Monica, per te l’ennesimo premio, emozionata?

Ogni vittoria porta in sé un’emozione unica e irripetibile, così come, ogni premio, porta dietro di se centinaia e centinaia di ore di sacrifici, miei e delle compagne, degli allenatori, delle società e dei tifosi che mi hanno permesso, negli anni, di raggiungere questi obiettivi. Pur non essendo più una ragazzina credo che questo premio mi dia la stessa intensità di emozione provata la prima volta, anni fa.

Una dedica particolare?

Sono tante le persone a cui voglio dedicare questo premio: alla mia famiglia, al mio fidanzano, alla mia società, alle mie compagne, ai miei tifosi, agli allenatori che ho avuto, a questa città e anche a me stessa. Credo che ognuno direttamente o indirettamente abbia contribuito a coronare i successi di questi ultimi anni.

 

Un premio consegnato nel giorno del Derby della Murgia, cosa rappresenta per te!

Un’emozione nell’emozione! Il Derby della Murgia rappresenta tutta la passione, l’amore e l’attaccamento che i tifosi di Santeramo e Altamura hanno nei confronti della loro squadra e della propria città: emozioni che non si riescono a descrivere a parole, bisogna solo viverle! Vedere le due tifoserie più calde e passionali del volley femminile in Italia, che si esibiscono sugli spalti con coreografie giganti, canti, slogan e quant’altro è un’emozione unica. L’importante è non valicare il campanilismo sano, dando sfoggio ad atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con lo sport. Siamo le uniche due squadre del Sud in A1, le cui città distano solo 20 km. l’una dall’altra, tutta l’Italia ci guarda: in tal senso abbiamo il dovere e l’obbligo di promuovere la nostra terra attraverso l’immagine positiva che i nostri tifosi e quelli dell’Altamura sono convinta sapranno dare. Spero che sia una bella partita, dentro e fuori dal campo, così come spero che Santeramo e Altamura raggiungano i propri obiettivi.

Come ti spieghi che al Sud ci siano solo 2 squadre di A1?

Credo che i sacrifici che si affrontano nel portare avanti una società di A1 al Sud, siamo maggiori che in altri posti. Da noi è ancor più difficile trovare risorse finanziare, ma anche risorse umane. Le atlete di qualità, soprattutto le italiane, spesso preferiscono rimanere al Centro-Nord, più vicine a casa loro, ma soprattutto accettano le avance  e le proposte di società che riescono a pianificare più a lunga scadenza, garantendo un campionato di vertice e maggiore stabilità. Ma da noi al Sud ci sono elementi che in altri posti ci invidiano e che fanno innamorare della nostra terra qualsiasi atleta, nel momento in cui accettano di spostarsi: è l’amore e l’accoglienza che riesce a trasmetterti la gente. Qui ti senti subito a casa tua e, sin dal primo giorno, i tifosi, ma anche la gente comune, si mettono a tua disposizione, ti fermano per strada, ti incoraggiano e ti coccolano: diventano sin da subito la tua seconda famiglia, elemento fondamentale soprattutto per chi (vedi le non italiane) sono distante da casa migliaia di chilometri. E poi da noi tutti si innamorano della nostra cucina, davvero unica.

Il tuo sesto anno a Santeramo, significa qualcosa?

Si, significa che io amo questa gente e questo paese. E’ vero, forse manca qualche svago in più per i giovani, ma credo che comunque sia unico. Di Santeramo è il mio fidanzato, Santeramo rappresenta la mia seconda casa. Elementi questi che mi hanno portato in passato anche a dire di no alle proposte di grossi club, ma non me ne pento. Qui a Santeramo mi sono tolta tanti sassolini dalle scarpe e spero di togliermene ancora a partire da questa stagione.

Il ricordo più bello come atleta del Santeramo?

E’ legato all’anno della promozione in A1, nella stagione 2003-2204, quando ottenemmo il grande slam con la conquista della Coppa Italia di A2, organizzata a Santeramo, una finale vinta davanti a quasi 4000 spettatori. Un anno che ci vide protagoniste anche di un bellissimo calendario, realizzato dalla società santermana. Un anno davvero irripetibile. Ma spero che il ricordo più bello sia ancora da conquistare.

Se dico 63° Campionato Italiano, tu mi rispondi come?

Ti rispondo dicendo che è un campionato in cui ripongo tutte le mie speranze e ci credo molto. Questa squadra, i nostri tifosi e Santeramo tutta meritano di stare più in alto possibile, soprattutto per i tanti sacrifici che noi e loro stiamo facendo.

Una parola sui tifosi della Tena Volley Santeramo!

Che dire, sono unici! Ci hanno sempre seguito in lungo e in largo per tutta Italia, sia con il bello che con il cattivo tempo, non facendoci mai mancare il proprio calore. Tra noi e loro c’è sempre stato un rapporto di grande rispetto, anche quando, in alcune occasioni, ci sono stati momenti poco felici. So che soffrono tanto quando noi non riusciamo ad esprimerci al meglio ed usciamo dal campo sconfitti. Che dire! Stiamo tutti lavorando affinché in questa stagione possano esserci ancor più gioie rispetto alle ultime vissute assieme, per cercare di portare il nome della Tena Volley Santeramo sempre più in alto. In questo credo che noi tutti dobbiamo remare nella stessa direzione, avendo rispetto l’uno dell’altro, senza mai far mancare il dialogo e senza mai perdere di vista l’obiettivo comune che abbiamo.

Gli auguri di Monica Marulli in vista del 2008.

Rinnovo a tutti gli auguri di un Felice Natale, con la speranza che il 2008 possa donare salute e serenità a tutti e possa portare in sé il frutto del lavoro di tutti: di noi atlete, dello staff tecnico e medico, della Società Santeramo Sport e dei nostri splendidi tifosi. Un abbraccio sincero e affettuoso da Monica Marulli.

 
 
Nel giorno del “Derby del Sud” tra Tena Volley Santeramo e Lines Ecocapitanata Altamura non potevo che ospitare in questa rubrica il capitano di Santeramo Sport “The Wall” Monica Marulli, al suo sesto anno con la maglia del Santeramo; ma anche due stagioni vissute ad Altamura: una giocatrice che ha saputo conquistare sul campo il rispetto di tutti, delle sue compagne di squadra, così come degli avversari. I tifosi, al suo primo anno a Santeramo, stagione 2002-2003, dipinsero su un grande telo un muro con la scritta “The Wall Monica Marulli”, facendone nascere il mito “The Wall”. Da allora la fortissima centrale barese, nata il 3 ottobre 1975 a Bari – quartiere San Paolo, ha vinto ogni anno, tra campionati di A2 e A1, la classifica del miglior “Muro” in Italia, convincendo Marco Bonitta a convocarla in nazionale all’età di 31 anni, 10 anni dopo aver vestito per la prima volta la tanto amata “casacca azzurra”.
Oggi il rituale della premiazione del “Capitano” si ripete. Il dr. Massimo Morelli, direttore generale della Lega Pallavolo Serie A Femminile, premierà Monica Marulli quale “Miglior Muro d’Italia” della stagione 2006-2007: non ci resta che alzarci tutti in piedi in una “standing ovation” per ringraziare “The Wall” per tutto quello che ha dato alla pallavolo italiana e sta ancora dando. Un’atleta nelle cui vene oramai scorre sangue barese e santermano: Bari l’ha data alla luce e Santeramo l’ha adottata. Grazie “Capitano!!”   
 
Di seguito intervista completa a cura di Antonio Dimita. Foto: Putignano e Zileni