Papa Macrì getsportmedia vivovolley final4 rome[di Emanuela Macrì – foto Laura Papa] Cercava il suo terzo titolo consecutivo, lo Zenit Kazan e a Roma, in questo fine settimana di Final Four di CEV Champions League, la ricerca si è conclusa con un 3-0 (15-25; 23-25; 14-25) sulla Sir Sicoma Colussi Perugia. In un PalaLottomatica di puro fuoco, riscaldato da luci (abbronzanti?!) e tifo, i glaciali russi non hanno lasciato scampo ai ragazzi di Lorenzo Bernardi che, però, alla fine della serata non negano la felicità per la medaglia d’argento conquistata. E di motivi, per sorridere, ce ne sono non pochi: a cominciare dal fatto che conquistare una finale, passando per le magie viste in campo sabato, non è cosa da tutti i giorni. Aggiungiamoci poi che sfidare a duello una squadra di alieni, come l’ha definita Gino Sirci, presidente di Perugia, si sapeva essere un’impresa complicata, anche se non impossibile: chissà, infatti, come commenteremmo se il vantaggio dell’ultimo scorcio di secondo set fosse stato gestito in maniera diversa.

Lasciamo nel cassetto, però, pronostici, percentuali e cronaca dei parziali, e per una volta proviamo a guardare da vicino quelle medaglie, considerando quanto il valore dell’avversario le faccia brillare ancora di più. Per una volta parliamo della strada che si macina per arrivare su un podio e diciamolo che se a occupare due gradini dei tre disponibili ci sono squadre italiane allora i motivi per sorridere soddisfatti non mancano davvero. Perché all’argento di Perugia va aggiunto il bronzo di Civitanova, conquistato nella prima delle due finali della giornata per 3-1 (29-27; 22-25; 25-21; 25-21) sul Berlin Recycling Volleys. L’Europa del volley parla, anche e soprattutto italiano.

18199262_748203898638021_2602923904102055796_nNon vi basta? E allora spostiamo lo sguardo un poco più in là per posiamolo sulla fotografia del dream team della Final Four, con cinque degli otto giocatori premiati a militare nelle due squadre italiane protagoniste di questa due giorni romana, con Ivan Zaystev miglior attaccante, Marko Podrascanin miglior centro, Luciano De Cecco a brillare come miglior palleggio e Aleksandar Atanasijevic e Jenia Grebennikon rispettivamente miglior opposto e libero.

Premi e medaglie a brillare nel cielo di Roma e in quello europeo, con la pallavolo italiana a festeggiare. Non vi sembra un buon motivo per sorridere? “Anche se non è stato il nostro fine settimana migliore – come commenta Osmani Juantorena, schiacciatore della Lube – ma con una stagione ancora in corso dobbiamo guardare avanti senza fermarci”.  Più sorridente Luciano De Cecco “perché che mi ritrovo al collo è una medaglia che ancora non avevo, arrivata al termine di una stagione non sempre facile. Perché non dovrei esserne orgoglioso?”. Eh già, perché no?

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