Categoria: Campionato

  • Conegliano vs Milano in finale. A chi va la Coppa Italia Frecciarossa 2024/25?

    Conegliano vs Milano in finale. A chi va la Coppa Italia Frecciarossa 2024/25?

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Il campo dell’Unipol Arena di Casalecchio di Reno dice che alla finale di Coppa Italia Frecciarossa edizione 2024/25 sono le formazioni di Prosecco Doc Imoco Conegliano (vincente su Igor Gorgonzola Novara) e Numia Vero Volley Milano (vincente su Savino del Bene Scandicci). Al termine di due semifinali di verso opposto, con una vittoria netta nella prima e una partita decisa all’ultimo nel secondo caso. Davanti al pubblico delle grandi occasioni in un palazzetto che domani si vestirà a festa. E sarà festa, comunque andrà. Ma oggi, intanto, è andata così’.

    Prosecco Doc Imoco Conegliano – Igor Gorgonzola Novara 3-0 (25-21; 25-23; 25-23)

    Ad aprire match e partita è il pallonetto a terra di Gabi, per una Conegliano sempre un passo avanti, fin dai primi scambi. A metà set il gap è di 8 punti che, però, nel giro di pochi minuti e per mezzo di qualche break di Novara vede il tabellone segnare un interessante 19-18grazie al muro di Sara Bonifacio. Ma a chiudere è l’altra Sarah, Fahr, con un attacco vincente per il 25-21, definitivo. Secondo set Novara inizia con un piede avanti ma Imoco riprende da dove aveva lasciato e dal 10-6 e, tra qualche errore ma pure qualche recupero (17-16 e poi 22-21) di terreno da parte delle ragazze di Lorenzo Bernardi, costruisce un set che sembra avviato a un finale che invece non è. Il 23-23 impedisce la passeggiata delle venete che poi, però, chiudono 25-23 con il pallone a terra di Isabelle Haak. Terzo set, Novara tira sù la testa. Con un +4 ad aprire (1-5) che non impedisce alle ragazze di Santarelli di ricucire, rimettere la situazione in equilibrio (dal 12-12 al 17-17) per poi lottare contro una Novara che non lasciare nulla di intentato (23-22 e 24-23) ma poi il biglietto per la finale è di Conegliano.

    Mvp di una partita all’insegna dei minibreak, rincorse e recuperi, è Sarah Fahr. Il grande assente, il punto diretto da fondo campo. In tre set giocati e 106 palloni a terra, infatti, nemmeno un ace a referto.

    Le foto di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    Le video-interviste di Lorenzo Bernardi QUI e Monica De Gennaro QUI

    Savino del Bene Scandicci – Numia Vero Volley Milano (21-25; 25-19; 23-25; 25-19;

    Apre l’ace (proprio lui il non pervenuto del pomeriggio, fino a qui!) di Britt Herbots per una Scandicci avanti da subito (11-6) contro una Milano che, comunque non desiste: prima raggiunge le avversarie (14-14), poi tenta il sorpasso 14-15 e quindi la fuga (15-18). Ma Scandicci è lì 18-19 e tutto riparte dal 20-20. Con Milano che ne approfitta, non lascia passare nulla e chiude 21-24 con un errore al servizio di Herbots, lei che a segno proprio da fondocampo aveva aperto. Nel secondo set Milano continua la marcia e sull’1-5 coach Marco Gaspari chiama un time out che, dopo qualche scambio, rimette in marcia Scandicci, dall’1-7 al 7-9 per poi arrivare sull’11-11 e ribaltare la situazione (14-11). Il finale muove da un rassicurante 20-15 che diviene, da lì a poco, un – ancor più rassicurante – 24-16 o, meglio, definitivo 25-19. Il terzo parziale è un ribaltamento di fronti da far girare la testa. Se inizia con il vantaggio di Scandicci (8-6) si prosegue con quello di Milano (9-10) passando per l’equilibrio dal 16-16 al 18-18 fino alla zampata di Milano che dopo il muro di Laura Heyrman del 21-23, approfitta di un pallone in rete, quello del servizio di Emma Graziani, per portarsi a casa il set 23-25. Nel quarto set, poco da rilevare. Se non il punteggio finale (25-19) e la decisione dell’assegnazione del secondo biglietto per la finale di domani affidata al tie break. Un quinto parziale che rispecchia l’andamento della partita, incerto e sorprendente ma che alla fine per 12-15 decreta Milano seconda finalista.

    Le foto di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    Le video-interviste di Marco Gaspari QUI e Stefano Lavarini QUI

     

  • La Del Monte Coppa Italia è di Civitanova

    La Del Monte Coppa Italia è di Civitanova

    [Redazione – fonte  e foto LegaVolley] La finale che pochi si aspettavano, oltre 9000 spettatori e 15 set in 3 gare e in due giorni di Final Four di Del Monte® Coppa Italia giocata all’Unipol Arena di Bologna. Ad alzare la coppa, alla fine sarà la Cucine Lube Civitanova che dopo aver superato Sir Susa Vim Perugia nella semifinale del sabato, si impone al tie break sulla Rana Verona, vincente nella giornata di sabato sull’Itas Trentino.

    La società marchigiana, da oggi, ha dunque un altro trofeo a riempire la bacheca, al termine di un match che li vedeva avanti di due set, ma poi raggiunti dalla formazione allenata da Radostin Stoytchev e costretti a un quinto set poi vinto.

    Due muri e un ace lanciano subito i marchigiani sul 5-1, ci prova Keita con due punti di fila a non far scappare gli avversari (7-6). Rana Verona passa in vantaggio sul 13-15 su un insidioso turno in battuta di Zingel (time out Medei). La Lube reagisce (22-21), ai vantaggi Boninfante mura Mozic (26-24).

    Tra primo e secondo set un applauso scrosciante è stato tributato dagli spettatori dell’Unipol Arena a Giulia Ghiretti, medaglia d’oro paralimpica ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 nei 100 metri rana SB4, che ha seguito la partita a bordo campo.

    Il sestetto di Stoytchev prende un break in avvio di secondo set fino al 6-8, poi un break di 4-0 dei cucinieri costringe il tecnico bulgaro al time out. Il parziale diventa di 6-0 (12-8) ma la Lube non scappa (13-12, time out Medei). Il nuovo strappo allungo di Balaso e compagni (16-12) diventa un macigno per i veneti, 25-15 con il muro di Gargiulo e Cucine Lube avanti 2-0.

    Spettacolo e difese, di Balaso su tutti, nella prima parte di terzo set che vede un sostanziale equilibrio fino al primo break targato Rana Verona (12-14, time out Medei). Mozic e compagni vogliono riaprire il match e riescono nell’intento, sospinti da un inarrestabile Keita, anche se Nikolov con tre ace di fila mette paura ai veneti (23-25).

    Un Video Check premia Rana Verona che parte forte (1-5) anche nel quarto set con Keita scatenato dalla zona uno (5-12). C’è Nikolov come opposto nelle fila di Civitanova per tentare il recupero (11-17) che riesce solo parzialmente e così, per la terza volta in due giorni, si va al quinto set.

    Le difese di Balaso e gli attacchi di Nikolov danno un vantaggio alla Lube che va sull’8-5 al cambio di campo e non si scompone: Bottolo mette out il primo set point, sul secondo lo stesso schiacciatore marchigiano spara a terra la pipe del successo, quello che fa esultare a gran voce la tifoseria di Civitanova e tutta la tifoseria marchigiana a sostegno degli uomini di Medei.

    Finale – Del Monte® Coppa Italia SuperLega
    Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-2 (26-24, 25-15, 23-25, 21-25, 15-10)

    MVP: Fabio Balaso (Cucine Lube Civitanova)

    Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-2 (26-24, 25-15, 23-25, 21-25, 15-10) – Cucine Lube Civitanova: Boninfante 2, Bottolo 19, Gargiulo 9, Lagumdzija 8, Loeppky 17, Chinenyeze 8, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Hossein Khanzadeh 0, Nikolov 16, Dirlic 1, Podrascanin 0. N.E. Tenorio. All. Medei. Rana Verona: Abaev 4, Mozic 13, Cortesia 2, Jensen 4, Keita 30, Zingel 4, Baschera (L), D’Amico (L), Chevalier 0, Sani 5, Spirito 1, Vitelli 3. N.E. Bonisoli, Zanotti. All. Stoytchev. ARBITRI: Simbari, Goitre. NOTE – durata set: 28′, 23′, 26′, 29′, 17′; tot: 123′.

  • Perugia fa il pieno di punti sul campo di Trento

    Perugia fa il pieno di punti sul campo di Trento

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Campioni d’Europa vs campioni d’Italia. Il big match del 5° turno di SuperLega è Itas Trento – Sir Susa Vim Perugia, una partita che gli ospiti portano a casa in quattro set, nonostante l’assenza di Simone Giannelli in regia – al suo posto Francesco Zoppellari – e dopo un avvio di gara in salita. Tre punti preziosissimi, invece, quelli che Trento lascia sul campo, trovandosi a dover cedere proprio a Perugia la vetta della classifica generale.

    ITAS TRENTINO – SIR SUSA VIM PERUGIA 3-1 (25 – 19; 22 – 25; 24 – 26; 19 – 25)

    Foto gallery di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    PRIMO SET – Se Trento fugge da subito, con il primo pallone a terra di Gabi Garcia Fernandez, passando per il 6-2 che fa richiedere il tempo a Perugia, fino alla chiusura 25-19 di un set dominato (il vantaggio di +7 e i 4 muri a 1 ne raccontano bene le dimensioni), Perugia risponde con un paio di break per recuperare (da 20-13 a 20-17 a dire che nulla di intentato si lascia) ma non riesce nell’impresa. Punto set? Il 21-17 di Trento ottenuto dopo un recupero oltre la rete di Riccardo Sbertoli.

    SECONDO SET – L’equilibrio regna sovrano per tutto il set con Perugia sempre un passo avanti a Trento a far sentire il fiato sul collo, sotto di 3 punti al massimo. Così dal primo all’ ultimo pallone che è un ace, l’unico del set, firmato da Wassim Ben Tara per il 22-25. Segno particolare del parziale? Nessuno.

    TERZO SET – Ancora avvio in parità, ancora punto a punto fino al 13 – 11, quando un errore in attacco di Oleh Plotnytskyi cambia il verso di un set fino a qui aperto a ogni possibilità ma, seppur di poco, orientato al vantaggio perugino. Qualche scambio, infatti, e il tabellone segna il 17-13 di Trento, un punteggio che apre al primo dei quattro time out chiesti a turno dalle due squadre. Tempi discrezionali che saranno i veri protagonisti del parziale per la rapida successione di chiamata: al primo chiesto da Lorenzetti sul 16 – 13 risponde Trento con un mani out e quel 17-13 che porta la panchina di Perugia a fermare ancora il gioco. Per poi tornare in campo, strappare un mini break, portarsi sul 17 – 15 che fa richiedere il time out all’Itas.  Alla situazione di ritrovato equilibrio dal 18 al 24 pari dato da un attacco di Ben Tara che intercetta l’asticella, rimedia Plotnytskyi con il muro del 24-26. La marcia in più? Plotnytskyi giustamente nominato MVP del match, con il buon turno al servizio che permette il recupero della Sir e di mettere a terra, dal fondo del campo, tre palloni.

    QUARTO SET – Perugia parte con il piede sull’acceleratore per 3-6 che fa chiedere il time out a Trento e per un 5-10 che fa chiamare dalla panchina di casa anche il secondo tempo discrezionale a disposizione. Ma senza grandi risultati: se i padroni di casa riescono in pochi scambi a ridimensionare lo svantaggio da -5 (11-16) a -2 (14-16) in altrettanti pochi scambi riescono a perdere il terreno riconquistato. Perugia si rimette davanti 14-20 e a chiudere conti e partita ci pensa Alessandro Michieletto con un servizio in rete per il 19-25 finale.

  • Vittoria piena per Chieri, ma non tutto semplice, a Trento

    Vittoria piena per Chieri, ma non tutto semplice, a Trento

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Una Itas Trentino in cerca di segnali di ripresa contro una Reale Mutua Fenera Chieri ’76 con un quinto posto blindato in classifica ma con la missione di accorciare le distanze su Savino Del Bene Scandicci, impegnata nell’anticipo del sabato nella partita casalinga, vinta in tre set su Cuneo. La stessa Cuneo che nel turno scorso subiva una sconfitta casalinga, la prima e unica – ad oggi – vittoria di Trento. Per arrivare a questa ottava giornata di ritorno del Campionato di Serie A1 di pallavolo femminile con Chieri che alla fine ha la meglio sulle padrone di casa dell’Itas Trentino, in un match dall’esito incerto.

    La gallery fotografica di Riccardo Giuliani QUI

    Incerto fin dal primo set, quello in cui la compagine trentina si trova in vantaggio da subito e per quasi tutto il parziale, mentre Chieri in debito d’ossigeno ogni tanto alza la testa. Trento è gasata e concentrata anche dal 19-13 muro di Michieletto e replica 20-13 fino al vantaggio massimo +8 sul 22-14. Poi, però, si distrae e Chieri torna a farsi sentire con un break che la porta 22-20 mentre Camilla Weitzel riapre con un ace e Avery Skinner rimette in equilibrio (23-23) un set poi chiuso ai vantaggi 27-29.

    Il secondo parziale parte con Chieri sul 3-7 e Davide Mazzanti a chiedere il primo out, poco efficace rispetto al secondo (sul 12-15) che segnerà il passaggio da un mini break trentino (14-15) al pareggio dei conti con l’ace di Giulia Marconato e poi il 20-18 al termine di uno scambio lungo con attacco da seconda linea di Roslandy Acosta. A chiudere ci pensa, poi, Michieletto in attacco per il 25-21.

    Terza frazione di gioco con Trento che si fa subito avanti e sul 5-2 Chieri chiede il tempo. Per innestare la marcia e raggiungere le padrone di casa sul 5-5 e rimanere lì ad un passo. Fino alla svolta di metà set, di un set in cui sarà il muro a far da padrone (e saranno 7 i punti realizzati in questo fondamentale – 3 di Katerina Zakchaiou e 4 di Weitzel poi MVP del match) per 20-25 senza discussioni.

    E un quarto set mai in discussione. Con Trento senza più energie mentali – ma in assetto e atteggiamento nuovo e tanto di buono visto in campo – e Chieri con un vantaggio in continua crescita. Dal +4 del 4-8 al +9 del finale e definitivo 14-25 che chiude una partita a bottino pieno per le ospiti, che vincono anche a muro con 17 punti contro i 9 di Trento.

    Itas Trentino – Reale Mutua Fenera Chieri ’76  1-3 (27-29; 25-21; 20-25; 14-25)

  • Coppa Italia Frecciarossa 2024: Conegliano, ancora tu!

    Coppa Italia Frecciarossa 2024: Conegliano, ancora tu!

    [di Emanuela Macrìfoto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] “Domani si ricomincia da zero” diceva Marco Gaspari al termine della semifinale di sabato, dopo aver strappato uno dei due pass per la finale di Coppa Italia Frecciarossa 2024. Dopo che la sua Allianz Vero Volley Milano era riuscita ad aver la meglio, al termine del quinto set, sulla Savino Del Bene Scandicci guidata da Massimo Barbolini. Vita migliore, invece, per Daniele Santarelli e la sua Prosecco Doc Imoco Conegliano che chiudevano la pratica in tre comodi set, mai in discussione, ai danni della Reale Mutua Fenera Chieri. Ma domani è oggi, il PalaTrieste è sold out con 6.743 presenti e si ricomincia da zero sì, ma si arriva a cinque, set. Quelli necessari a Santarelli, Wolosz MVP e compagne per avere la meglio sulle avversarie e avere, di nuovo e per la sesta volta, la Coppa Italia tra le mani e in bacheca.

    Fotogallery di Riccardo Giuliani per Get Sport Media festa Imoco QUI e della finale QUI

    Le video interviste post gara di Daniele Santarelli QUI Alessia Gennari QUI Monica De Gennaro QUI

    Prosecco Doc Imoco ConeglianoAllianz Vero Volley Milano 3-2 (25-21; 22-25; 25-19; 15-11)

    Primo set – Milano sbaglia, Imoco no

    Inizia con un servizio in rete di Alessia Orro il match e con Conegliano subito avanti. Le lombarde rincorrono per tutto il parziale ma le venete si tengono a una distanza di sicurezza, incrementando un vantaggio che dal 10-6 (e chiamata di time out di Gaspari) arriva al +8 (19-11). A pesare sono i tanti errori di Milano e non basta una super Brenda Castillo perché Imoco difende tutto e recupera di più. Ma quando tutto sembra scritto Milano torna (in sé) accorcia le distanze e da 20-12 si porta a 21-19 per il time out di Santarelli. Ma poi Egonu e compagne si distraggono e il set ball è di Sarah Fahr.

    Secondo set – Inversione di tendenza

    Avvio di parziale con qualche inciampo Conegliano e Milano ne approfitta. Mantenendo un vantaggio che, però, non supera mai il +3. Imoco però si riprende e riprende quota, il pari 16 è di Sarah Fahr e il sorpasso 17-16 di Isabelle Haak ma Paola Egonu riporta la parità. Ci si gioca tutto dal 20 pari con Milano che spinge e il 21-23 è una parallela perfetta di Egonu (la migliore delle sue con 9 punti personali) che replica con un pallone a terra all’incrocio delle linee di fondo campo. Il set ball (22-25) di Milano, invece, è un servizio in rete di Marina Lubian.

    Terzo set – Imoco senza appello

    Break veneto per iniziare (4-0) a segnare un vantaggio che poi viene mantenuto e incrementato (14-7). Qualche errore al servizio per Milano che poi cerca di riagganciare le avversarie (20-16). Il set ball (25-19) è un mani fuori di Robinson Cook che beneficia, però, di un recupero a fondo campo di Monica De Gennaro.

    Quarto set – Milano ci crede (e fa bene)

    Milano entra in campo e alza subito la voce (6-9) e Conegliano chiede tempo. Per riflettere, rimettere in ordine gioco e idee. Ma se il muro 11-7 di Raphaela Folie sembra dare una certa piega al set, una parallela di Robinson Cook (16-15) sembra portate la barra del timone in verso contrario. Ma Egonu mura Plummer (20-16) e poi firma un ace (22-17) che vale un set, il quarto poi vinto 19-25 con un muro con urlo di Miriam Sylla. E il quinto, chiamato al verdetto definitivo.

    Quinto set – Tanta Conegliano

    Dopo un avvio punto a punto il 4-5 è un muro, il secondo del set di Folie. Ma il sorpasso veneto non si fa attendere ed è Alessia Gennari (7-6), “un coniglio estratto dal cilindro” come dirà poi Santarelli, a firmarlo. Da qui l’accelerazione delle venete, aiutate da qualche errore di troppo nella metà campo lombarda. Fino all’ultimo errore, quel che segna 15-11 sul tabellone, la fine della partita che assegna la Coppa Italia Frecciarossa 2024 e l’inizio della festa gialloblu.

  • Del Monte Coppa Italia, la prima finalista è Monza

    Del Monte Coppa Italia, la prima finalista è Monza

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Tre partite, due giorni di gare, il primo trofeo 2024 da assegnare in 3, 2…1! All’Unipol Arena di Casalecchio sul Reno sono però quattro le squadre a contendersi la Coppa Italia di SuperLega in un sabato da leoni che assegna il pass per la finale in programma nel pomeriggio di domenica 28 gennaio. Itas Trentino e Mint Vero Volley Monza per la prima semifinale e il campo che domani rivedrà la formazione di coach Massimo Eccheli, vittorioso sul sestetto trentino, al termine di cinque, inaspettati, set.

    Tutte le foto di Riccardo Giuliani QUI

    Le interviste post partita di Emanuela Macrì a coach Eccheli  QUI e al libero Gaggini QUI

    Itas Trentino vs Mint Vero Volley Monza  (25-23; 13-25; 25-23; 23-25; 9-15)

    Primo set: studio e incertezza. Parte bene la formazione trentina con il primo punto del match, un attacco di Daniele Lavia seguito da un muro dello stesso numero 15 a cui poi segue un set incerto fino all’ultimo pallone. Fatto di fughe da parte di entrambe le formazioni e di, conseguenti, rincorse e recuperi. Situazioni di sostanziale equilibrio, con un emblematico 23-23 poi sbloccato da quel servizio di Lavia fischiato out ma, al controllo del challenge, risultato sulla linea. Un verdetto che, di fatto, riapre un set chiuso dal muro, potente, di Kamil Rychlicki

    Secondo set: tutto Monza. Tutto un set nel segno della riscossa del sestetto di Massimo Eccheli da subito a prendersi un vantaggio che poi non lascia più. Segnando con il set point il vantaggio massimo (+12) in un parziale senza contradditorio. Un set che si decide, di fatto con il muro di Gianluca Galassi – meglio di lui, nel set, solo Eric Loepply con 6 punti e 83% in attacco (12-17) e l’attacco da seconda linea di Michieletto che pesta la linea (conferma del challenge) per un 12-18 che suona da sentenza. Trento si distrae Monza rimane concentrata chiudendo 13-25.

    Terzo set: Trento torna. Subito e a dar segni di vita ma con il fiato sul collo dei lombardi per una fase di equilibrio inziale che non dà segni di sbocco nel proseguo: si arriva, punto a punto, fino a muro di Jan Kozamernik per il 17-15 che porta al time out chiesto dalla panchina di Monza ma anche a un vantaggio che Trento gestisce per qualche scambio. Poi il 20-20 fa chiamare il tempo a Fabio Soli e innestare la marcia ai suoi che chiudono, con un errore al servizio degli avversari 25-23.

    Quarto set: situazione invariata con il vantaggio minimo di Trento che poi apre il gas (10-6) e marcia costante – solo un attacco da seconda linea di Eric Loepply (15-14) fa chiamare time out – mentre il resto del set sembra a favore dei gialloblu. Ma il finale è un colpaccio di Monza: prima un challenge porta il 22-21 anziché il 23-20, poi i lombardi si prendono il 23-23 e finiscono l’opera con un no touch a muro sentenziato dal challenge (23-24) e un errore avversario per il 23-25 che fa rima con tie break.

    Quinto set: punto a punto. Poca cronaca e tanta attesa, di vedere un finale che si rivela puro spettacolo. Perché se l’ace di Galassi (4-5) è benzina, l’attacco di Gabriele di Martino (5-6) è la chiave di (s)volta. A cui si aggiunge il salvataggio a una mano del libero lomabrdo Marco Gaggini  per il 6-10, l’azione che meglio racconta un tie break che termina con la palla a metà rete nel servizio di Daniele Lavia. E un arrivederci, a domani. Quello di Monza all’Unipol Arena.

  • Casalmaggiore in rimonta su Trento, vince ai vantaggi al tie break

    [di Emanuela Macrì – foto Luciano Tamanini] Prima prova casalinga per Davide Mazzanti a IlTqutodianoArena di Trento. In una delle partite possibili per la sua Itas Trentino che nell’anticipo del sabato ospita la Trasportipesanti Casalmaggiore. Formazioni quasi allo specchio, con una prima parte di campionato pieno di difficoltà, un cambio della guardia in panchina e tanta voglia (ma anche necessità) di cambiare ritmo e onda. Un match lungo, i primi due set ai vantaggi, e un ribaltamento di fronti a metà gara. Il tie break è uno spettacolo che lascia il respiro a metà gola che assegna una vittoria da due punti alla formazione ospite. Itas Trentino – Trasportipesanti Casalmaggiore 2-3 (28-26; 26-24; 18-25; 18-25; 15-17)

    Primo set – Avvio con il primo pallone a terra, attacco da seconda linea di Francesca Michieletto e la risposta di Casalmaggiore che con un break (1-4) che preoccupa Mazzanti e vale il primo time out del match. Dialogo che ottiene l’effetto sperato con Trento che prima recupera (4-8) e poi guadagna una parità (8-8). E se sul 18-16 è Lorenzo Pintus a chiamare le sue ragazze a raccolta, il finale prende avvio da un 23-23 che apre a ogni possibilità. A cogliere l’occasione chiudere 28-26 e il pallone a terra di Roslandy Acosta per Trento. Colpo del set; il murone di Rossella Olivotto che ferma il 20-16 e fa chiamare il secondo time out a Pintus.

    Secondo set – Via con accelerata di Casalmaggiore e Mazzanti che al quarto punto consecutivo delle avversarie (0-4) come nella prima frazione di gioco chiama time out. Ma le ospiti non si fermano (3-11 di cui 4 punti a firma di Elena Perinelli, poi MVP della gara) e di nuovo il coach trentino a giocare la carta del tempo discrezionale su un -9 (3-12) che rimane lo svantaggio massimo del resto di un set aggiustato con una rimonta a suon di ace e conferme al video check. Mentre con il muro di Carly Dehoog per il 26-24 porta il primo punto partita a Trento. Il cambio di marcia? I due ace consecutivi di Madeleine Gates (da 5-13 a 7-13) ed il suo buon turno al servizio che fa chiamare time out a Pintus. E ancora il suo terzo, del set, a firmare il 19-19.

    Terzo set: apertura, ancora, con il vantaggio di Casalmaggiore (1-7) con le ospiti a non mollare un colpo fino al 7-14 che porta Mazzanti a radunare le sue giocatrici. Il gioco riparte con una Trento che ritrova la grinta dei primi set (e si ferma sul 10-14 solo per il tempo discrezionale richiesto dalla panchina avversaria). Ma Elena Perinelli, la migliore del sestetto in rosazzurro, e compagne tengono testa alle padrone di casa che sì crescono e accorciano le distanze dall’11-17 al 18-19 ma non basta. Il set, errore di ricezione, è delle ospiti per 18-25. Punto chiave: il servizio di Casalmaggiore e i 4 punti nel fondamentale.

    Quarto set: avvio in sostanziale equilibrio sebbene siano le ospiti ad avere sempre – anche quando minimo – vantaggio. Poi ci pensano un break di 3 punti firmato Lee (da 11-12 a 11-15), il time out di Mazzanti che ricompone umore e gioco, e un errore di Gaia Guiducci che costa il 13-17 e spegne i sogni di gloria. Casalmaggiore vuole il tie break e lo ottiene (18-25). Segni particolari: Simone Lee che mette a terra 8 palloni.

    Quinto set: parte bene Casalamggiore ma Trento recupera, raggiunge le avversarie (8-8) e le supera (11-8).  Ma le ragazze di Pintus non si scoraggiano e con un ace di Malwina Smarzek per il 12-12 rimettono in discussione set e partita. I tre matchball nelle mani delle rosazzurro e il time out di casa aumentano suspence e possibilità. Trento tiene aperta la partita fino all’ultimo ma il pallone decisivo (15-17) è quello schiacciato a terra da Simone Lee.

  • Maja Ognjenović: ritorno in Italia, con sorpresa!

    Maja Ognjenović: ritorno in Italia, con sorpresa!

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Chi si rivede, sotto rete. E che sorpresa le sue parole (ma le riservo per la chiusura dell’articolo!). Un po’ come quelle sue alzate che fino all’ultima frazione di secondo si capisce a chi siano destinate, banda o centro. Un tocco noto, oltre che un volto e un sorriso dolce, quello di Maja Ognjenović che dopo qualche anno è tornata nel massimo campionato di pallavolo femminile italiano. Qualche stagione dopo quella che l’aveva vista militare nelle file della allora Nordmeccanica Piacenza e ancor prima con la Liu Jo  Volley Modena, ora in forza al sestetto della Savino Del Bene Scandicci di Massimo Barbolini.

    Un’offerta a cui non potevo dire di no. Per più motivi. Dopo 7 anni a Istanbul – racconta la regista serba – sentivo che la mia storia nel campionato turco era terminata. Avevo vissuto, ricevuto e dato tanto, forse tutto. Era il momento di investire in un’altra storia.” Di preparare la valigia.

    Il campionato in Turchia è un torneo con poche sorprese: ci sono due o tre squadre ad occupare la testa della classifica. In Italia, invece, il risultato di una partita è più incerto. Così, anche quando affronti squadre che in classifica occupano la metà bassa ti ritrovi comunque a dover giocare al 100% delle capacità. E da quanto ne so, questa è una situazione che esiste solo qui.”

    Atleta di grande esperienza, con un palmares di tutto rispetto – dalle due medaglie olimpiche a quelle mondiali con la maglia della nazionale serba, passando per i successi, coppe e scudetti, con i club – per Maja Ognjenović quello con l’Italia non è mai stato un addio. Tornare, quindi, era uno dei punti fermi della to do list della vita.

    Qui ho ritrovato un campionato di livello superiore rispetto a quello che avevo conosciuto, cresciuto grazie alla presenza di atlete, italiane e straniere, che stanno dando un contributo importante. Quando è stato il momento di valutare la proposta di Scandicci ho pensato proprio all’organico, alla squadra delle ultime stagioni.” Questa la spinta per dire di sì.

    La scintilla è scattata quando ho avuto notizia di questa offerta, della possibilità di giocare con atlete di così alto livello, compagne per me nuove. Una su tutte Zhu Ting che avevo incontrato solo da avversaria quando vestiva la maglia del VakifBank mentre io ero dall’altra parte della rete con quella dell’Eczacibasi.” La squadra che in panchina vedeva proprio Massimo Barbolini. Un’offerta che non poteva, dunque, non cogliere. “Saputo che lo avrei ritrovato a Scandicci, dopo l’esperienza in Turchia, non ho più avuto alcun dubbio.” E firma del contratto fu.

    Ma il motivo primo che l’ha portata in Italia, di nuovo, è un altro. “Beh, il mio sogno era di terminare la mia carriera in Italia.” SCOOP! “Ma non è detto che succeda in questa stagione!” Ok, per lo scoop attendiamo. C’è ancora tanto lavoro da fare, palloni e gioco da distribuire. Tutto il resto può aspettare. Compresa ogni sorpresa.

  • Savino Del Bene Scandicci fa il pieno a Trento

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per GetSportMedia] Un posto al sole, quello che cerca l’Itas Trentino. Un posto più in alto e ancora più al sole, quello che voleva e otterrà Savino Del Bene Scandicci con una vittoria in 3 set in terra trentina, una vittoria senza storia né repliche. In un campionato in salita per le padrone di casa a cui insieme ai primi punti in classifica manca ancora un po’ di amalgama e il recupero di giocatrici che al rientro potranno dare forza ad organico e anima. Mentre Scandicci perde per infortunio Enrica Merlo, per lei un intervento in settimana, ma proprio sulla strada che porta a Trento annuncia l’arrivo di Beatrice Parrocchiale. Materia di cui discutere da domani. Oggi è un match day, e a tutto il resto si penserà domani.

    ITAS TRENTINO  –  SAVINO DEL BENE  (16 – 25; 16 – 25; 18-25)

    FotoGallery del match di Riccardo Giuliani per GetSportMedia QUI

    PRIMO SET – Il primo punto di parziale e partita è un attacco out delle padrone di casa che però subito rimediano e cercano di rimanere in equilibrio. Anche se per poco. Perché poco dopo (3-5) inizia un break che porta le toscane sul 3-9 e alla chiamata del tempo da parte di Marco Sinibaldi. Ma il sestetto di Scandicci non si ferma. E completa l’opera con un salvataggio di Maja Ognjenovic di un pallone giudicato a terra dalla coppia arbitrale ma non rilevato tale al video (5-11), un vantaggio massimo di +9 raggiunto in più momenti del set e mantenuto fino alla fine, ben 7 punti a muro che compensano anche gli errori fatali, invece, per Trento. Finale un attacco di Lindsey Ruddins che chiude a 16-25.

    SECONDO SET – Trento rialza la testa (3-3) ma Scandicci è lì e sbarra la strada (sul 4-8 Sinibaldi chiede time out). Le padrone di casa cercano di recuperare e si rimettono in marcia (5-9) ma le toscane non si fermano e sul 7-13 è ancora gioco fermo, chiesto dalla panchina di casa. Nulla di fatto, però, perché poco dopo il tabellone segna un +9 per le ospiti. Proprio quando Trento torna metter palloni a terra (15-20) e Massimo Barbolini chiama le sue giocatrici. La risposta è il 16 – 25 firmato, in attacco punto, da Linda Nwakalor.

    TERZO SET – Trento parte bene e tien botta per i primi scambi ma poi Scandicci spinge e sul 6-9 arriva il time out trentino, per interrompere il buon turno al servizio di Francesca Villani (MVP del match) riuscendoci: un attacco di Ruddins recuperato a pochi millimetri da terra e il punto del 10-11 di Carli Dehoog potrebbe dare nuova linfa nella metà campo di casa. Ma il muro di Nwakalor, un altro dei 16 totali delle toscane contro i 3 delle padrone di casa, sul 10-14 sembra chiarire che Scandicci ha fretta di rientrare (mercoledì c’è la coppa). E così il finale è un attacco di Ruddins, ancora, per il 18-25.

  • Playoff Promozione A2F, Trento mette il primo tassello nella serie

    Playoff Promozione A2F, Trento mette il primo tassello nella serie

    [di Emanuela Macrì – foto Riccardo Giuliani per Get Sport Media] Tempo di finale, anche di stagione. Sul campo della serie A2 femminile si affrontano, al meglio dei tre incontri, le formazioni dell’Itas Trentino e della Valsabbina Millenium Brescia. Atto primo a Trento in una BLM Group Arena di fuoco con le padrone di casa mettere un’ipoteca sulla serie e intravvedere la massima serie. Senza certezza alcuna: mercoledì sarà tempo di gara2 e Brescia, di certo, non farà sconti.

    Itas Trentino – Valsabbina Millenium Brescia 3-1 (21-25; 25-17; 25-16; 25-18)

    Photogallery di Riccardo Giuliani per Get Sport Media QUI

    PRIMO SET – Brescia avvio diesel

    Primo pallone a terra di Carly Dehoog e padrone di casa subito avanti (4-1) con il murone Silvia Fondriest (7-3) ma Brescia accorcia le distanze con un ace di Claudia Consoli e un errore in attacco di Fondriest, riportando la situazione in equilibrio (7-7). Fino al muro Alice Pamio (16-19) e il time out chiesto da Trento che non si rivela utile a fermare la fuga delle ospiti. A loro la prima frazione per 21-25.

    SECONDO SET – Dominio trentino

    Le ragazze di Beltrami partono bene (2-3) ma poi Chiara Mason in attacco (8-7) e l’ace di Fondriest (9-7) aprono la cavalcata delle padrone di casa che passano per il 16-10, ancora di Fondriest, per chiudere un set con poca storia (25-17) segnato da un vantaggio massimo di 9 punti.

    TERZO SET – Padrone di casa e del campo

    Brescia si ripropone con un buon avvio (3-4) contrassegnato d auna serie di scambi lunghi e palloni che non vogliono toccar terra. Ma poi l’ace di Pamio (3-6) fa suonare l’allarme sulla panchina di Stefano Saia. Al rientro in campo prima un errore di Lea Cvetnic poi un pallone di Josephine Obossa che passa all’esterno dell’asticella rimette tutto in discussione (6-6), anzi segna un break per Trento (10-6) e il time out chiesto da Beltrami. I muri di Moretto 13-7  e 16-10 sembrano scrivere la fine di un set chiuso 25-16.

    QUARTO SET – Festa Trento

    Avvio con il buon turno al servizio di Moretto – meritato premio MVP –  ma Brescia non molla e con Obossa (4-5) prova a invertire la rotta le ragazze di Saia sono sempre lì a mantenere i conti in parità fino al 10-9 di Asia Bonelli che si rivela il biglietto di sola andata dell’intero match. Nonostante la tenuta in difesa di Brescia, che ì non smette di crederci ma nulla può e deve lasciare vittoria e pallino del vantaggio nella serie a Trento che chiude il set sul 25-18.