Allora Elisa, ottima gara contro Perugia, sei entrata e hai dato un contributo importante…
«Si è stato un ingresso importante in un momento delicato della partita… Sono entrata senza preavviso, e all'inizio un po’ di tensione c'era, ma con il passare degli scambi ho ritrovato serenità nello stare in campo, dove si sono visti i frutti di tutto il lavoro che sto facendo in palestra».
Come sarà la stagione di Sassuolo?
«Sarà una stagione di alto livello, il nostro obiettivo è quello di stare subito dietro le grandi del
campionato togliendoci qualche soddisfazione, proprio come domenica a Perugia».
Veniamo a te come persona: sei fiorentina doc…Cosa ti piace della tua regione?
«Mi piace l'accento che ormai purtroppo ho perso, mi piacciono i paesaggi e ovviamente la cucina».
Nonostante la giovane età è molto tempo che sei lontana dal tuo paese e dalla Toscana, ti manca?
«Un po’ mi manca, anche se vedere i miei genitori tutte le settimane è un ottimo modo per sentire meno la mancanza. Torno poche volte a casa, ma per è me un momento per staccare la spina e riposarmi. Di solito prima dell'inizio di ogni stagione sportiva vado a farmi un giro a Firenze, soprattutto al Piazzale Michelangelo dove con lo sguardo abbraccio tutta la città in segno di saluto…».
Quando giocavi nelle giovanili, sentivi mai la rivalità con le altre città, come Pisa, Prato ecc..?
«La rivalità la sentivo con quelle squadre che avevano un potenziale e una certa storia pallavolistica, tipo Massa Carrara, ma anche nei derby fiorentini la rivalità era bella accesa».
Segui il calcio? Tifi Fiorentina?
«Si seguo il calcio e devo dire che non tifo Fiorentina. Rischio la vita a dire che sono juventina…Mio padre, che non è di Firenze, mi ha dato questa influenza, così sono da sempre"gobba"».
C'è qualche sportivo o qualcuno del mondo dello spettacolo made in Toscana che ti piacerebbe
conoscere?
«Mi piacerebbe conoscere i comici toscani, da Pieraccioni, a Ceccherini e il grande Benigni».
Secondo te il volley ad alto livello potrà tornare in Toscana? Dopo la Romanelli nessuna squadra è arrivata in A1…
«A Firenze manca una squadra di livello… Non essendo più lì non so com'è la situazione, ma secondo me il problema è la mancanza di risorse economiche, o comunque la poca propensione a investire nella pallavolo, anche quando giocavo a Sesto c'era questa situazione. Secondo me bisognerebbe investire su una società di serie B e piano piano portare la squadra nella massima serie. Non vorrei che si creassero situazioni come è successo a Roma e Milano per le squadre maschili. Bisogna creare una cultura, bisogna far avvicinare il pubblico poco alla volta e farlo innamorare della propria squadra. Così anche gli sponsor sono più invogliati.. Questo è il mio modestissimo parere…»
Elisa Cella è nata a Prato da madre fiorentina doc e papà avellinese, ma ha sempre abitato a Capalle, piccola frazione di Campi. In Toscana ha mosso i suoi primi passi in quello sport che sarebbe diventato poi tutta la sua vita, ovvero la pallavolo. I suoi primi anni di serie A sono stati a Sesto Fiorentino, dove ha sfiorato la promozione in A1, quando aveva 16 anni; ha continuato la sua carriera in diverse città (Vicenza, Corridonia, Forlì, Napoli, Jesi) ed ora schiaccerà per la Unicom Starker Kerakoll Sassuolo, squadra di A1 femminile, con grandi ambizioni per la stagione in corso.
Nel suo girovagare per l' Italia, Elisa non ha mai dimenticato le sue origini toscane, tanto che anche il suo sito web www.elisacella.com, ha come simbolo portante il giglio fiorentino. La grinta e la determinazione la contraddistinguono, insieme al suo eclettismo come sportiva: la squadra emiliana ha iniziato il campionato con due vittorie ed Elisa è stata grande protagonista contro Perugia la scorsa domenica..
Segue intervista a Elisa a cura di Cristina Gatti pubblicata su www.055news.it