Carla Castiglione viene da Buonosaires, una metropoli grande: “A Pesaro francamente non ci sono tante cose da fare come a casa mia, mi manca per esempio molto il “collettivo”, che sarebbe come da noi un tram, che là gira a tutte le ore, e ha anche la prevalenza sulla metropolitana”.
In Argentina ci si muove, specie i giovani, solo con il “collettivo” per andare un po’ ovunque, a ballare a fare shopping, ecc… A Carla, che è giovanissima, mancano tanto una discoteca o locali di aggregazioni simili e poi a tutte manca molto il club, ovvero in una società sportiva grande c’ è sempre dietro una serie di attività ricreative che unisce anche più squadre di diverso livello: nel club ci sono molte attività, dal ristorante, alle carte, a un film, ma più che altro è un grande momento di aggregazione fra atlete ed ex atlete, che si sentono protette e hanno modo di svagarsi.
“Noi tutte prendiamo il mate, ovvero un erba tipo tisana, che si mette in un bicchiere scaldato con acqua calda e un'unica cannuccia di metallo; questo è un rito inseparabile che ci siamo portate anche in Italia, quando andiamo a trovare qualcuna a casa se non abbiamo il mate siamo perse, è una tradizione e un piacere, è un po’ come, ma anche di più, il caffè in Italia. E' un momento di aggregazione forte, un simbolo argentino; anche i turisti che vengono da noi se non prendono o non assaggiano il mate, è come se non fossero mai stati in Argentina”.
“Noi tutte prendiamo il mate, ovvero un erba tipo tisana, che si mette in un bicchiere scaldato con acqua calda e un'unica cannuccia di metallo; questo è un rito inseparabile che ci siamo portate anche in Italia, quando andiamo a trovare qualcuna a casa se non abbiamo il mate siamo perse, è una tradizione e un piacere, è un po’ come, ma anche di più, il caffè in Italia. E' un momento di aggregazione forte, un simbolo argentino; anche i turisti che vengono da noi se non prendono o non assaggiano il mate, è come se non fossero mai stati in Argentina”.
Per Natalia, di Santa Fè, già in Italia da 5 anni, vale più o meno il discorso delle altre, anche se non per il “collettivo” perché viene da un piccolo paesino di circa 1000 abitanti circa; lei spera molto che arrivi il caldo, in modo da stare presto più fuori, ovviamente nelle ore libere; come passatempo ama stare con gli amici, guardare un film, oppure rimanere da sola o sul pc.
Julietta, anche lei allineata sul discorso delle altre, ribadisce che magari le manca molto uscire e ritrovarsi in piazza con le amiche per prendere questo mate. “O si va al cinema, o si va in giro a zonzo, anche se c’ è da dire che qui è tutto un po’ più difficile, perché è tutto diverso nel cambio di mentalità di affrontare la giornata, c’ è un vero e proprio cambio di cultura, soprattutto negli orari: in Argentina è tutto allungato, come se il tempo per molte cose fosse dilatato”.
Poi, come aggiunge Carolina che a Pesaro dice di stare bene, “in Argentina ad esempio ci sono anche tanti bazar o piccoli chioschi sempre aperti, dove si trova di tutto, dal latte, alle sigarette, alla pizza, al sale e allo zucchero e non ci vuole una licenza per questo o per quello, questi bazar vendono un po’ di tutto, e basta che vai in strada e lì trovi sempre qualcuno, mentre in Italia le persone sono molto inquadrate, le regole sono tutte più rigide”.
Infine, per quanto riguarda il mangiare le ragazze sono tutte e quattro d’ accordo che la pasta è più buona da noi ma la carne no, in Argentina si cucina soprattutto il manzo, ma sotto la griglia non sopra.
Danilo Billi –solovolley-
Danilo Billi –solovolley-
Un giorno libero ogni tanto è raro, ma ogni tanto capita anche alle giocatrici della Scavolini Volley e così in un’ uggiosa mattinata di fine febbraio ecco tutte e 4 le argentine che arrivano nella sede di via Icaro per rispondere alle domande dell’ addetto stampa Giacomo Mariotti; anche noi abbiamo avuto il permesso dalla società pesarese di poter rivolgere qualche domanda con l’ intento di fotografare la vita italiana delle 4 sudamericane.
A cura di Danilo Billi – Solovolley
