-Ho incominciato per gioco, al mare: sulla sabbia con mio padre! E fu così che a 13 anni decisi di giocare a pallavolo, cambiando totalmente da quello che stavo facendo sino allora; facevo danza classica…
E dopo non è più stato un gioco…
-…infatti, ero tutta tranquilla, poi mi hanno detto “ma sei bravina , però: ce la puoi fare”; e così ora è la mia vita!
Ricorderai le tue squadre, dall'inizio a oggi…
-E' semplice: ho sempre giocato nell'Anderlini di Modena, che negli ultimi due anni ha trasferite le attività a Sassuolo.
Grande società dalle altrettanti grandi tradizioni…soprattutto a livello giovanile.
-A livello giovanile mi ha dato tanto, se sono quella che sono adesso il merito è tutto della società Anderlini. Poi da sola mi ha data la possibilità di alzare il mio livello qualitativo con gli allenamenti al fianco delle giocatrici di Serie A.
E oltre a te a Sassuolo sono uscite e stanno uscendo giocatrici come Tenza, Gennari…e poi ricordale tu.
-In particolare Giulia Saguatti, Giulia Montanari, il secondo libero, e altre piccoline del '93 di quest'anno, che tra l'altro -alcune di loro- sono in Nazionale…
Hai già vissute alcune emozioni, sia a livello di clubs che con la maglia azzurra…Cosa si prova a vincere un Campionato Europeo per nazioni?
-Ho vissuto delle emozioni indescrivibili. Solo a pensare che alla mia prima convocazione in azzurro, vinco l'Europeo, è una cosa che non riesco a spiegare. A pensarci ancora adesso mi viene da piangere, è stato tutto perfetto, nonostante ci dessero contro. Siamo state in ballo finoall'ultimo, poi arriviamo a Foligno, giocavamo in casa…E' stata una gioia immensa! Ho ancora la medaglia appesa in camera…
Ma quest'anno c'è un altro azzurro importante: quello di Forlì? Sinceramente, come ti aspettavi l'ambiente, specie la squadra?
-E' una cosa completamente diversa; venivo da tanti anni nelle giovanili, dove l'ambiente è sicuramente protetto. Qui, invece dovevo cavarmela da sola, devi diventare grande subito, nonostante abbia giocato poco e abbia avuto pochi spazi, mi è servito tanto; poi il carattere mi aiutato. Ovviamente allenandomi con ragazze più grandi e più forti rispetto alla mia età, mi ha aiutato a crescere. E' comunque un'esperienza che rifarei.
Sei comunque al fianco di grandi atlete, cosa dici di loro?
-Da ognuno ho preso qualcosa, in particolare dalla Ballarini perché giochiamo nello stesso ruolo. Ho imparato tanto da lei, è una che non molla niente, si butta su tutti i palloni, ci crede un sacco, è carica. Ho imparato un sacco da lei; poi, comunque, a guardarle viene naturale prendere qualcosa da ognuna e ti aiuta a formare quello che poi diventa il tuo carattere e il tuo modo di giocare. Non sto a dire chi gioca meglio o chi peggio, è normale che in un gruppo di dodici persone ci sia chi fa fatica e chi meno, però sono state tutte ottime compagne di squadra.
Parlavi del carattere, e chi ti conosce, e personalmente per il poco che ne so di te, sei una persona solare ed espansiva…E con una certa determinatezza…
-Sì, anche se sono stata un po' criticata per questo…
Ma nooo…un bel carattere non si può criticare, reprimere…E' importante anche per comunicare…
-…avendo un carattere molto sicuro, poi hanno capito che io sono fatta così, e alla fine hanno apprezzata questa mia caratteristica. Alla fine è stato un bene…
Due parole sul torneo terminato da poco, almeno per voi (nda: l'intervista è stata effettuata alla vigilia di Pasqua, e dopo la sconfitta dell'Icot Forlì in casa dell'Europea '92 Milano)…
-Un campionato strano, con molti alti e bassi: con squadre deboli che vincevano e magari battevano squadre più forti, a loro volta che faticavano…La Serie A2 è strana, pensavo che fosse come la A2, con le squadre più forti subito a staccarsi in classifica; invece in A2 vale tutto! Ma è giusto così per noi giovani: non c'è la velocità di palla che c'è in A1, però bisogna mantenere alta la concentrazione e gli occhi sempre bene aperti.
Che obiettivi ti sei fissata?
-Intanto sono stata convocata in Nazionale juniores per il 18 maggio, quindi guardiamo lì! Poi…vediamo; per l'anno prossimo ancora non so niente, non ho ancora parlato con nessuna società, e poi c'è anche la scuola da finire.
Sai chi avrai come compagna in azzurro?
-No, mi sento con quelle che erano con me in Umbria, ma più per le nostre storie di ragazzine che per altro. Sarà una sorpresa anche per me!
Siamo ai saluti finali…
-L'oro dell'Europeo lo dedico a mio nonno, che non c'è stato all'Europeo, ma per poco. E' suo, era il mio primo tifoso…
…E chissà che questa immagine (tratta dallo spazio "facebook" di Rastelli) possa essere ciò che meglio ti rappresenta per un futuro ancora più dorato da dedicare ai tuoicari…IN BOCCA AL LUPO, Giulia!
Oramai è diventata una consuetudine per “edonet2”: da quando il sottoscritto è in rete, e da quando le babies azzurrine continuano a vincere in Europa, è quasi d'obbligo “interrogare” le protagoniste delle varie vittorie; è successo così due stagioni orsono, avviene la stessa cosa per questa stagione con Giulia Rastelli (nata a Mirandola, in provincia di Modena, l'1 marzo 1990), il libero dell'Icot Forlì protagonista di questa chiacchierata.
A cura di Edonet – (Foto facebook di Giulia).
