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Scavolini Pesaro: battuta Piacenza, è semifinale di Coppa Italia

SCAVOLINI – PIACENZA 2-3 (25-20; 25-21; 25-27; 12-25; 10-15)

SCAVOINI PESARO: Usic S. 19, Saccomani 10, Manzano 4, Ferretti 2, Flier 1, Guiggi 15, De Gennaro (L), Olivotto 5, Usic M. 3, Pascucci 10, Gasimova 1. All.: Tofoli.

REBECCHI PIACENZA: Dall’Ora 13, Dall’Igna, Nicolini 14, Beier 10, Kajalina 19, Tirozzi 4, Scartabelli (L), Tanturli 2, Mazzocchi, Catena 15, Brussa 4. All.: Chiappafreddo.

ARBITRI: Bartoloni e Frapiccini.

Scavolini: battute sbagliate 10; battute vincenti 3; ricezione 57% (prf. 34%); attacco 38%; errori 29; muri 7.

Ribecchi: battute sbagliate 9; battute vincenti 6; ricezione 49% (prf. 21); attacco 39%; errori 26; muri 10.

PESARO – E’ difficile raccontare una partita che, di fatto, è durata appena 22’: tanto è servito alla Scavolini per aggiudicarsi il set che le ha permesso di conquistare la sesta partecipazione consecutiva alle final four di Coppa Italia (in programma a Catania il 16 e 17 aprile, con avversaria la “solita” Bergamo).

Poi Tofoli, giustamente, ha dato spazio, gradualmente, alle seconde linee ricevendo anche qualche risultato confortante.

Piacenza, dal canto suo, è arrivata a Pesaro consapevole di dover compiere un’autentica impresa per ribaltare lo 0-3 dell’andata ma anche per non sfigurare: Chiappafreddo è partito, infatti, con la squadra titolare nel primo set, con l’unica variante della Kajalina in vece di Brussa all’opposto, per poi dare spazio, anche lui, alle seconde linee una volta sfumata anche la remota possibilità di ribaltare il risultato dell’andata. E così la partita è andata avanti senza troppi acuti da ambo le parti poiché, soprattutto nella pallavolo, le cosiddette riserve hanno bisogno di più tempo per ritrovare il ritmo partita e le giuste misure in campo. Piacenza, avendo in rosa giocatrici più esperte, ha saputo lavorare ai fianchi un’avversaria che, set dopo set, ha visto le titolari accomodarsi in panchina. Pesaro, dal canto suo, nel terzo parziale ha avuto anche un match ball (sul 24-23) non sfruttato che, di fatto, ha rimesso la Rebecchi in condizione di chiudere, in proprio favore, il set e riaprire la partita.

Si diceva delle giovani leve biancorosse: bene la Pascucci, con 10 punti nel carniere, che, tolto il primo parziale, ha praticamente giocato tutta la partita in sostituzione della convalescente Flier, reduce da una fastidiosa distorsione alla caviglia destra  rimediata nella semifinale di Champions contro Baku. Ha fatto intravedere cose buone anche la palleggiatrice Gasimova: però deve potenziarsi meglio, a livello muscolare, dopo l’intervento al ginocchio sinistro di qualche tempo fa. Ha tenuto sufficientemente il campo l’Olivotto mentre Usic junior ha convinto più in ricezione che in attacco. Insomma un buon test, vista la giovane età e l’inesperienza della nidiata biancorossa, che ha avuto in Guiggi, buona la sua prova, e Saccomani le uniche due titolari in campo per tutta la partita.

Una nota di colore, che vale la pena di essere sottolineata, è stato il bellissimo gesto della Flier che, nonostante il ghiaccio sulla caviglia, appena si è accorta che Gasimova era l’unica non entrata e rimasta sola nell’angolo dedicato alle seconde linee, si è prontamente alzata dalla panchina per andare a farle compagnia. Un gesto bellissimo che dimostra, una volta di più, quanto l’olandese si sia ambientata a Pesaro, ne stia diventando una leader e contribuisca a cementare un gruppo che può ancora dire la sua sia in Coppa Italia che in campionato. A qualcuno, al di là dell’Oceano, fischieranno le orecchie?

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Dopo partita tranquillo: Piacenza ha espugnato, per la seconda volta consecutiva al tie break, il Pala D e dovrà ora concentrarsi sull’obiettivo salvezza che, purtroppo per loro, si è nuovamente riaperto; Pesaro, reduce dall’infausta trasferta di Istanbul in Champions, ha svolto al meglio il compitino: vincendo il set che serviva per volare a Catania e giocarsi la Coppa Italia.

Raggiante la Pascucci.

“Sono moderatamente soddisfatta della mia partita anche se mi dispiace perché potevamo vincere 3-0 e ci siamo fatte sfuggire l’occasione. Però l’importante era chiudere subito i conti per poi divertirsi e così è stato”.

Perché “moderatamente soddisfatta”?

“Pretendo molto da me stessa e sono altrettanto autocritica: potevo fare meglio anche se sono solo alla prima partita ufficiale giocata quasi per intero”.

Il tempo per metterti in mostra non ti mancherà: intanto hai un’ottima maestra a cui carpire i segreti…

“Sì, per me Manon  (Flier – ndr) è come una sorella maggiore: ascolto i sui consigli e cerco di imparare il più possibile da lei sperando di avere ancora l’occasione per mettere in pratica quello che mi insegna, insieme ai consigli di Tofoli”.

Lupus in fabula, Manon Flier.

“Non era facile, dopo la due giorni di Istanbul, trovare subito la concentrazione. Fortunatamente abbiamo vinto subito il primo set e così, noi titolari, abbiamo avuto l’occasione di rifiatare un po’”.

Come sta la caviglia?

“Venerdì 25 faremo una risonanza magnetica per stare più tranquille e scongiurare eventuali problemi al tendine: penso che, con un po’ di riposo, tutto torni a posto”.

E adesso ci si rituffa in campionato.

“Sì e dobbiamo riprendere subito la corsa, senza più soste, perché chi ci precede rischia di scappare. Però stasera abbiamo avuto la conferma che abbiamo delle giovani valide che hanno bisogno solo di giocare per trovare il ritmo partita. C’è ancora tanto da vincere e, sono convinta che la Scavolini, da qui alla fine, sarà protagonista”.

Con Paolo Tofoli proviamo a fare il punto della situazione, tra passato recente e futuro immediato…

“Era giusto dare spazio anche a chi si è impegnata molto finora senza avere la gratificazione della partita del mercoledì piuttosto che della domenica: chiaramente il livello è calato per la mancanza di ritmo ma era doveroso farlo”.

Chi ti è piaciuta particolarmente?

“La Guiggi: per il suo modo di stare in campo e per tutte le parole buone rivolte alle compagne. Un vero capitano”.

Fra chi si è visto meno nell’arco della stagione, buone indicazioni dalla Pascucci e dalla Gasimova…

“Direi di sì: alla Nati (Gasimova – ndr) ho detto di spingere di più sui primi tempi ma lei sta recuperando dall’intervento al ginocchio e si vede che non è ancora al 100%; a Giulia (Pascucci – ndr) ho consigliato di variare i colpi per sorprendere la difesa delle avversarie ma è entrata in partita con lo spirito giusto e questo aspetto è molto importante”.

E nel prosieguo, tanto per cambiare, Bergamo…

“E sì – sospira il Paolo Nazionale – contro Piccinini e compagne sarà dura: a loro spettano i favori del pronostico, non fosse altro perché ci hanno già battuto due volte durante questa stagione, però non partiamo sconfitte perché in una partita secca può capitare di tutto e ce la giocheremo fino all’ultima palla”.

In più ci arriveremo senza sorprese o fughe dell’ultima ora…

“Beh sì: Laura (Saccomani – ndr), in particolare, sta continuando il processo di crescita e anche le due sconfitte di Istanbul, al cospetto di squadre di grosso calibro e in generale, hanno arricchito il nostro bagaglio di esperienza”.

E adesso Novara…

“Sarà un’altra battaglia contro una formazione, forse l’unica fra quelle affrontate, che ci ha messo sotto in maniera evidente. Prepareremo questo incontro gradualmente perché era prevedibile, dopo le finali di Champions, avere un calo psicologico. Inoltre – conclude Tofoli – dovremo ‘vendicare’ lo 0-3 dell’andata dimostrando la nostra forza davanti al pubblico amico”.

Fabrizio Bontà

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