Home / Notizie / Francesca Ferretti:” A Pesaro sono la vera Francesca”

Francesca Ferretti:” A Pesaro sono la vera Francesca”

“Il mio primo contatto con Francesca risale al 2004..Con la nazionale brasiliana ci trovavamo a Courmayuer per un torneo dove era presente anche l’ Italia…Appena ci scontrammo sul taraflex Ferretti richiamò subito la mia attenzione…Mi piaceva come gestiva il gioco, come si comportava e si muoveva, mi rimase subito impressa..Lei ha un enorme talento, non è alta però è precisa…Conosce bene i fondamentali e li esegue, è molto concentrata, desidera diventare forte…In ogni partita e in ogni singolo allenamento impara qualcosa da aggiungere al suo bagaglio…Devi essere un computer per cambiare da un giorno all’ altro la maniera di giocare, a seconda delle compagne. Questo vuol dire essere versatile, altra caratteristica chiave che le appartiene. Possiede tutti i tipi di battuta, sa difendere, si mette bene in posizione, è veloce di gambe. Non è pigra, è sempre disponibile e si distingue per la velocità: ha uno sguardo veloce, si sposta rapidamente. E’ una palleggiatrice moderna, ha un bel temperamento. Spero diventi veramente forte“….

[Ze Roberto, dal libro Un angelo biondo – Francy Ferretti] – [Foto Elena Monticelli-Francy]

VV – Francy, allora un commento post gara 1 contro Novara…
Francy Ferretti – Non  era una partita per niente facile, Novara nonostante la stagione non brillante è sempre una gran squadra e giocava anche senza tante pressioni ..quindi..non mi fidavo assolutamente..Noi siamo scese in campo molto determinate e abbiamo dimostrato di essere squadra, di essere sempre unite anche dopo i momenti difficili..Abbiamo giocato bene con muro-difesa, che era un po la cosa che ci stava funzionando male, abbiamo giocato una pallavolo veloce come ci caratterizza anche se dopo il cambo di allenatore abbiamo rallentato un pò per esigenze tecniche..Quindi tutto sommato mi ritengo soddisfatta, vincere gara 1 e’stato molto importante.
VV – Stagione difficile per la Scavolini..Come avete ritrovato gli stimoli?
FF – Se dobbiamo essere positivi guardo la classifica e vedo che siamo arrivate prime per la quarta volta di fila..Abbiamo perso Coppa Italia e Champions questo e’ vero, ma si sa che azzeccare la stagione perfetta e’ difficile; poi noi abbiamo avuto tanti altri problemi extra che hanno condizionato tante situazioni e noi siamo state bravissime a non lasciar trasparire niente e lavare i panni in casa…Gli stimoli si creano giorno dopo giorno anche quando tutto sembra perduto..Gli stimoli ci vengono guardando la classifica e vedendo il nostro nome in cima alla lista..Poi ci sono anche gli avversari…Lo sport insegna  a soffrire, ma anche a rialzarsi..
VV – Un passo indietro..Avete cambiato centrale e banda: quanto ci è voluto per ritrovare gli automatismi tra ricezione e attacco?
FF – La società ha fatto una politica di ringiovanimento e sapeva che ci sarebbe voluto del tempo per amalgamare la squadra..Abbiamo perso due giocatrici importanti specialmente a muro e in difesa/ricezione, ma Garzaro era con noi anche gli altri anni e l’ intesa con lei  c’ era già. Fare la titolare non è come stare in panchina e entrare ogni tanto.. Secondo me le mancava solo il gioco, il giocare tanto e fare esperienza,  ha fatto vedere della buonissime cose fin qui, l’ attacco e’ un suo punto forte….Stesso discorso per Senna che si è ritrovata in una squadra per vincere ma da titolare, ma l’ affiatamente lo abbiamo trovato quasi subito io e lei, è una che non si tira mai indietro, che sa i suoi limiti  e ci vuole sempre lavorare sopra per migliorare…
VV – Parliamo di te come alzatrice: sei arrivata a Pesaro “quasi” una scommessa, con Ze Roberto che ti ha fortemente voluta. Cosa ricordi del periodo con lui?
FF – Devo solo dire grazie a Pesaro, qui ho trovato il mio ambiente ideale, quello che stavo cercando e non avevo ancora trovato..Ricordo anche la telefonata di Ze Roberto che mi disse appena risposi “Allora vuoi venire o no a giocare a Pesaro???” E io credevo ad uno scherzo!!! Appena arrivata qui già sentivo che c’ era un qualcosa di diverso, che ero un altra Francesca, finalmente la vera Francesca, quella che non  era ancora riuscita ad esprimersi e infatti è avvenuto tutto in modo naturale….Gia dalla prima partita ho sentito tanta fiducia in me, qui mi consideravano forte.. Chi mi veniva a vedere mi diceva che sembravo un’ altra e io dicevo “quella vera”.Dove si sta bene è molto più facile esprimersi, almeno per me..Ze mi ha insegnato tanto, se potessi firmare un decennale con lui come allenatore lo farei  ad occhi chiusi..E’ uno che con i palleggiatori lavora tanto, ti dice anche come mettere il mignolo!! Ma dopo lo fai e vedi che la palla fa davvero quello che vuoi..incredibile! Ha avuto tanta stima in me e io in lui ne ho altrettanta..Mi parlava molto ma più che altro era un confronto aperto..Un praparare le partite insieme..
VV – A Pesaro la svolta per la tua carriera, ha vinto quasi tutto. Analizza i primi 2 anni di palleggio. In cosa sei cresciuta il primo anno, in cosa il secondo.
FF – Sono stati due anni magnifici, in modo differente.. Il primo dove ho capito che potevo davvero arrivare da qualche parte. Ho iniziato a giocare alla brasiliana grazie ad Angelo, quindi sono migliorata tanto nel gioco veloce, ho imparato mille schemi nuovi a me sconosciuti, ma piu di tutto credo che la cosa più grande che ho imparato sia stata l’ avere fiducia nei miei mezzi e sicurezza in campo..E il trasmettere sicurezza..
Il secondo anno ero già un pò piu”matura”se così si puo dire e credo di essere migliorata nell’ aspetto tattico della gara..
VV – Hai passato momenti in cui sei scesa “all’ inferno” per poi toccare il paradiso. Tornassi indietro vorresti che alcune cose non fossero successe oppure le terresti tutte come esperienze?
FF – Forse se non fossi scesa all’ inferno non avrei toccato il paradiso! Quindi dico….no!!! Anche se e’ chiaro che a pensarci avrei voluto vincere Coppa Italia 2008 e Champions’ 2009…Ma noi, da quelle brutte sconfitte, ci siamo sempre piu’ unite e siamo risalite sempre più convinte di poter vincere lo scudetto..Quindi credo che se avessimo vinto quelle cose forse gli scudetti non sarebbero arrivati…Mi ripeto: è’ lo sport, che insegna a soffrire..ma anche come rialzarsi..
VV – Che tipo di alzatrice pensi di essere?
FF – Credo di trasmettere tranqullità alla mie compagne, difficilmente mi arrabbio o comunque non lo do a vedere per non trasmettere nervosismo alla squadra..Non sono brava a giudicarmi..Credo che il mio punto più forte sia il gioco veloce con le bande, ma mi piace che siano gli altri  a giudicare il tipo di alzatrice che sono, anche perchè si sentono sempre versioni diverse!
VV – Non ti ha mai spaventato il senso di responsabilità che deve avere un alzatore? Il fatto di dover essere sempre lucido?
FF – E’ spaventoso il solo fatto di pensarci…eheh…Ma con l’esperienza si impara a pensarci meno e poi e’ bello quando tutte si prendono le proprie responsabilità, ovvero aggiustare l’ alzata brutta senza avere già un alibi, come io devo aggiustare le ricezioni non perfette ecc ecc..cosi si crea la SQUADRA..Poi ovvio che cerco sempre il modo di essere il meno prevedibile possibile e cercare di fare la scelta giusta nei momenti caldi..Quando si vince e’ merito di tutti e quando si perde colpa di tutti..
VV – Come descriveresti la tua vita di pallavolista, il campionato italiano, Pesaro in tutti i suoi fattori (società, squadra, tifo)..
FF – La mia vita è molto tranquilla, durante la stagione è incentrata principalmente sulla pallavolo..Qui a Pesaro siamo un bel gruppo  e in questi anni siamo uscite spesso insieme..Con i tifosi il rapporto e’ ottimo, loro ci viziano spesso con banchetti tipo rinfreschi sia per celebrare delle vittorie ma anche delle sconfitte, per farci sentire il loro calore, che non ci sono solo nel bene. Questo e’ davvero unico! Sono delle persone eccezionali! La societa’ e’ molto buona, ci e’ sempre vicino..Per esempio Sandro(Sardella) penso non sia quansi mai mancato ad una trasferta di Champions’ e tute le sere passa dal palazzetto e guarda un pò di allenamento (da notare lui ha una sua attività, famiglia, nipoti ecc…). Ma come lui anche tutti gli altri fanno di tutto per essere presenti, Sse hai bisogno di qualcosa c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarti. Poi e’ una societa “giovane” e sicuro col tempo diventera ancora piu grande.
VV – Hai girato molti paesi straniere, in quale vivresti, quale ti ha colpito di più?
FF – Senza pensarci un attimo dico Brasile! Mi ha colpito molto il loro spirito, il modo di vivere, di approcciarsi alle cose, alla vita, a tutto..Non nascondo che un anno là lo farei volentieri. MI piacciono anche la Spagna…e..l’ Aamerica. Mi ritrovo in molte loro cose..Insomma un bel mix di questi tre paesi non sarebbe male..
VV – Raccontaci qualche episodio divertente legato alla pallavolo..
FF – Mmm….Due anni fa prima di gara 1 di finale scudetto la mattina dell’ allenamento Angelo arriva, ci guarda, passano dieci minuti..Poi ci fa: ok ho capito stamattina è meglio non fare allenamento, andiamo tutte in spiaggia!! E siamo andate a fare una passeggiata in spiaggia..Poi qualcuno anche a mangiare il pesce sul lungo mare! Tutto prima della finale scudetto…
VV – I rapporti negli spogliatoi: la sincerità prima di tutto o ci vuole anche diplomazia?Sia con le compagne che con il ct..
FF – Io sono dell’ avviso che un pò di diplomazia non faccia mai male, specialmente tra donne….Poi più cresci più impari a dire la verita’ anche con piu’ tatto..Con il ct secondo me dipende dal rapporto che hai con lui.Per esempio noi a Pesaro con Angelo avevamo un rapporto talmente stretto che ci si parlava come ad un amic, ma è una cosa anomala che succede da poche parti, quindi credo che con l’allenatore sia più giusto avere un po di diplomazia.

VV – La palla che scotta, la palla che può far vincere la partita più importante, a chi la daresti?
FF – Costagrande…e…Mi e’ sempre piacciuta molto Paula Pequenho..
VV – Parlaci un pò della filosofia brasiliana che vi hanno trasmesso..
FF – Beh l’ hanno vista un pò tutti direi..Nel gioco e’ quella della palla sempre spinta, indipendentemente dalla posizione in cui sei in campo, giocare a schemi, fare un pò di “casino” e sorridere sempre, divertirsi..Fuori dal campo e’ una filosofia che non per tutti puo essere facile, come l’ essere amico di tutti..Fare sempre buon viso a cattivo gioco…E poi godersi anche il solo saluto, abbraccio o un piccolo gesto delle persone, cose per loro fondamentali.
VV – Cosa hai imparato dalla pallavolo e dal tuo ruolo?
FF – Il sacrificio prima di tutto, poi che il lavoro paga…Ho imparato a non mollare mai e ad assumermi le mie responsabilità, ma ho anche imparato quanto e’ fondamentale per me il rapporto con le persone. Nel nostro sport sei costantemnte a contatto con persone e sei tu che ti cerchi quelle con le quali condivdere i tuoi momenti..Ho imparato poi a crescere piu in fretta..
VV – Lo sport è sacrificio. Il gioco vale la candela? Forse al giorno d’oggi i ragazzini associano lo sport al diventare famosi, ma poco all’ impegno, al sudore, al sacrificio, alle rinunce…
FF – Sicuro, non è piu come una volta..Io a 11 anni non vedevo l’ ora di andare in palestra. Quando finiva l’ allenamento mi ricordo che io e le mie compagne eravamo tristi, la pallavolo ci aveva completamente prese.. Mio papà allena una squadra di ragazze U18 e U16  e ogni giorno riceve almeno tre o quattro messaggi di ragazze che non vanno in palestra inventando varie scuse..Per loro è piu un passatempo, se riesco ci vado, se no ok..Ma nn mi sento di dar loro tutta la colpa, a volte sono i progetti che non sono giusti, sono poco stimolanti. Ci sono poche idee..spero che qualcosa possa cambiare…
VV – Francy e vita privata: famiglia a fine carriera o come intermezzo e poi riprendere?
FF – Bella domanda…Ora come ora risponderei famiglia come intermezzo per poi riprendere, ma non sono cose che si programmano queste e non ho ancora le idee ben chiare. Di sicuro so che adoro i bimbi e nno vedo l’ ora di averne uno. Ho un grande spirito materno..
VV – Hai fatto tante interviste, hai raccontato tante cose di te come sportiva e come persona. C’è qualcosa che da fuori non vedono di te e che vorresti far presente? C’è qualcosa che vorresti dire?
FF – Penso che chi mi conosce e mi stima ha capito davvero che persona sono, molto semplice, alla mano…Se a volte ho dato qualche impressione sbagliata ci può stare perchè in campo un pò ci trasformiamo….
Il mondo della pallavolo e’ un ambiente che a volte può ferirci, ma anche darci grandi gioie..Io sino ad ora non ho rimpianti di alcun tipo. E’ tutta esperienza che mi porterò dietro..

Un commento

Lascia un commento