La Francia con 3 vittorie vince il girone di Torino davanti a Repubblica Ceca (2 vittorie), Bulgaria (1 vittoria) ed alla Cina sempre sconfitta.

Questa la classifica finale che, probabilmente, nessuno si aspettava.

Dopo un inzio, contro i cinesi, dove la solita strapotenza fisica annichiliva gli avversari, l’armata bulgara guidata da Silvano Prandi ha iniziato a perdere sicurezza e punti di riferimento contro la sempre insidiosa Francia, ed ha finito impaurita e timorosa travolta alla fine dai cechi, increduli davanti a tanto regalo.

Una trasformazione, quella bulgara, che deve far riflettere ma che non può non trovare cause all’interno del gruppo da parte del team.

Dal di fuori è apparso sconcertante vedere nelle partite contro Francia e Rep. Ceca i bombardieri bulgari, famosi per riuscire spesso a decidere partite con serie di battute micidiali, non tentare mai una battuta potente. Probabilmente un Kaziynski se non propone le sue battute al fulmicotone è incapace di mettere in difficoltà la ricezione avversaria con una battuta diversa.

Evidentemente la sconfitta con la Francia, che pure secondo noi poteva starci, ha minato alle fondamenta le loro certezze invece da servire loro da lezione per le prossime gare.

Adesso Silvano Prandi ha un paio di giorni per lavorare innanzitutto nella testa dei propri giocatori per ripresentarli come degni aspiranti alla finale di Roma, come del resto è nelle loro possibilità.

Bulgaria – Rep. Ceca 1-3 (23-25, 25-27, 30-28, 25-27)

Bulgaria: Zhekov 3, Kaziysky 20, V. Nikolov 22, Yosifov 10, Aleksiev 1, N. Nikolov 4, Salparov (L), Gotsev 5, V. Bratoev 0, Penchev 9, Sokolov 5, Mitev 0. All: Prandi.

Rep. Ceca: Popelka 14, P. Konecny 14, Vesely 9, Stokr 19, Platenik 18, Tichacek 4, Krystof (L), Hudecek 0, Bence 0, n.e. Holubec, Zapletal, D. Konecny. All: Svoboda.

Ultima partite della giornata e del girone torinese Cina-Francia finita 0-3 con parziali di 17-25, 20-25 e 19-25.

Pur lasciando a riposo qualche titolare dopo le due partite finite al 5° set contro cechi e bulgari, i transalpini di Blain hanno avuto sempre il comando delle operazioni senza dover mai premere troppo sull’acceleratore. I cinesi, rassegnati a lasciare la rassegna iridata dopo l’infelice gara con i cechi ed il burrascoso dopo-partita, hanno cercato comunque di salutare in maniera degna il pubblico del Ruffini e senza pensare troppo al risultato hanno fatto vedere giocate piacevoli.

Patrizio Pedicini