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Intervista a Federico Ferraro, Press Officer Cev

1 – Federico, presentati ai tifosi di volley italiani(studi, come sei arrivato in Cev)

Federico – Di norma non amo molto parlare di me stesso – del resto non mi piacciono per nulla le persone troppo autoreferenziali –, ciò non di meno tento volentieri di mettere insieme qualche riga al riguardo del percorso, a dire il vero un po' strano, che mi ha portato in Lussemburgo e nello specifico a lavorare per la Confederazione Europea di Pallavolo. Dunque, ho concluso i miei studi nel 2002 con una laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Gorizia, una facoltà che per sua intrinseca natura mi ha portato spesso a viaggiare – assecondando in questo una mia inclinazione – con alcuni periodi trascorsi in Germania e Russia. In seguito ho seguito, per circa 5 anni, le attività di carattere più squisitamente internazionale di una fondazione di stanza a Venezia; nel contempo ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo, in particolare sportivo, occupandomi di nuoto, collaborando come corrispondente con la rivista americana Swimming World Magazine e pure con il portale www.nuoto.it, in quest'ultimo caso anche nell'organizzazione di seminari per allenatori con la partecipazione di alcuni dei coach più rinomati del panorama internazionale, Alla luce delle esperienze maturate in due edizioni delle Universiadi invernali tenutesi in Italia e alle quali avevo partecipato come attaché/interprete della delegazione russa, ho deciso di sondare la possibilità di lavorare per una federazione di respiro internazionale e nell'ottobre 2007 mi sono imbattuto in un annuncio in cui la CEV dichiarava di essere “a caccia” di un nuovo press officer. I tempi erano stretti ed ho preparato in fretta la mia candidatura, che credo abbia raggiunto il Lussemburgo proprio nell'ultimo giorno utile. Di lì a un paio di settimane, il presidente Meyer mi contattò per fissare un colloquio da tenersi nel Granducato e l'appuntamento si concluse… con un chiaro e netto invito a fare le valigie e a trasferirmi lassù quanto prima. Il tutto può apparire un poco romanzato, ma le cose sono andate davvero così. E così, da fine febbraio 2008, mi trovo in Lussemburgo e ho iniziato la mia avventura nel mondo della pallavolo, sport che ho sempre seguito fin da bambino, in particolare dai successi dell'Italia maschile di Velasco. 


2 – Spiegaci bene in cosa consiste il tuo lavoro

Federico – Per prima cosa debbo precisare che in CEV sono sostanzialmente l'unica persona dell'intero staff chiamata ad occuparsi di media, stampa e in buona misura di tutto quanto  – o quasi – ruota intorno al nostro sito Internet. Buona parte della mia giornata è dedicata all'editing dei tanti materiali che riguardano le nostre competizioni, dai resoconti giornalieri alle foto, alla scrittura dei comunicati stampa e delle tante news che popolano la nostra homepage. In questo senso il lavoro copre ben più delle canoniche 8 ore di ufficio, poiché debbo essere molto spesso on line la sera e durante i fine settimana,  in pratica ogni qual volta vi è qualche competizione a nostro marchio in qualche angolo d'Europa. Mi occupo poi di mantenere i contatti con i giornalisti e i tanti addetti ai lavori che ogni giorno sottopongono le loro domande e richieste più varie, un aspetto – questo – che si fa di norma più intenso mano a mano che ci si avvicina all'avvio di un qualche torneo o campionato. A ciò si aggiunge la scrittura di discorsi ufficiali e la predisposizione delle pubblicazioni a marchio CEV (brochure, newsletter, annuario), alle quali vorrei dedicare molto più tempo ma che risultano mio malgrado un poco “penalizzate” dalla già stringente routine quotidiana.

 

 

 3 – In tanti paesi avete "aiuti locali" durante le manifestazioni importanti. come coordinate il lavoro con questi "addetti stampa"?

Federico – Non ne ho fatto cenno in precedenza, ma pur essendo di fatto solo nella propria “divisione”, in realtà il Press Officer CEV è chiamato a coordinare il lavoro di un folto gruppo di persone grazie alle quali risulta possibile coprire gli innumerevoli eventi di una stagione, dalle Coppe sino alle qualificazioni per le fasi finali dei differenti Campionati. In questi mesi ho dedicato molto del mio tempo e delle mie energie alla creazione di un network su scala europea che consiste degli addetti stampa attivi nei club e nelle varie Federazioni nazionali, al fine di godere della massima copertura di ogni evento riconducibile alla CEV e di mettere insieme una procedura di lavoro che – senza nulla togliere alla creatività del singolo – sia standardizzata nelle metodologie e nella tempistica e garanzia di una certa qualità. Di norma i press officers locali sono tenuti ad adempiere agli obblighi descritti nei nostri regolamenti, ma io cerco il più possibile di essere una controparte attiva e presente, alla quale possono fare riferimento per ogni esigenza e bisogno. In buona sostanza, gli “aiuti locali” fungono da sorgente prima delle nostre informazioni – se non altro poiché io non posso essere presente ovunque in loco – ed il mio lavoro è in buona parte il prodotto della loro costante collaborazione e della piacevole interazione che siamo andati sviluppando in questi mesi.


4 – Come mantenete i rapporti con Fivb, leghe nazionali?Come funzionano?

Federico – Il rapporto con la FIVB è molto cambiato negli ultimi tempi, ma del resto ciò non riguarda soltanto l'addetto stampa, bensì in generale l'interazione con le singole Confederazioni continentali. Desidero menzionare un aspetto assai curioso e che molti, anche addetti ai lavori, non conoscono: i press officers dei 5 continenti sono, di fatto, considerati parte integrante della struttura FIVB, in quanto fungono da “testa di ponte” in loco e fonte preziosa di informazioni rispetto all'attualità delle federazioni affiliate. Il coordinamento delle nostre attività avviene in special modo attraverso le sedute della Press Commission – una volta l'anno a Losanna – e le linee guide diramate, secondo i bisogni, direttamente dall'FIVB Press Department in materia di scrittura di news, articoli, ecc. Da qualche tempo le Confederazioni hanno trovato spazio anche negli organi ufficiali della FIVB e quindi, di tanto in tanto, sono chiamato a redigere dei contributi per VolleyWorld, il loro sito Internet o le newsletter. Da ultimo, la FIVB può nominare gli addetti stampa della singole Confederazioni come propri “press delegate” ed è per questo che di recente sono stato in Thailandia per seguire e coprire a livello mediatico il mondiale cadette. La CEV, per contro, non intrattiene alcun rapporto diretto con le singole leghe nazionali; nostri partner sono le Federazioni affiliate, che fungono da intermediario anche per l'interazione con i club che partecipano alle Coppe europee.    


5 – Le final four, quanto prima le preparate come evento Cev?

Federico – Di norma, in particolare per la Champions League, la sede e l'organizzatore vengono designati con un paio di mesi di anticipo dopo la presentazione delle candidature da parte dei club interessati. L'organizzazione di una final four è lunga e complessa e coinvolge la nostra intera struttura, dai colleghi del marketing a quelli che seguono invece più direttamente l'aspetto sportivo. Per finalizzare al meglio l'appuntamento si conducono delle inspection visit alcune settimane prima del via, così da fare il punto con il comitato locale sull'andamento della preparazione e mettere a punto i particolari più spinosi. Per le altre Coppe, invece, i tempi fra la designazione e la finale si fanno più stretti, dal momento che si tratta di eventi assai più agili in termini di rapporti con gli sponsor, i media e così via.


6 – Come si preparano i campionati Europei?

Federico – Non vi nascondo che guardo con entusiasmo – ma anche un poco di apprensione, poiché si tratta del mio debutto a questi livelli – all'ormai prossimo via degli Europei in Turchia e Polonia. Questi eventi richiedono uno sforzo organizzativo enorme e la pianificazione si dipana nell'arco dei tre anni che precedono l'evento. Dall'anno scorso, in particolare, abbiamo dedicato buona parte del nostro tempo ad interagire con i partner locali, fissando nei dettagli anche i minimi particolari, dallo sviluppo del logo, alla creazione del sito Internet, alla scelta dei palazzetti e così via. Se per i cadetti e gli juniores il tutto risulta abbastanza semplice, i problemi si ingigantiscono con gli assoluti, non fosse altro che per la “portata” commerciale e televisiva di queste manifestazioni. Ogni aspetto, come dicevo poc'anzi deve essere curato nel dettaglio, e non è sempre facile coordinare il lavoro di un comitato locale, portatore talvolta di un differente approccio culturale, che tenta – anche a ragione – di far valere il proprio punto di vista e i propri interessi. Finora ho seguito la preparazione, di qui a un paio di mesi sarò eventualmente lieto di condividere con voi le impressioni ex post, a margine di un evento che sono fiducioso non potrà che essere coronato di successo. 

Il mondo della pallavolo non ruota solamente attorno a giocatrici, allenatori, dirigenti, tifosi, giornalisti. Ci sono tantissime figure importanti, probabilmente poco conosciute da chi segue la pallavolo come spettatore. 

Una di queste figure è il Press Officer della Cev: un ruolo impegnativo, di grande responsabilità, ricoperto dal 2008 da Federico Ferraro.

Federico, di origini italiane, ricopre un ruolo che spazia in tantissimi ambiti in Cev, dal sito internet ai rapporti con la stampa, all' organizzazione di eventi speciali. In questa intervista ci parla di sè, del suo lavoro, condendo il tutto con informazioni riguardanti i rapporti Cev/Fivb, con un occhio particolare alla preparazione dei prossimi Europei in Polonia.

Intervista: Cristina Gatti. Foto: Courtesy Federico Ferraro

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