Archiviata la stagione regolare, non senza qualche polemica e sorpresa dell’ultim’ora, la serie A1 è pronta a vivere una post-season assolutamente frenetica, con partite ogni due giorni e con tre delle otto compagini coinvolte nei playoff impegnate anche in Europa. Una vera e propria guerra di nervi, che metterà alla prova le migliori squadre italiane, senza ombra di dubbio. Abbiamo provato, alla vigilia della prima giornata dei quarti di finale, ad analizzare le “magnifiche otto”, considerando alcuni fattori: la rosa a disposizione ela condizione di forma attuale,l’andamento della stagione regolare, punto di forza/debolezz. Il tutto, non tralasciando uno sguardo anche alle partite che ci apprestiamo a vivere.
Yamamay Busto Arsizio-Asystel Volley Novara
Yamamay
Rosa: Le Farfalle di coach Parisi sono sembrate, fin dalle prime uscite stagionali, in una sorta di stato di grazia. Il sestetto titolare ha dimostrato di essere all’altezza di tutte le sfide finora affrontate, completo in ogni reparto, equilibrato, molto spesso nettamente superiore alle avversarie di turno. Anche le ragazze che hanno giocato meno, quando sono state chiamate in causa hanno saputo dare il loro contributo; finora, poi, a parte qualche piccolo acciacco, gli infortuni si sono tenuti alla larga dalle biancorosse e questo ha certamente aiutato Parisi nelle sue scelte.
Regular Season: La vittoria in Coppa Italia non sembra aver saziato la fame di Busto, anzi sembra averla stuzzicata. Perchè vincere 19 gare su 20 a disposizione, contando che l’unica sconfitta è arrivata sull’ostico taraflex di Urbino, per 3-2 al termine di una gara rimontata da 0-2, indica che il gruppo guidato da capitan Havelkova ha fatto davvero qualcosa di grande.
Punto di forza: il gruppo. Ma non è possibile non sottolineare la grande difesa, con la peculiarità del “murone” che è diventato quasi marchio di fabbrica; la ricezione, con Leonardi che si è dimostrata spesso l’arma in più della Yama, aiutata da Marcon che spesso agiva quasi da secondo libero; la regia di Carli Lloyd, californiana classe 1989 alla sua prima stagione in Italia e già decisiva, a dettare i ritmi di un attacco “coi fiocchi” e a formare con Havlickova forse la migliore diagonale del campionato , con Dall’Ora e Bauer al centro e le bande Marcon-Havelkova a spezzare le resistenze avversarie, quest’ultima poi seria candidata a miglior giocatrice della stagione.
Punto di debolezza: Pensare di aver già vinto il campionato. In questo momento, se dovesse peccare di presunzione, la Yama sarebbe la peggior nemica di se stessa. Tocca a coach Parisi mantenere i nervi saldi e il gruppo compatto, in vista del rush finale.
Asystel Volley Novara
Rosa: Novara ha una squadra giovane, ma ha dimostrato di essere competitiva e ben gestita, anche se l’alternanza in palleggio di Camera e Bechis non ha garantito il giusto equilibrio. Non è sicuramente una rosa costruita per conquistare lo scudetto, oltretutto nell’unico momento topico da “dentro o fuori” che ha dovuto affrontare finora (nei quarti di Coppa Italia) è stata sconfitta secca. Sicuramente i problemi di organico non hanno aiutato, giocare in 8 per tutta la stagione creerebbe disagi a chiunque, ma la scelta delle giocatrici si è rivelata vincete, da una Barcellini alla Veljkovic, con Horvath sugli scudi, passando per Sansonna e Folie, con il buon apporto di Frigo e Zardo, in attesa di una Barun al 100% e con una Viganò rientrata a dare un grande aiuto.
Regular season: La stagione è cominciata subito male, con il “pasticciaccio” sul tesseramento delle due atlete Under 22, con relative sconfitta a tavolino per non essere scese in campo contro Modena e penalizzazione; tra alti e bassi, l’ottavo posto finale è frutto anche del “suicidio” interno nell’ultima giornata contro Piacenza. Le Asystelle sono scese in campo scariche, hanno sofferto la maggiore carica agonistica delle avversarie, perdendo l’Europa e guadagnandosi un quarto da brividi contro le “farfalle cannibali” di Busto Arsizio, tra l’altro un derby molto sentito. Ma, al di là di questo, han chiuso la stagione con 12 vittorie e 8 sconfitte, un score niente male per un gruppo “ristretto”, che sta a significare che il lavoro fatto dallo staff è stato di qualità.
Punto di forza: Horvath, con le sue battute forti e precise e con la sua costanza in attacco, ha dimostrato di essere uno dei migliori opposti del campionato, Velikovic e il suo talento sono un luccichio per gli occhi, ma il “gettare il cuore oltre l’ostacolo” sarà l’arma in più. Se Novara sarà capace di trovare risorse nascoste, sarà un bel quarto di finale.
Punto di debolezza: “Forse” non avere una fuoriclasse di esperienza in almeno un ruolo chiave, un braccio pesante in più, anche se Barcellini con la fascia di capitano si è molto responsabilizzata. Nessuna riserve, e non è un problema da poco.
Rebecchi Nordmeccanica Piacenza-LiuJo Volley Modena
Piacenza
Rosa: E’ la rosa con l’età media più alta di tutto il campionato e questo fattore si è fatto sentire in questa stagione, nel bene e nel male. La squadra è però molto ben assortita, completa in ogni reparto, con Capitan Manuela Leggeri che sembra vivere una sorta di seconda giovinezza. Si trova a meraviglia con Dall’Igna, e con la compagna di reparto Nicolini. A completare il tutto, due bande come Pachale e Lehtonen, e Turlea opposto. Anche la panchina sembra ben assortita, dopo l’arrivo a gennaio da Conegliano di Richards e Malvestito e con Cella come jolly, nonostante l’ infortunio.
Regular season: Ripescata in agosto, in Europa a marzo. Questa è stata in sintesi la stagione appena conclusa di Piacenza, che ha anche avuto la soddisfazione di giocarsi la finale di Coppa Italia a Modena dopo aver eliminato le campionesse in carica di Villa Cortese a domicilio (al termine di una gara giocata da grandissima squadra) e Urbino in semifinale. Il quarto posto è arrivato solo all’ultima giornata, ma è stato un meritato premio per la costanza dimostrata.
Punto di forza: Manuela Leggeri. Vederla in campo con quella grinta, con quella classe e quella voglia di vincere immutata serve da esempio non solo per le compagne, ma è uno spot per la pallavolo. E’ un punto di riferimento imprescindibile. Merita una menzione, a questo punto, anche Carmen Turlea: oppostio dai pochi fronzoli e molta concretezza.
Punto di debolezza: La squadra potrebbe fisicamente calare alla distanza, a causa dei molti impegni ravvicinati e degli sforzi profusi per centrare l’obiettivo stagionale.
Modena
Rosa: Sulla carta poteva essere Aguero-dipendente, ma alla lunga il gruppo di Giuseppe Cuccarini ha dimostrato di avere grandi qualità in tutti i reparti. Paola Croce, come libero, è una sicurezza; Tay Aguero ha avuto qualche passaggio a vuoto, è vero, ma quando trova la forma giusta è incontenibile. Ognjenovic ha contribuito con classe ed esperienza a dare equilibrio, mentre Barboza e Harmotto sono uscite nella seconda metà della stagione portando i punti necessari per risalire la china della classifica. Il quinto posto è un premio forse eccessivo, ma il potenziale di questa squadra è davvero enorme. Se batte Piacenza, potrebbe diventare la mina vagante dell’intero lotto.
Regular Season: Dopo un avvio promettente, la squadra di Cuccarini sembrava essersi smarrita, chiudendo il girone d’andata con cinque sconfitte nelle ultime sei gare; la svolta della stagione è stata la vittoria contro Piacenza, ma soprattutto i 3 punti conquistati al “PalaRaschi” nello scontro diretto contro Parma. La vittoria contro Bergamo nell’ultima giornata ha regalato loro il quinto posto.
Punto di forza: Tay Aguero. L’opposta italo-cubana , se è in giornata, è devastante. Sarebbe ingeneroso, però, non citare anche Rinieri, per la grandissima esperienza, e Jenny Barazza. Gioiello modenese è la centrale Harmotto, una potenza. Ma alla lunga anche Barboza e la grinta di Paggi potrebbero servire.
Punto di debolezza: L’appagamento. Modena non deve pensare che i playoff siano una sorta di “premio”, ma scendere in campo con la giusta concentrazione e determinazione. Se trova sempre lo spirito dimostrato a Parma, e la continuità, può giocarsela contro chiunque.
MC Carnaghi Villa Cortese-Scavolini Pesaro
Villa Cortese
Rosa: Uno dei sestetti in assoluto più forti del campionato, se ha tutti gli elementi al massimo della forma. Completo in ogni reparto, ha avuto purtroppo durante la stagione qualche infortunio di troppo che ha influenzato il cammino. La Coppa Italia persa ai quarti, la Supercoppa, parole di Abbondanza, “vinta due volte e persa tre”, avrebbero potuto minare l’equilibrio del gruppo; la conquista delle Final Four di Baku ha ridato la fiducia all’intero ambiente, Guiggi e Wilson al centro sono cresciute gara dopo gara, così come le due sorelle Bosetti, mentre Berg in regia è ancora una garanzia e Pavan può essere l’arma in più per scardinare le difese avversarie. Anche in panchina note positive, da Pincerato a Barborkova.
Regula season: Dopo un girone di andata tra alti (molti) e bassi (specialmente la sconfitta patita al PalaBorsani per mano di Busto nel derby), la rincorsa al primo posto si fa praticamente impossibile per colpa di Busto, che non perde un colpo e per qualche passaggio a vuoto di troppo. Il derby di ritorno chiude (male) una stagione comunque positiva, con il secondo posto in classifica che regala la possibilità di incrociare le rivali biancorosse solo nell’eventuale finale.
Punto di forza: Berg. Quando sta bene fisicamente, la palleggiatrice, capitana di Villa e della Nazionale USA, è decisiva. Insieme a lei, più che l’opposto Pavan che ha mostrato troppi alti e bassi, direi la coppia di centrali Guiggi-Wilson, che hanno migliorato l’intesa gara dopo gara. Cruz una sicurezza. La panchina, poi, che ha in Caterina Bosetti la punta di diamante.
Punto di debolezza: I cali psico-fisici della squadra nei ruoli e nei momenti chiave di un match o di una serie. Villa Cortese ha dimostrato di essere una delle squadre più forti in Italia e in Europa quando dà il massimo, a livello di concentrazione. La classe non si discute; se Abbondanza ripete il “miracolo” riuscito in Champions League contro Bergamo, ed esorcizza i demoni , Villa può arrivare dovunque.
Pesaro
Rosa: Una rosa di tutto rispetto per la Scavo, con giocatrici di livello assoluto come Ferretti, Ortolani in primis che possono fare la differenza. Klyneman in versione Alix in wonderland è sicuramente un valore aggiunto, il centro può dire la sua, così come Brinker che, quando incide in prima linea. C’è bisogno della miglior De Gennaro per sognare, così come l’apporto importante del carattere di Musti De Gennaro e la voglia di farsi vedere di Saccomani.
Regular Season: Una stagione altalenante, il cambio di panchina ha sortito gli effetti sperati, una squadra più entusiasta e meglio gestita, ma un certo tipo di lavoro va fatto a inizio “anno”, in corsa non ha reso come avrebbe potuto. Alla luce di questo, play off raggiunti e questa è una prima vittoria.
Punto di Forza: Il girone di ritorno è stato positivo per la squadra, da questa consapevolezza si può partire, pensando di giocare senza perdere nulla. La diagonale Ferretti-Ortolani può essere devastante, se si vuol smettere di sognare il più lontano possibile, ma l’ entusiasmo di poter chiudere una stagione a testa alta può fare la differenza.
Punto di debolezza: Se si inizia a ricevere male, la strada sarà in salita, anche se le giocatrici da palla alta ci sono. Lo spauracchio del “braccino” un altro neo, ma senza nulla da perdere bisogna tirare..
Chateau d’Ax Urbino-Norda Foppapedretti Bergamo
Urbino
Rosa: Una squadra giovane con un tocco di esperienza, partendo dalla panchina, che non ha nulla da invidiare seppur senza nomi “altisonanti”. Il centro è da primo livello, Garzaro e Crisanti sanno il fatto loro e han dimostrato cosa significa aver voglia di giocare a pallavolo. Djerisilo è il punto di riferimento, ma anche senza di lei (infortunio) la squadra si è ben comportata. Blagojevic, Tirozzi e Van Heche si sono rimboccate le maniche dimostrando grandi capacità, Skorupa in regia ha lasciato il segno, così come Sirressi sa il fatto suo. Dalla panchina aiuti importanti, visti i numerosi impegni.
Regular Season: Una grande stagione, un terzo posto frutto di un gioco ordinato e ben organizzato e tanta voglia di far vedere che essere “giovani” non vuol dire non avere carattere. La panchina trasmette fiducia e dà indicazioni importanti a supporto del gruppo.
Punto di forza: Il collettivo più che mai può fare la differenza perché sarà necessario avere tutta la rosa a disposizione. I talenti individuali sono il valore aggiunto, come arrivare ad un obiettivo veramente grande per un gruppo per cui la “normalità non è abbastanza”. L’eventuale gara 3in casa è un punto a favore delle feltresche.
Punto di debolezza: Si giocano le semifinali di Coppa Cev. Due partite in più, non sono da sottovalutare. Così come i cali evidenziati in Coppa Italia.
Bergamo
Rosa: Gli squadroni degli altri anni sono un ricordo, ma non per questo Bergamo non ha una rosa di alto livello, nonostante si siano lasciati per strada due gioielli. Ne sono rimasti però altri due, due campionesse quali Arrighetti e Piccinini, in grado di fare la differenza, anche se per il capitano è stata una stagione difficile per via dei problemi alla tiroide. Si è puntato su un vero talento, Vasileva, la cocca di “mamma” Zetova ( e capiamo il perché), Nucu se ha la sua palla è micidiale, Merlo è in ripresa e Quaranta è riuscita a dare un contributo nel complesso costante. In regia ci sono talento ed esperienza, anche se non è stata giostrata al meglio; Di Iulio la giocatrice in più, peccato per gli infortuni, la panchina è di tutto rispetto se potesse essere utilizzata al meglio.
Regular Season: Stagione altalenante al di sotto delle reali potenzialità della squadre, anche se per motivi di organico (inteso come infortuni e problemi di amalgama). La Supercoppa vinta dà morale e fa ritrovare l’abitudine a vincere. Ultime prestazioni non positive, anche se la stanchezza si è fatta sentire, vista la non possibilità di fare cambi per le bande.
Punto di forza: Il contributo di ogni giocatrice sarà indispensabile per fare la differenza. La vittoria passa da ognuna, anche se le campionesse con i punti (Piccinini) e il carattere (Arrighetti) potranno cambiare l’’inerzia della partite. Il gioco al centro, se innescato, un’arma in più, così come Quaranta in posto 2.
Punti di debolezza: Ricezione e battuta non sono ancora registrate al meglio. Se la regia corre, si fa fatica a giocare, mentre ha bisogno di avere tutta la rete a disposizione. Manca ancora l’amalgama al top, ma se si vuole vincere bisogna tirare fuori tutto.
Matteo Mangiarotti – Cristina Gatti – Foto Paolo Miccoli

in un campionato già falsato di suo per ormai note vicende, non capisco il calendario dei play off e far giocare i quarti di finale a due giorni da una semifinale di coppa cev…….