsi spesso con la Despar, da avversaria ho sempre guardato con ammirazione la società perugina e sono contenta di essere entrata a far parte di questo grande club».
[color=0000CC][font=Verdana]L’anno precedente volevi smettere di giocare, ma poi …[/font][/color]
[b]SG[/b]«C’è stato un momento in cui gli stimoli erano venuti a mancare, fortunatamente breve, vicende personali e stanchezza accumulata avevano mandato il cervello in stand-by, poi ho cominciato a sentirne la mancanza ed ho ripreso l’attività ».
[color=0000CC][font=Verdana]Cosa si è scritto di sbagliato su di te?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Su di me si è detto tutto e niente. Se dovessi parlare… ma il pettegolezzo fa parte del nostro mondo».
[color=0000CC][font=Verdana]Chi è Simona oggi?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Simona oggi è una mamma felice, una donna realizzata in tutti i sensi».
[color=0000CC][font=Verdana]E’ importante la diplomazia nella vita?[/font][/color]
[b]SG[/b]«La diplomazia è molto importante. Il problema è che io non riesco sempre a controllare l’impulso. La schiettezza supera la diplomazia».
[color=0000CC][font=Verdana]L’errore più grande che hai commesso?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Alcune scelte del passato che non rifarei».
[color=0000CC][font=Verdana]La cosa di cui vai orgogliosa?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Orgogliosa di mio figlio logicamente, ma anche della mia professionalità ».
[color=0000CC][font=Verdana]Cosa ti diverte?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Mi diverte molto vincere».
[color=0000CC][font=Verdana]Genere di film che preferisci?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Sicuramente i thriller che ti tengono sempre incollata allo schermo».
[color=0000CC][font=Verdana]Il libro più bello?[/font][/color]
[b]SG[/b]«11 minuti di Paulo Coelho, in generale tutti i suoi libri».
[color=0000CC][font=Verdana]In quale epoca ti piacerebbe vivere?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Gli anni sessanta sono i miei favoriti, un periodo di boom economico e di grandi rivoluzioni. Apertura mentale tra i giovani. Sono stati anni molto speciali».
[color=0000CC][font=Verdana]In quale posto ti trasferiresti volentieri?[/font][/color]
[b]SG[/b]«A Perugia si sta bene. Bologna è una città in cui mi piacerebbe vivere».
[color=0000CC][font=Verdana]Quale è la tua dote più grande?[/font][/color]
[b]SG[/b]«La mia dote più grande è la tolleranza».
[color=0000CC][font=Verdana]Avere pazienza significa…[/font][/color]
[b]SG[/b]«Significa non farti vedere quando sei in disaccordo con qualcuno o sei insofferente in una situazione».
[color=0000CC][font=Verdana]Cosa pensi del fanatismo religioso?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Il fanatismo religioso non lo condivido, la fede è qualcosa che ti aiuta a vivere meglio».
[color=0000CC][font=Verdana]Cosa non sopporti?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Non sopporto l’ipocrisia».
[color=0000CC][font=Verdana]Cosa ti da sicurezza?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Adesso la mia famiglia, sentirsi amata e tranquilla con i miei cari».
[color=0000CC][font=Verdana]Cosa non permetterai a tuo figlio?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Non permetterò mai a mio figlio di fare calcio. No, scherzo».
[color=0000CC][font=Verdana]La tentazione a cui non sai rinunciare.[/font][/color]
[b]SG[/b]«Le tentazioni sono molte. Nei giorni liberi mi piace bere un buon bicchiere di vino. Ho una bella collezione. Da buona veneta… non mi smentisco».
[color=0000CC][font=Verdana]Sono cambiate le priorità ?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Adesso il tempo è per Gabriele, meno per Vincenzo. Le priorità sono molto cambiate, se sono col bimbo non penso ad altro. Prima riflettevo di più sulle partite e sugli allenamenti. Sono comunque una mente settoriale».
[color=0000CC][font=Verdana]La qualità più grande di te?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Do il massimo su ogni cosa che faccio».
[color=0000CC][font=Verdana]Il complimento più bello ricevuto…[/font][/color]
[b]SG[/b]«Quello di essere qualificata come giocatrice con tanta grinta».
[color=0000CC][font=Verdana]Italia Campione del Mondo 2002, cosa hai provato?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Un po’ mi ero pentita di aver rinunciato alla nazionale, ma sono stata felice per le ragazze, so quanti sacrifici hanno fatto negli ultimi anni, per il movimento è stato un successo eccezionale».
[color=0000CC][font=Verdana]La classifica del 2006 la ritieni giusta?[/font][/color]
[b]SG[/b]«La squadra azzurra è stata brava, ma per cogliere i grandi risultati ci vuole anche un pizzico di fortuna».
[color=0000CC][font=Verdana]Come ha visto il campionato italiano femminile?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Ho sempre detto che il campionato italiano è spaccato in due tronconi. Ci sono state cinque squadre che hanno lottato per vincere e le altre che si sono ritagliate spazi di contorno».
[color=0000CC][font=Verdana]Il mestiere di allenatore è…[/font][/color]
[b]SG[/b]«Fare l’allenatore è veramente duro. Il primo a saltare se le cose vanno male è lui. E poi, gestire un gruppo di donne non è facile, ne sono cosciente».
[color=0000CC][font=Verdana]Quanti sacrifici hai fatto in carriera?[/font][/color]
[b]SG[/b]«I sacrifici fatti sono tanti, ma non sono mai troppi. Nessun rimpianto».
[color=0000CC][font=Verdana]Ci sono difficoltà da affrontare?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Difficoltà ne incontri ogni anno, ce ne sono di nuove e di diverse. La poca forma, mantenere la concentrazione, giocatrici ed allenatori con cui non vai d’accordo. Qua a Perugia fortunatamente non mi è mai capitato».
[color=0000CC][font=Verdana]Cosa cambieresti nella disciplina?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Vorrei più professionismo. Anzi vorrei il professionismo nella pallavolo».
[color=0000CC][font=Verdana]Quale è il difetto peggiore di un atleta?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Il difetto peggiore è quello di non saper trasformare la tensione e l’adrenalina in quel qualcosa che ti aiuta a migliorare la prestazione».
[color=0000CC][font=Verdana]Ed il pregio più grande?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Il pregio più grande per una giocatrice è di non mollare mai, la mentalità vincente o pensiero positivo».
[color=0000CC][font=Verdana]Cosa farai quando smetti di giocare?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Quando smetterò di giocare, per prima cosa farò la mamma per la seconda volta. Ho tante idee da sviluppare ma ancora è presto, bisognerà approfondirle al momento giusto».
[color=0000CC][font=Verdana]Se tornassi indietro…[/font][/color]
[b]SG[/b]«Accetterei la nazionale quando l’ho rifiutata».
[color=0000CC][font=Verdana]Come mai sei famosa per la scaramanzia?[/font][/color]
[b]SG[/b]«Sinceramente non lo so. Prima delle competizioni mi sorprendo anche io di quanta ne ho, è quasi un lavoro. Comincio addirittura dal venerdì sera e finisco la domenica dopo la partita,… uffa che fatica».
[color=0000CC][font=Verdana]Una caratteristica di te che gli altri invidiano?[/font][/color]
[b]SG[/b]«L’invidia c’è sempre, magari invidiassero solo una cosa, ecco perché sono scaramantica. Fortunatamente c’è anche chi sa apprezzare».
[b]Un figlio nella culla e tanta voglia di murare come lei sa fare.
Le avversarie possono tremare, ‘mamma fast’ è sempre sotto rete[/b][/size]
[img]http://www.vivovolley.it/uploads/img467926b8a49b8.jpg[/img] [size=x-small][color=FF3300][font=Verdana]PERUGIA – Gli ultimi giorni della gestazione [b]Simona Gioli[/b] li ha vissuti con crescente curiosità , senza abbandonare la sua consueta allegria. «L’emozione è grande, l’esperienza di veder crescere la pancia è magnifica – diceva allora – arrivi però che sei stanchissima. Già pregusto il momento in cui lo terrò in braccio per la prima volta, dicono tutte le mamme che si dimentichi di colpo la fatica precedente». A nove mesi dal parto conferma e rimarca: «Sottoscrivo le affermazioni fatte in precedenza e aggiungo che lo rifarei anche subito… più o meno. L’ [b]emozione[/b] che provi quando te lo appoggiano sul petto non è quantificabile, ed è difficilmente descrivibile con un aggettivo».
Una intervista a 360° a [b]Simona Gioli[/b], centrale, una delle più forti, della Despar Perugia campione d’ Italia. La nascita di Gabriele, il ritorno in campo con la solita grinta, sua caratteristica e le vittorie..[b]Non perdetela[/b].
A cura di [b]Alberto Aglietti[/b]. Foto: [b]Luciana Borges De Medeiros e Fabrizio Vacis -Nrb[/b]
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