«Speriamo che sia la città giusta – scherza Benelli – Forlì è una realtà consolidata da tempo, mentre le altre due erano avventure al loro inizio e quindi molto diverse. Sono sinceramente molto felice della scelta perché qui non si parla solo di prima squadra, ma di un progetto che comprende anche il settore giovanile. Ambiente da risollevare? Il nostro è uno sport dove ci sono tante situazioni sfuggenti. L’anno scorso Forlì poteva fare di più, ma ci sono annate dove le cose vanno male. Ora tocca a me e il progetto che abbiamo in mente è quello di far cresc ere le giovani e rilanciare le altre atlete».
L’allenatrice ravennate dal momento del suo ingaggio ha cominciato a visionare sia le giocatrici ancora in forza all’Infotel, sia il settore giovanile, per farsi un’idea di dove avrebbe dovuto lavorare e per cominciare a dare le prime “direttive” sulla crescita delle nuove leve. «Devo dire la verità – continua “Manu” – alcune giocatrici già le conoscevo ed è stato un piacere ritrovarmi a lavorare con loro, mentre altre non le conoscevo, ma mi sono piaciute. Quello su cui punterò, però, sarà principalmente la mentalità di gioco, che è un poco il mio marchio di fabbrica. Agostinetto? E’ una ragazza sulla quale penso sia giusto puntare perché ha alcune caratteristiche buone e per di più è giovane e non si tira mai indietro quando c’è da lavorare. Sono qualità che le faranno molto comodo in futuro. Per quanto riguarda le giovanili, invece, non possiamo certo parlare dei grandi numeri che, per esempio, fa Vicenza, ma ho trovato un settore molto organizzato con allenatori preparati. Nella Girl League che comincia domani (oggi, ndr) abbiamo una squadra che, non nascondendo la forza di altre compagini, può fare bene. Il nostro primo obiettivo è vincere il più possibile nel primo giorno per evitare la gara delle 9 del mattino di sabato».
Una Benelli gioviale, ma soprattutto stimolata quella che sta prendendo confidenza con la realtà forlivese, ma il sorriso sparisce subito non appena il discorso si allarga alla difficile situazione della “sua” Teodora e del volley femminile in Romagna: «Il nome Teodora dovrebbe essere ritirato perché troppa gente lo sta usando come specchietto per le allodole, mentre si &e grave; perso quello spirito che aveva rappresentato per tanto tempo. A Ravenna ora l’unica soluzione è cancellare tutto e ripartire da zero con persone nuove che diano credibilità al progetto pallavolo di fronte a tutta la città. Per quanto riguarda Imola e Cesena, invece, entrambe erano squadre sorte da insediamenti esterni e da romagnola so bene cosa vuol dire. Tutte e due le società hanno avuto grande disponibilità dal pubblico, ma per il resto forse sarebbe meglio che il movimento nascesse dal territorio. E questo è uno dei vantaggi che sicuramente Forlì ha. Purtroppo poi il momento è molto difficile un po’ per tutti».
Ora il primo obiettivo è riportare Forlì a un ruolo da protagonista quanto meno in serie A2, magari riuscendo anche a scoprire una nuova Benelli .
«Voglio un Forlì che non molli mai. Una squadra che impari che anche nelle giornate storte si possono portare a casa dei punti». Manuela Benelli , nuova allenatrice dell’Infotel Forlì, traccia il cammino che la vedrà dal prossimo agosto, anche se in verità ha già cominciato a dirigere gli allenamenti e i provini della sua nuova squadra, protagonista di una nuova avventura in Romagna.
La terza sfida di Manuela Benelli «Dopo Imola e Cesena, ora Forlì che è una realtà consolidataMi piace il progetto di occuparmi anche delle giovani» Lei che è l’atleta più titolata della pallavolo nostrana approda a Forlì dopo aver allenato nelle ultime due stagioni Imola e Cesena e ci arriva con l’obiettivo di risollevare un ambiente che è reduce da due retrocessioni consecutive dalla serie A1 e dal penultimo posto dello scorso campionato di serie A2. Un’impresa per nulla facile..
Segue intervista a cura di G. Bosi per il Corriere Romagna – Foto Web