VV: Tanti anni a Vicenza:non hai mai avuto voglia di provare nuove esperienze?
Stefania: Per quanto mi riguarda, è dal ‘92 che giro, ho girato tantissimo. Il fatto di essere qui da 6 anni a Vicenza è perché, se io mi ambiento e mi trovo bene in una società, prima di tutto, ma anche in una città,non vedo il motivo per cui mi debba spostare. Poi il mio ruolo qui a Vicenza era molto marcato, con la Benelli in più in questi anni si attaccava molto al centro, al contrario di qualche altra società dove magari si attaccano 2 palle ogni set, quindi perché andare via?
VV: La tua passione fuori dal campo?
VV: Qual è, secondo te, la compagna più forte che hai avuto al tuo fianco? E contro?
Stefania: Beh la fast è molti anni che viene usata: le prime ad importarla furono le russe e dopo le brasiliane, quindi parliamo di 15anni fa. La fast è un attacco ad un piede che oltre dai centrali viene eseguito anche da posto 4. Forse tanti centrali hanno iniziato a fare questo colpo dimenticandosi un pò del primo tempo davanti, che forse è il colpo più difficile: la fast è uno scorrimento dove tu colpisci la palla in base al palleggio quindi questo dev’ essere perfetto. Infatti molte centrali non sanno attaccare il primo tempo davanti. Io,personalmente,mi sento abbastanza completa perché so fare abbastanza bene tutti e due i colpi, mi piace saper fare un po di tutto. L’u nica che penso di fare un po di fatica ad eseguire è la sette (tesa al centro, ndr) ma liìè difficile sia per me che per il palleggiatore.
VV: L’ insegnamento più importante che ti è stato dato finora nella tua carriera?
VV: Che differenze hai trovato tra i due allenatori Manu Benelli e Fangareggi/Baraldo?
VV: Hai un rimpianto,una cosa che finora non si è realizzata nella tua carriera?
Stefania: Nella mia carriera ho sempre fatto scelte sincere, ascoltando sempre me stessa e quindi senza essere influenzata da altri. Sono andata anche in squadre non facili, ma ho sempre fatto quello che mi sentivo di fare: mi sono messa in gioco e questo molte volte ti fa crescere,maturare.
Penso, quindi, di non aver alcun rimpianto, ho sempre scelto con il cuore ciò che volevo.
Stefania: Tutto è partito da dei provini che mi hanno convinto a fare. Poi pian piano tutto ciò è diventato un impegno prima con la nazionale juniores e contemporaneamente poi quella seniores e da lì ho continuato. Ho alternato momenti belli a momenti un pò meno belli, ma ho sempre avuto fiducia e tenuto duro. E’ arrivato il primo anno di A2 e poi tutti questi anni in A1 da Matera, dove sono stata benissimo, fino a Vicenza dove mi trovo altrettanto bene tutt’ ora.
VV: Un pregio e un difetto?
VV: Cosa farai quando smetterai di giocare?
Stefania Paccagnella, capitano della Minetti Vicenza, un mito per la squadra e per i tifosi, una vera e propria bandiera.
"Pacca", come viene informalmente chiamata, e' una delle giocatrici piu' esperte della fornazione vicentina, ma anche del panorama del volley femminile, vantando anche numerose presenze nella nazionale azzurra. Approda in serie A1 a Bergamo, poi a Bari ed infine a Matera, infine in casa Minetti.
Stefania si è sempre distinta per il suo carattere, apparentemente timido, oltre ad essere una giocatrice che ha un innato spirito di squadra. Al centro si è sempre distinta in attacco, ama il gioco veloce, ha una battura insidiosa.
E nel tempo libero cosa ama fare Stefy? Scopritelo con noi..
Intervista di Manuel Vanzetto. Foto: Joy Volley Vicenza
