Sara – Totalmente soddisfatta no però per come eravamo partite, senza un opposto di ruolo, ci siamo ritrovate con in tasca una Coppa Cev e con la possibilità di giocarci la finale scudetto e quella di Coppa Italia, quindi non è andata poi così tanto male…
2 – Quest'anno hai giocato ad alti livelli: efficiente a muro e incisiva in attacco. Nel primo caso una crescita tua, nel secondo tanto ha fatto Kun Feng. Che ne pensi?
Sara – Negli ultimi anni ho avuto una crescita esponenziale nel fondamentale del muro, questo merito sicuramente di tanto allenamento e dell’esperienza che viene con l’età. Per quanto riguarda l'attacco è stato difficile all’inizio trovare il feeling con Kun e probabilmente non siamo ancora riuscite ad esprimere il massimo della nostra intesa. Lei gioca molto veloce e alle volte la palla è un po’ bassa, il suo sforzo è stato più in altezza che altro. Invece per quanto mi riguarda ho lavorato tutto l’anno in velocità, dovevo anticipare, anticipare, anticipare…
Sara – Sicuro il primo tempo, giocando nell'attacco a tre la mia fast non è molto allenata. C’è da dire che negli anni in cui ho avuto la possibilità di dedicarci un po’ più di lavoro i miglioramenti si vedevano, anche se noi la chiamavamo “l’arma segreta che sfrutta l’effetto sorpresa”.
4 – Quest'anno abbiamo visto un' Asystel fortissima, un grande gruppo, un bel gioco. Cosa avevate in più rispetto agli altri anni?
Sara – Il gruppo era molto compatto ed è riuscito a integrare le giovani con le giocatrici d'esperienza, cosa molto importante. Sicuramente è stata questa la forza che non ci ha fatto mai mollare, però ovviamente non basta. Infatti un ruolo importante l’ha avuto anche Luciano che ha saputo far crescere la squadra anche a livello tecnico giorno dopo giorno in palestra, nonché a livello tattico nascondendo i difetti e mettendo in evidenza i nostri pregi.
5 – Asystel e le finali: ci sono rimpianti?O avete dato davvero tutto?
Sara – Nella semifinale scudetto abbiamo dato il massimo, esprimendo il nostro miglior gioco. Siamo riuscite a tenerci in gara nonostante il piede già fuori dalla finale e abbiamo dato prova di determinazione nel tie-break di gara 5. Ovviamente contro Pesaro oltre a non essere riuscite a esprimere il nostro miglior gioco abbiamo avuto anche un calo mentale, però non ho nessun rimpianto perché credo che la squadra abbia dato tutto quello che poteva dare in quel momento.
Sara – Sono cresciuta tecnicamente ed ho acquisito l’esperienza che prima mi mancava. Di cambiamenti effettivi non ne ho avuti, sono rimasta sempre la solita Anza che cerca di lavorare molto perché si può sempre migliorare, sempre la solita agonista (odio perdere anche a scala quaranta) e sempre la solita burlona che cerca di sdrammatizzare ogni situazione! In una cosa forse sono cambiata, adesso mi stanno venendo fuori le rughe e non c’è crema che mi possa salvare dal tempo che passa… ihihhihi
7 – Quale la caratteristica per sfondare nello sport? Lascia un tuomessaggio alle ragazzine che vogliono diventare come te.
Sara – Bisogna lavorare tanto e con umiltà. Ci vogliono tanti sacrifici e spesso bisogna lasciare da parte il divertimento per dedicarsi totalmente alla pallavolo.
8 – Segui altri sport?Quale quello che ti affascina o in cui vorresti cimentarti?
Sara – Ogni tanto guardo il basket, ora sto seguendo i play off Nba e la Benetton Treviso (tifo Treviso in tutti gi sport), ripudio il calcio.
9 – Cosa ti ha tolto e cosa ti ha dato il volley?
Sara – Mi ha tolto sicuramente gli affetti. Ho avuto pochissimo tempo da dedicare alla mia famiglia visto che torno a casa davvero poco. Ma mi ha dato anche tante soddisfazioni e guardando indietro sono contenta di tutto quello che ho fatto. Per fortuna è uno sport che ancora oggi mi piace e mi diverte.
10 – Che emozione ti dà la pallavolo?
11 – Quanto conta la bellezza nel volley e nello sport?
Sara – Conta poco, un giocatore è buono a prescindere.
12 – Volley e immagine mediatica: hai un sito internet, interagisci con itifosi..sei seguita da una agenzia x la comunicazione:quanto conta l'immagine al giorno d'oggi?
Sara – Mai come ai nostri tempi l'importanza dell'immagine diventa un aspetto fondamentale e un segno distintivo del proprio essere. Il secolo in cui viviamo è quello della comunicazione e anche dello sport che è sempre più importante nella nostra società, e si lega strettamente alla comunicazione. Lo sport aiuta la comunicazione perchè crea emozioni, ma bisogna andare oltre lo sport, se arrivano i risultati sportivi e se questi sono continui arriva anche la notorietà che deve però essere supportata da iniziative nel sociale. Sport e sociale portano al coinvolgimento in iniziative di entertainment.
Sara – Indubbiamente faccio fatica a staccare a spina, di solito anche in estate gioco. Quest'anno sfrutto l'occasione della riabilitazione al polso per fermarmi e spero di godermi almeno un po' il mare tra una fisioterapia e l’altra…
14 – Una intera carriera a Novara… si dice che non esistono più le bandiere… tu ti senti di essere una bandiera? Ritieni che questo ti abbia portato via qualche esperienza? Hai mai pesato di fare esperienze sportive all'estero?
Sara – Sicuramente sono una bandiera per Novara , sono qui da 10 anni e mi sento di aver dato tanto alla società e alla città sia in campo che fuori. Non ho fatto esperienze in altre società quindi conosco solo questa realtà e ne sono felice. All'estero non ci ho mai pensato, ma non lo escludo per il futuro.
15 – Avere notorietà forse comporta qualche obbligo in più soprattutto nell'utilizzo utile della notorietà e non solo fine a sé stesso o per il proprio tornaconto… tu fai qualcosa per utilizzare il fatto di essere famosa anche a vantaggio altrui? Che ruolo ha la solidarietà nella tua vita?
Sara – Non sono un calciatore quindi la mia notorietà è relativa, sfruttare la notorietà delle
atlete non è una skill.
16 – Come sei nei rapporti interpersonali? Riesci a coltivarli nonostante l'attività sportiva? Quali sono le persone cui sei più legata? E quelle a cui senti di dover qualcosa?
Sara – Frequento poche persone perchè ho poco tempo libero, nel volley la mia migliore amica è Raffaella Calloni. A Novara ho una cerchia di amicizie relativamente strette, ma sono contenta perché nonostante la mia vita fuori dai canoni nei momenti del bisogno queste amicizie sono sempre vicine a me.
17 – Sara in famiglia… che persona è e cosa ci può raccontare di sé stessa? I ricordi più belli della tua infanzia e di oggi.
Sara – Sono figlia unica e mi dispiace non aver trascorso molto tempo con i miei genitori, loro mi hanno sempre appoggiata fin da quando a 16 anni sono andata via da casa per dedicarmi al volley. Nico e Valter sono giovani (vi ricordo che i miei genitori li chiamo per nome), abbiamo un buonissimo rapporto e anche se sono un po troppo protettivi con la loro unica figlia mi hanno sempre dato la possibilità di fare le mie scelte nel bene e nel male. Detto tra noi, da buoni veneti, ogni volta che vediamo stappiamo una bella bottiglia di prosecco per festeggiare!
Sono molto legata a mia mamma, tanto che ci sentiamo sempre due volte al giorno, però il ricordo che mi è sempre rimasto impresso risale a quando da piccola suonavo il pianoforte. Quando passai l'esame di teoria e solfeggio al conservatorio di Trieste con 9,50 su 10, esame per il quale avevo studiato tutta l’estate dei 14 anni, mio padre era li presente e ci commuovemmo assieme.
18 – La partita più importante che hai giocato e quella che vorresti dimenticare Il Mondiale 2002, una grande emozione!
Sara – Gara5 finale scudetto contro Bergamo, una gran delusione…
19 – Dopo il volley? Rimarrai nell'ambiente o ne uscirai?
Sara – Mi piacerebbe molto rimanere in questo mondo, amo il volley ed è la cosa che so fare meglio, mi piacerebbe parlarne (magari come commentatrice) e “forse” insegnarla…
Chi dice "Anza" dice Novara. Questo perchè Sara Anzanello, centrale dell' Asystel, è da 10 anni la centrale per eccellenza della squadra, oltre ad essere una beniamina per il pubblico.
In un panorma pallavolistico italiano in cui le bandiere sono poche, Sara continua a essere il simbolo della squadra e della città, oltre che ad un punto fermo per i tifosi, che la adorano e verso cui lei è sempre disponibilissima. In campo è sempre concentrata, le sue veloci quest' anno hanno creato tanti dolori alle avversarie, a muro è cresciuta tantissimo.
Fuori dal campo la sua simpatia è contagiosa, ha tanti hobby tra cui il disegno, oltre ad aver studiato pianoforte per anni. La sua passione rimane sempre il volley, perchè gioca e si diverte…….
Intervista di Mirtillino – Foto: Davide Carabelli. Si ringrazia Chiara, Insport.
