Lettori di Vivovolley… kon’nichiwa!
Come forse qualcuno di voi già sa, in questa stagione 2011-2012 sto giocando nel campionato giapponese di V-challenge league (la nostra serie A2 per intenderci). La mia squadra si chiama Ageo Medics Volleyball, e si trova nella città di Ageo, appunto, poco più a nord di Tokyo. Il mio racconto per “Filo Diretto” quest’anno arriva un po’ tardi: la regular season è finita da qualche giorno e in questo momento siamo in fase di preparazione per le due partite di playoff promozione!
Lasciate che vi spieghi un po’ come funzionano qui i playoff. Una squadra di Challenge League, per essere promossa, deve arrivare tra le prime due in classifica; la prima andrà a scontrarsi con l’ultima della Premier league (serie A1), mentre la seconda giocherà contro la penultima. Si tratta di due partite secche in due giorni: chi vince due partite passa (o resta) in Premier league; in caso di una vittoria per squadra si tiene conto del quoziente set e poi del quoziente punti.
Noi, dopo tre quarti di campionato passati sempre al comando, abbiamo avuto un week end nero in cui abbiamo perso contro la terza e poi anche contro la seconda, cedendole quindi il vertice. Come avrete capito, qui si giocano due partite a week end, per questo la regular season si conclude nel giro di tre mesi! Nel resto dell’anno solare, comunque, ci sono altri tornei. Appena conclusi i playoff ce ne sarà uno ad Osaka a cui parteciperanno le squadre più forti di Challenge e Premier League e la squadra vincitrice del torneo universitario. In estate invece ci sarà una specie di campionato estivo, ovviamente “orfano” delle giocatrici impegnate con le varie nazionali.
Prima ho accennato alle squadre universitarie. Mi è capitato di giocare qualche amichevole contro alcune di loro quest’anno, e devo dire che sono impressionanti. Dovreste vedere con che dedizione si allenano e giocano! Anche nella nostra squadra c’è molta disciplina, c’è una precisa gerarchia e niente è lasciato al caso. Per farvi un esempio, quando facciamo la corsa di riscaldamento dobbiamo essere in fila per due, in ordine di altezza e perfettamente in sincrono! Ma le squadre universitarie sono veramente da vedere. Non c’è un attimo di silenzio durante l’allenamento (a parte quando parla il mister, ovviamente), perché ogni esercizio è scandito dalle loro voci, che si tratti di contare (eh sì, contano a voce alta le volte in cui impattano la palla negli esercizi a coppie!) o di incitarsi l’una con l’altra. La loro preparazione atletica poi è durissima e vi posso dire che nei cartoni di Mila e Shiro c’è molto di vero.
Le squadre professioniste invece sono più simili a quelle che conosciamo, con la differenza che le giocatrici sono delle vere e proprie lavoratrici dipendenti, nel senso che hanno 2-3 settimane di vacanza l’anno. Insomma, sono legate al club per l’intero anno, non solo per la durata del campionato. Molte giocatrici smettono di giocare a 30 anni e anche prima, e non mi sorprende visto il carico di lavoro che hanno durante tutta la carriera! A volte parlo con le mie compagne (grazie al mio interprete ovviamente, visto che in giapponese so solo qualche parola per ora), e racconto loro come sono i ritmi di lavoro “occidentali”. Alcune lo sanno già perché magari hanno avuto occasione di giocare con delle straniere, altre invece restano molto stupite! Solo una di loro ha giocato nella nazionale giapponese e ha avuto modo di girare un po’ il mondo, le altre invece non sono quasi mai uscite dal loro paese. Un’altra cosa che mi hanno detto è che in genere se si sposano lasciano la pallavolo, sono più uniche che rare quelle che tornano in campo dopo il matrimonio o dopo una gravidanza.
E’ veramente un altro mondo e un’altra mentalità, e questa diversità mi porta a guardare tutto con gli occhi di un bambino! Anche se devo dire che a molte cose mi sono abituata e non faccio più tanto caso. Certo, una cosa a cui non mi sto abituando sono i terremoti… Un po’ troppo frequenti ultimamente! Proprio oggi Atsushi, il mio interprete, mi diceva che nella costruzione degli edifici venivano usati “accorgimenti” antisismici già 1000 anni fa. I terremoti insomma sono un qualcosa che ha sempre accompagnato la vita di questo popolo.
Per tornare alla pallavolo, vi dico che la sorte di questa stagione ce la giocheremo il 31 marzo e l’1 aprile contro le Toyota Queenseis! Dove gioca una nostra vecchia conoscenza, Miyuki Takahashi, ex Vicenza ed ex nazionale giapponese. Spero di riscrivervi presto con buone notizie!
Sayonara!
Vale #1

Grazie Vale in arte Fiore!Da “oggi fior di ciliegio”.molto bello e in bocca al lupo!Ci siamo salvati ed io mantengo sempre le promesse!E ancora in bocca al lupo per i tuoi play-off!
grazie! è stata davvero una lettura piacevole. in bocca al lupo!