Un ricordo delle stagioni a Modena? Impossibile perchè non ne può bastare uno solo. Ho negli occhi l' ultimo punto di Reggio Calabria in gara 5, con Toni Zetova che chiude la palla dello scudetto, poi la Champions League in Russia l' anno successivo, la Coppa Italia e la Coppa Cev.
La senti parlare e il tono è di una di quelle che vive le emozioni che racconta.
E come dimenticare Lang Ping e coach Li? Lei è stata l' allenatrice che mi ha dato di più nella mia carriera, quella che mi ha consentito di fare il salto di qualità, una grandissima persona. Il nostro segreto era davvero il gruppo, eravamo forti, è vero, ma allora il livello era molto più alto di adesso e per battere squadre in cui giocavano tre cubane serviva quel qualcosa in più chenoi abbiamo trovato in noi stesse, nella gente che lavorava con noi ogni giorno.
Modena fu il trampolino di lancio del trionfo mondiale con la nazionale.
Ricevetti quella Coppa, io, capitano dell' Italia campione del Mondo e fu il massimo che ogni atlete può chiedere nella sua vita sportiva.
Eppure dopo sette anni eccola di nuovo Manù mettersi in discussione ed accettare Sassuolo.
In tutta la mia vita ho sempre scelto di fare scommesse con me stessa e io amo vincere. L' ultima quella di Vicenza è stata stimolante: io ho fatto un ottimo campionato e sono soddisfatta, peccato non essere entrata nei play off, che erano l' obiettivo della società, ma per me è stato un anno molto positivo.
Sassuolo e magari non la Russia come tante altre colleghe, perchè questa scelta?
Ci sono varie ragioni, la prima è che io ai soldi non ho mai guardato come criterio discriminante per fare una scelta. Già durante il campionato mi avevano chiesto di andare a Mosca, alla Dinamo, ma io mi conosco bene e so che posso rendere al massimo quando sto bene dove sono. Meglio scommettere su una nuova avventura italiana.
Che programmi le hanno prospettato i dirigenti dell' Unicom Starker?
Cercano di crescere e di fare un salto di qualitù ulteriore, puntando sulle giovani, ma integrandole con la giusta dose di esperienza che serve. Credo Sassuolo abbia fatto una grande stagione al suo debutto in A1, e sono convinta che l' opportunità di raggiungere altri traguardi lavorando bene ci sia.
Stessa grinta, stessa voglia di vincere di sempre.
Mi sento quella di Modena, sarà come tornare a casa, ma con più esperienza.
Fabio Rossi – Gazzetta di Modena
Solo i veri campioni sanno fermare il tempo. Manuela Leggeri lo è. Dopo 7 anni la fuoriclasse di Sezze, capitana della nazionale italiana campione del mondo nel 2002 a Berlino, "torna a casa". Allora era leader di Modena, oggi si appresta a diventare il simbolo di Sassuolo.
Intervista tratta dalla Gazzetta di Modena, a cura di Fabio Rossi. Foto: www.joyvolleyvicenza.it
