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Valentina Arrighetti: “Genova nelle vene, un po’ di Bergamo nel cuore”

D – Ti senti rossoblu?

Piske – Io sono rossoblu di nascita perché sono genoana : – ) Si, la maglia di Bergamo mi è entrata parecchio nelle vene..

D – Piske e Genova… Parlaci del rapporto con la tua città..

Piske – Sono molto campanilista, ma il fatto è che Genova mi piace. Sicuramente mi piace il mare, ma non solo, è proprio che la trovo una città affascinante, me ne innamoro ogni volta che vado a casa, ci sono degli scorci che uno non del posto non riesce a vedere, ma per me sono bellissimi..

Posti da consigliare? Allora…Andrei a mangiare la pizza al Pisacane a Sturla, vicino a dove abito io. Poi consiglio una passeggiata a Boccadasse e Vernazzola, due porticcioli, c’è una camminata da fare tra i borghi e le case dei pescatori…Bellissimo!

Ma tu si senti genovese e ligure? Io sono legata molto di più alla città, poi a Genova è sentito anche il fatto di essere più di ponente e di levante e io ci tengo a dire che  sono di levante. C’è un pò di divisione al di qua della lanterna e al di là della lanterna..

D  – Secondo te è più efficacie una fast o un primo tempo?

Piske – Allora..Secondo me forse nel femminile è più efficacie la fast. Però…quello che penso è che se nel maschile la fast non la giocano è perché è una palla meno efficacie del primo tempo.

Si però i maschi giocano molto di più con l’opposto – Si è vero questo è vero..

Quindi l’ efficienza dei due palloni è legata a chi interpreta il colpo – Dipende certo da chi la fa. Se prendi come es.  Poljak allora dici che è meglio la fast, perché lei è forte in quel colpo. Se dici Anzanello, è più forte il primo tempo. Se dici Arrighetti, magari tutto : – ) A parte gli scherzi, mi piacerebbe fosse così….

D- Sei andata via di casa giovane..è stata dura?

Piske – No, non me ne vogliano i miei, però no…

Però sei “mammona” – Si, molto di più adesso, però sono sempre stata molto indipendente grazie a loro, passavo l’ estate con mia nonna da sola, li vedevo il week end e non sentivo la necessità di chiamarli, sono cresciuta così..Quindi non mi è pesato tanto. Mi mancava la mia casa, la mia città, ma ho vissuto il distacco molto meglio rispetto a tante mie compagne.

D – Cosa ti ha insegnato il volley? Cosa ha tolto e cosa ti ha dato? Cosa rappresenta per te?

Piske – Nel mio caso la pallavolo mi ha dato veramente tanto, nello stesso tempo mi ha tolto tanto. Credo però che mi abbia dato più di quello che mi ha tolto. Guarda, ti faccio un es. che mi è venuto in mente leggendo la domanda. Parlavo con mio fratello, ha 18 anni. In settimana lui ha preso, è andato a Mirabilandia. La sera è andato a ballare con i suoi amici, poi la mattina è partito per Mirabilandia 2 giorni. E poi era sempre in giro ( erano i giorni di festa per Pasqua). E io dicevo “che bello!!”Io non ne ho mai fatte di queste cose, partire la mattina e stare con gli amici. E queste cose ti mancano e rispetto ai ragazzi della mia età ho vissuto meno esperienze da un certo punto di vista.  Ma da un altro io ho avuto molte più possibilità, proprio perché sono stata molto indipendente.

D – Vale..partita..sei in prima linea..cosa pensi? (cambio palla e fase punto)..

Piske – Cambio palla: Speriamo che mi alzi la palla : – ) Battuta: Quando siamo al servizio penso a più cose, la nostra tattica di muro, a quello che devo fare per prendere un muro ogni tanto : – ) Il cambio palla è più “easy”.

D- Ci sono momenti in cui causa ricezione il centrale è “fuori” dal gioco. Quanto è difficile rimanere in partita, murare, spostarsi, fintare?

Piske – Beh in questo caso non è così difficile, cerchi di pensare a tante cose e ti concentri sul resto. E’ più difficile quando non riesci a fare bene in un fondamentale, però servi alla squadra facendo tutto il resto bene, perché, nel mio caso, se non riesco ad attaccare bene faccio molta fatica, perché magari è il fondamentale in cui mi sento più forte e se perdo sicurezza non è così semplice  fare bene le cose su cui sono meno sicura. Quella è la difficoltà, ma è così un pò per tutti.

Ma in partita come si rientra? Guarda, va a anche un pò a fortuna, veramente! Non hai preso palloni,  fai una palla bene e di là fanno i miracoli, ti affossi. Poi fai un pallonetto schifoso e cade e magicamente sei rientrato in partita. Ma in generale non è detto che per forza esci dalla partita se non fai effettivamente punti.

D – Il tuo carattere…. Chi è Valentina?

Piske – La gente che mi vede come giocatrice non immagina che sono una persona molto tranquilla, direi anche abbastanza solare fuori dal campo, estroversa, sorridente. La gente non lo sa, ma sono così. Anche molto timida. Certo rimango impulsiva, ma diciamo che nella vita normale, a parte quando sono in macchina e c’è qualche stupido davanti, non c’è nessun motivo per cui ti dovresti arrabbiare..: – )

D – Cosa avresti fatto nella vita se non fossi diventata una pallavolista?

Piske – Mi ero iscritta a psicologia e penso avrei proseguito. Ho dato degli esami, mi piaceva molto. Mi pesava non poter frequentare, sono una perfezionista. Ho parlato con ragazze che fanno l’ università e giocano ad alti livelli (che sono pochissime). Mi dicevano ti devi accontentare, non puoi buttare via un 18. E io non ce la facevo, non riuscivo ad affrontarla in questa ottica, anche se ammiro chi lo fa.

D – Come riuscite voi sportivi a capire chi vi circonda? Cioè se una persona ti frequenta solo perché sei famosa…

Piske – Penso questa cosa sia un pò più evidente nel nostro caso che nella vita di una persona non sportiva, ma può capitare a tutti, puoi rimanere abbagliato anche nella vita “normale”. Gli amici sono talmente pochi per tutti. E anche noi ce ne rendiamo conto con il tempo. E non è così difficile poi rendersene conto.

D – Pensi mai che sei fortunata? Pensa solo ad alcune atlete, donne, in situazioni non facili..

Piske – Allora… Ci penso quando vedo qualcosa di particolare alla tv, per es. mi ha colpito la nuotatrice che nuotava con il vestito lungo rispetto magari ad altre atlete in situazioni anche non facili. . Però mi è capitato di sentire la storia di alcune atlete cubane, sfruttate e si, ci ho pensato al fatto di essere fortunata. Ma siamo fortunate a prescindere, io mi sento più fortunata rispetto ad altri.

Ci pensi che quando finirai la carriera sportiva, molte agevolazioni finiranno? Si ci penso spesso e spero di essere sempre oculata e responsabile da sfruttare la fortuna che ho adesso nel modo migliore per andare avanti dopo.


 

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