VV: Camilla, parlaci di te, come sei diventata giornalista, perchè hai iniziato a seguire Pesaro, coinvolgerti con la Scavolini e quindi Francesca..
Camilla Cataldo: Ho iniziato a scrivere a 14, ora ne ho 29 quindi sono ben 15 anni che scrivo! Ho iniziato con il basket, scrivevo per il Corriere Adriatico, seguivo una squadra femminile; da lì sono arrivata alla Scavolini maschile, verso i 19 anni. Già a 18 anni ho iniziato però a seguire il volley femminile, la Scavolini che allora era Robur Pesaro ed era in serie b. Ho seguito la scalata e dal 2000 sono telecronista ufficiale della Scavolini volley per Tv Rs, scrivo per il Messaggero da più di 10 anni, percui sono arrivata di conseguenza alla Scavolini, mi sono appassionata a Francesca, che già seguivo a Chieri, ed è nato il libro..Questa un pò la mia storia..
VV: Hai seguito altri sport, poi ti sei soffermata sul volley: c'è un motivo?
Camilla: Seguivo basket e pallavolo, ma mi sono cimentata anche nello scrivere di nuoto, calcio. Ho imparato ad amare la pallavolo grazie ai colleghi del Corriere Adriatico, lo stesso Stefano Michelini, Adelio Pistelli. Mi sono appassionata e non ho più smesso di seguirla anche perchè ad alti livelli è fatta bene. Prefrisco il femminile rispetto al maschile, ma seguo un pò tutto quello che riguarda il volley.
VV: Il volley femminile è seguito meno rispetto al maschile: secondo te, visto che lo vivi in prima persona, cosa manca a questo sport per diventare "sport di massa"? Ovviamento non si intende paragonarlo al calcio, ma di fatto cosa può servire perchè abbia più risalto?
Camilla: Questo è il problema degli sport propriamente minori, ovvero tutto lo sport che non è calcio. Il volley femminile ha avuto tanto risalto con la vittoria agli Europei, alla World Cup, ha avuto un gran palcoscenico, una bella vetrina, tante persone che si sono appassionate, tanti nuovi iscritti nelle società. Purtroppo in tv lo sport prevalente è il calcio, gli altri sono poco seguiti. Noi piccoli giornalisti andiamo a ruota rispetto a chi parla di calcio, il grande pubblico vuole il calcio, quindi la pallavolo sarà sempre uno sport di nicchia. Però piano piano secondo me sta conquistando i suoi spazi sia sui giornali che in televisione, grazia a tante atlete, come Francesca per esempio, che hanno la presenza dalla loro, sono brave, simpatiche, molto più disponibili rispetto ad altre di altri sport.
VV: A Pesaro potevi scegliere diverse giocatrici, anche con un risalto maggiore per esperienza, vittorie. Tu hai scelto una giovane, perchè? Qualche motovo che non hai messo nel libro, una piccola esclusiva;)
Camilla: Prima di tutto perchè è italiana e volevo puntare su una giocatrice di casa nostra. Mi ripeto, mi è sempre piaciuta molto come personaggio, come si presenta, come modo di fare, è un tipo tosto, ha un carattere forte, determinato. Posso dirti e non c'è nel libro che mi piacciono molto altre sportive tipo la Kournikova, la Cacciatori, Pennetta. Però Francesca si è dimostrata subito disponibile, aveva una bellissima storia da raccontare, secondo me meritava un libro. L' ho fatto soprattutto per me, per avere qualcosa di mio, che rimanesse, per le persone che mi vogliono bene e certo anche per lei. Poi se vendo qualche copia sono contenta;)
VV: E' un punto di partenza o di arrivo il tuo cammino di "scrittrice" ?
Camilla: Nè partenza, nè arrivo. Diciamo siamo a metà del mio cammino. Da giornalista, da donna. Non so se il libro avrà un seguito tra altri 4/5 anni di carriera, augurandole di vincere tante altre cose. Diventare scrittrice-giornalista (lo stile è diverso da quello di una scrittrice) dà qualcosa in più, sicuramente arricchisce, lo vedo come una crescita personale e professionale, senza grandi pretese, fine a se stessa, poi vedremo se ci sarà un altro libro o altre possibilità.
VV: Possiamo dire che piano piano lo sport sta diventano più femminile, alla luce di quello fatto anche da altre sportive (vedi Olimpiadi)? E possiamo dire lo stesso qui a Pesaro, dopo i bei risultati? Che ne pensi tu che ne si coinvolta?
Camilla: Dobbiamo essere contenti di questo periodo. Purtroppo lo sport va a periodi: in alcuni momenti ci sono determinati personaggi, ma penso e spero che prenderà piede lo sport femminile. Anzi, secondo me sta già prendendo piede, magari meno in sport come il basket, ma nel volley invece c' è la femminilità, la vedi che esce, ci sono atlete che sono testimonial. Mi piace molto lo sport femminile e in alcune discipline ancora più bello di quello maschile e il pubblico se ne sta accorgendo.
VV: Francesca e la Scavolini: che ti aspetti da lei per la nuova stagione? Su cosa punteresti per la sua crescita?
Camilla: Sarebbe già bellissimo se riusucisse a confermarsi e confermare l' anno splendido vissuto nella scorsa stagione. Lei era affezionatissima ad Angelo, ma non avrà certo problemi con Ze Roberto, che stima e non ha bisogno di dimostrare quanto vale. Per la sua crescita, ci sono piccoli particolari in cui può migliorare, ha due giocatrici nuove nel sestetto, quindi ci sarà da trovare l' affiatamento, anche se il gruppo è già splendido e potebbe essere migliore di quello passato. Fisicamente deve ritrovare la forma, perchè ora è scarica di testa e di fisico. Si fa comunque forte dello scudetto vinto, di un ambiente importate, quindi può ripartire da dove aveva lasciato.
VV: Pallavolo e marketing, Scavolini e marketing, Scavolini e immagine: sta prendendo piede un buon progetto, vedi i nuovi sponsor o le collaborazione delle atlete ( tipo Guiggi con le calzature). Credi che potrà diventare qualcosa di più grande?
Camilla: A Pesaro c' è sempre stato un pò il problema delle imprese, la città è piccola, anche il basket comunque ha avuto le sue difficoltà da questo punto di vista, cioè nel reperire sponsor, risorse. Però il volley sta agendo bene, Walter Scavolini è un nome che attira, Sandro Sardella è un presidente che si sa muovere in questa direzione. E' appena stato chiuso il poker di sponsor con Scavolini, Banca Marche, Sorbini e Sifa, siamo in crescita. Si potrebbe fare meglio, ma è un campo dove è difficile esplodere definitivamente. Ma la squadra aiuta, l' immagine, la bellezza è sempre un qualcosa in più.
VV: Tu scrivi articoli anche per Pv pallavolo, è uscito il libro. Ti stai cimentando in cose diverse dalla mera cronaca giornalistica di una partita o interviste post gara. E' una strada che vuoi seguire? Hai dimostrato di saper scrivere bene..
Camilla: Difficile per noi giornalisti indirizzarsi solo in una direzione, visto che siamo collaboratori. Cerco di prender tutto ciò che mi arriva, ovviamente un pò di selezione c'è , però non ho preferenze. Mi piace la radio, lavorare in tv, mi piace scrivere, il mio stile è giornalistico e questa è la mia impronta. Mi piace tutto quello che è sport, anche se ho scritto per la cronaca..Vediamo dove mi porta il destino…
Donne & Volley: la nuova rubrica di Vivovolley dedicata a tutte le donne che fanno parte del mondo della pallavolo. Le protagoniste però non saranno le giocatrici, ma coloro che "vivono" di pallavolo, impegnandosi a far conoscere questo sport, che tutti noi amiamo e seguiamo con passione.
Apre le danze Camilla Cataldo, laureata in Giurisprudenza. Giornalista pubblicista, dopo aver lavorato al Corriere Adriatico, dal 2000 collabora con il Messaggero come prima firma per la pallacanestro, oltre a seguire il volley. E’ telecronista ufficiale della Scavolini Pesaro dal 2000 per Tv Rs e firma di Pallavolo Supervolley. E ora anche giornalista – scrittice: ha recentemente pubblicato per Medianet il libro " Un Angelo Biondo, Francy Ferretti", dedicato all' alzatrice reggiana.
Camilla ci parla del suo libro, della Scavolini, ma soprattutto di pallavolo femminile: abbiamo cercato di capire con lei quanto può crescere ancora questo sport, grazie anche a delle componenti che stanno prendendo sempre più piede in questa disciplina, ovvero immagine/comunicazione/risalto mediatico e marketing.
Foto: Courtesy Camilla Cataldo.
