Rebecchi Nordmeccanica Piacenza-LiuJo Volley Modena (10-25, 25-27, 25-23, 20-25)
Rebecchi Nordmeccanica Piacenza: Pachale 15, Mazzocchi (L)ne, Davis (L), Leggeri 9, Richards 7, Turlea (O)21 , Dall’Igna, Nicolini 5, Callegaro ne, Lehtonen 8, Cella, Kajalina ne, Malvestito ne. All. Marchesi.
LiuJo Volley Modena: Croce (L), Valeriano,Paggi,, Ciabattoni (L) ne, Barazza 8, Partenio ne, Aguero (O) 22, Harmotto 19, Barboza 12, Rinieri 12, Mari ne, Ognjenovic 7. All: Cuccarini
Note
Durata set: 19’,32’,28’,27’. Totale: 1h46’
Piacenza: muri 12, ace2, ricezione perf. 39%, attacco 32%
Modena: muri 19, ace 2, ricezione perf. 58%, attacco 39%
La corsa al sogno scudetto di Piacenza e Modena corre sulla via Emilia. Infatti il quarto di finale più aperto ed equilibrato dell’intero lotto va in scena al “PalaFranzanti” di Piacenza, dove le padrone di casa della Rebecchi ospitano la LiuJo Modena per quella che si prospetta come una lunga e combattuta serie. La voracità di Modena, stasera apparsa squadra concentrata, compatta e cinica ha fatto la differenza; le Tigri hanno colpito Piacenza minando prima la fiducia in attacco (loro punto di forza), poi lavorandola ai fianchi, concedendo un solo set e chiudendo la gara con piglio da grande squadra.
1° set
Entrambe le formazioni sul taraflex nel sestetto-tipo. Piacenza schiera la diagonale Dall’Igna-Turlea, la coppia centrale Leggeri-Nicolini, le potenti bande Pachale e Lehtonen e la statunitense Davis libero. Modena risponde con Aguero opposta a Ognjenovic, Harmotto-Barazza al centro e Barboza e Rinieri in banda, libero Croce. La gara è bellissima fin dall’avvio, con Modena che prende quasi subito un mini-vantaggio a causa dei troppi errori in attacco (3 schiacciate fuori consecutive) di Piacenza; al primo to tecnico le modenesi sono avanti 8-4 (battuta fuori Turlea). Ognjenovic è strepitosa in un recupero difensivo che innesca uno scambio lunghissimo, chiuso da un muro di Aguero su Turlea (11-6 MO); Harmotto a muro è una sentenza stasera (14-7 MO), Aguero non sbaglia un colpo (splendida parallela da posto 2), al contrario di Turlea (pipe fuori) e Modena vola sul 16-7 (secondo to tecnico). Sul 19-8 Marchesi inserisce Richards per Lehtonen ma l’inerzia del gioco non cambia (19-10, diagonale Aguero); il muro a uno di Rinieri su Nicolini (22-10 MO) chiude virtualmente il set in favore della LiuJo. Il gioco lo chiude Harmotto con una schiacciata sotto rete: 1-0 Modena (10-25). Troppa Modena (con Harmotto sugli scudi: 7 punti di cui 4 muri), troppo poca Piacenza (impietosi i numeri: un imbarazzante 15% in attacco, 9 muri subiti, 4 soli punti dalle bande).
2° set
Anche il secondo gioco si apre con Modena avanti (2-0, Aguero) ma stavolta Piacenza sembra aver cambiato marcia; le Tigri poi partono un pò sottotono, commettendo qualche errore di troppo che consente alle padrone di casa di restare attaccate al match al primo to tecnico (8-7 MO, muro fuori Rinieri). Una diagonale di Barboza da posto 2 regala il primo break a Modena (9-7), ma Nicolini (splendida a muro) ricuce il distacco (8-9). La differenza, stasera, la fa l’attacco: Modena sembra una macchina da guerra, mentre Piacenza ha le munizioni fradice. Si attende, poi, il primo vero acuto di capitan Leggeri, al momento apparsa un pò al di sotto dei suoi standard abituali e con qualche problemino fisico. In compenso, con una diagonale di pura rabbia Lehtonen (12-14) prova a dare la sveglia a Piacenza, che chiude però sotto anche al secondo to tecnico (13-16, tocco sotto rete di Ognjenovic). La Rebecchi inizia a ricevere anche maluccio, adesso, e la gara si fa maledettamente in salita (fast di Barazza, 19-14 MO) quando Marchesi chiede un minuto di tregua. Tuttavia Turlea (pipe da posto 1), Pachale (diagonale precisa) e un muro di Leggeri regalano un break a Piacenza e costringono Cuccarini, stavolta, a chiamare pausa sul 20-18 Modena. Adesso Piacenza ci crede, ma la palla messa giù da Barboza al termine di uno scambio infinito si abbatte come una secchiata di ghiaccio sul ritrovato entusiasmo del “PalaAnguissola” (650 spettatori, buona cornice di pubblico, nonostante il mercoledì sera e la diretta televisiva). E’ un set strano, però, perchè la LiuJo non riesce a prendere il largo e la Rebecchi si riporta sotto (21-22, Pachale); sul 22-24 (muro fuori Rinieri) Cuccarini dà spazio anche a capitan Paola Paggi ma una palla fuori di Rinieri (contestata dalle modenesi) regala il 24 pari a Piacenza. Alle ospiti, però, stasera dà una mano anche la fortuna (quando l’arbitro vede giustamente dentro una palla al limite di Rinieri), poi Aguero è precisa in diagonale e chiude il set. Modena va 2-0 (27-25), meritatamente, ma Piacenza è viva (30% in attacco con 3 muri punto).
3° set
Un muro di Nicolini su Aguero (1-0) sembra essere un segnale di inversione di tendenza, perchè proprio in questo fondamentale finora Piacenza è mancata quasi completamente; a volte, basta poco per dare la scossa ad una squadra. Una leggerezza di Ognjenovic sotto rete regala a Pachale un punto segnato di testa (3-4 MO), ma le modenesi mantengono sempre un break di vantaggio anche al primo to tecnico (8-6, Rinieri) che diventano due al secondo (13-16, errore in palleggio Piacenza). Se ha mostrato tanti difetti, stasera la Rebecchi ha perlomeno il pregio di non mollare; infatti una diagonale di Turlea che trova il muro fuori di Modena riporta le padrone di casa ad un solo punto dalle Tigri (17-18). Modena scappa ancora (Aguero, 17-21); Piacenza, però, non molla niente e si rifà di nuovo sotto (21-22). Harmotto ridà un break di vantaggio a Modena (23-21, imperiosa sotto rete)però Leggeri è splendida nel muro a uno su Barazza e regala alle sue il punto del meritato 23-23. Lehtonen e Pachale completano il lavoro, e Piacenza si riporta in gara: 1-2 (25-23).
4° set
Due punti consecutivi di un’ispiratissima Barboza regalano il primo break del gioco a Modena (2-0) che prende il largo al primo to tecnico (8-3, Harmotto). Vedere giocare Ognjenovic e Harmotto insieme, stasera, in alcuni momenti è davvero uno spettacolo, ma tutta Modena ha approcciato il set con la consapevolezza che una vittoria stasera, oltre che essere alla loro portata, indirizzerebbe in maniera forse decisiva l’intera serie. Infatti le Tigri non mollano più il piede dall’acceleratore e solo Richards (entrata per Lehtonen) sembra in grado di metterle in difficoltà; tuttavia, riprende coraggio anche Leggeri (muro a uno su Barazza) e Cuccarini chiama timeout (13-10 MO, palla out Barboza). Un malinteso in ricezione tra Ognjenovic e Aguero riporta Piacenza a due punti di distacco (12-14), ma è un muro strepitoso della serba che lascia Modena avanti anche al secondo to tecnico(16-13). Nicolini è bravissima a muro (su Aguero, rigiocato) e Rinieri (palla a terra) per il 17-18 Piacenza, ma un ace di Ognjenovic riporta Modena avanti di due break (20-17). Aguero non riesce a murare Richards (20-18) e cade male, facendo trattenere il fiato all’intera panchina; quando si rialza, dopo qualche attimo di spavento, è decisa per lo strappo finale con due colpi degni del suo miglior repertorio (23-19). Tocca ad Harmotto (con un muro a uno maestoso) chiudere set e gara. Modena vince 3-1 (25-20) e sabato avrà la possibilità di conquistare, tra le mura amiche del PalaCasaModena, il pass per la semifinale.
DOPO GARA
Rinieri: abbiamo sprecato una buona occasione per chiudere la gara al terzo set, purtroppo al momento abbiamo questo difetto, di rilassarci troppo in alcune fasi di gioco, concedendo troppi punti consecutivi alle avversarie di turno. Se riusciamo a mettere a punto anche questo fattore, possiamo giocare con più tranquiliità. Non era facile venire a giocare a Piacenza, loro hanno fatto una grande stagione; noi abbiamo avuto un’annata un pò sofferta, fatta di diverse fasi; ora ci siamo sistemate, stiamo lavorando bene e cercheremo di chiudere già sabato il discorso, anche se sappiamo che loro non mollano.
Pachale: prima di fare un discorso su come è andata la gara, preferisco aspettare e rifletterci su a freddo; Modena ha avuto grandi meriti, squadra molto compatta che in attacco ha giocato benissimo e ci ha messo in difficoltà nel nostro punto di forza con un grande muro-difesa. Onore a loro.
Matteo Mangiarotti Foto Riccardo Giuliani
