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Enrica Merlo:”Grazie alla mia famiglia e alla fortuna”

[Foto Elena Monticelli] Enrica Merlo, padovana, classe 1988, libero della Foppapedretti Bergamo: terza stagione in rossoblu incorniciata dalla vittoria di IECL, esperienze azzurre nella nazionale seniores, Universiadi 2007 e in particolare Universiadi 2009 in Serbia dove la squadra ha vinto l’ oro. Il giovane libero traccia un bilancio della stagione, ci parla dei progetti estivi e “lancia” un grazie alla famiglia e alla fortuna, che da giovane rivelazione l’ha portata ad essere libero titolare in una delle squadre più titolate d’ Italia e nell’ ambito internazionale.

VV – Bilancio della stagione.
Enrica Merlo – Diciamo che alcuni obiettivi non sono stati marcati, ma un obiettivo è stato riconfermato, la Coppa Campioni. Certo vincere lo scudetto è il sogno di chiunque, della società, mio (soprattutto). Entrare in campo e vincere il campionato è una grande soddisfazione. Rimane quindi non un rimpianto, perchè penso che ognuna di noi abbia dato il massimo, ma il dispiacere si.
VV – Cosa pensa una giocatrice, quando in una gara importantissima si fa male e sa che non può dare più il suo contributo?
EM – Guarda, da fuori speravo di riuscire ad entrare, anche se sapevo che non era possibile perchè la condizione fisica del momento non me lo permetteva. Non è stata una bella sensazione, anche se vedere la partita da fuori non mi faceva rendere conto della situazione in cui ero e in cui era la squadra.
VV – Secondo anno da libero titolare. Confrontiamo le due stagioni: c’è stata una consapevolezza diversa?
EM – Brava, hai detto la parola giusta. Quest’anno c’è stata una maggiore consapevolezza di quello che faccio e di quello che è il mio ruolo. Lo scorso anno cercavo di nascondere un pò un atteggiamento di paura, perchè effettivamente ero al primo anno da libero in una società come quella di Bergamo con giocatrici di un certo livello che solo qualche anno fa vedevo alla televisione, per me era una sorta si sogno. Quest’anno conoscendo di più le mie compagne dal punto di vista personale e caratteriale, si è creata maggior complicità, quella complicità che si crea nel tempo e con l’ esperienza di anno in anno. Ci vuole tempo per le cose, c’è un ciclo di materità in atto e mi auguro vada avanti.
VV – Cosa significa essere il libero della Foppapedretti (intesa come società vincente, con tutto il rispetto per le altre big, ndr) Quando te l’ hanno detto come ti sei sentita?
EM – In un primo momento non focalizzi la cosa, sono dei treni che passano una volta sola e se vado a ripensare al passato di questa società, vedo una società che ha storia, quindi vedere il mio nome in questa squadra non mi sembra neanche vero. E sono sicura che tra qualche anno rileggendo il mio nome nella squadra mi dirò ” C’ero anche io”.
VV – Un passo indietro. Cosa hai portato dalla nazionale al club come esperienza ?
EM – Sicuramente la nazionale nella scorsa estate mi ha aiutato molto tecnicamente, oltre che a tenermi in forma ed affrontare un campionato così lungo. Se hai delle basi già pronte si è a metà dell’opera. Adesso non so ancora nulla della nazionale – ricordiamo che comunque i collegiali saranno allargati, ndr – Si saremo in tante credo. Ora ci sarà un pò di stop per il discorso del ginocchio perchè dovrò fare altri piccoli interventi.
VV – Vacanze..
EM – Mare, mare, mare. Ero partita per visitare qualche città all’ estero, però poi no..mare..
VV – Torni a casa..
EM – Si torno a casa dalla mia famiglia, da mia sorella, ho tantissima voglia di tornare anche se aspetterò ancora qualche giorno.
VV – Enrica Merlo: hai tanti fans, sei cercata. Contano le pubblic relations insomma..
EM – Si, diciamo che con la gente che conosco e che sono tifosi della Foppa o miei, cerco di comportarmi come farei nel momento in cui conosco persone nuove. Cerco anche di confrontarmi e dire quello che penso, come quando sei a cena con qualcuno. E’ qualcosa che mi piace fare, non la sento come “obbligo”, mi viene spontaneo, mi piace parlare con le persone. Diciamo che socializzo molto.
VV – Un grazie a…
EM – Soprattutto ai miei genitori. Se non avessero avuto tutta la pazienza di stare dietro al mio sogno, fare sacrifici e accompagnarmi dappertutto, magari la mia vita si sarebbe svolta in altro modo. Un grazie alla fortuna, certo, perchè ci vuole anche quello. Trovarsi nel posto giusto al momento giusto e prendere il treno giusto quando passa..

2 Commenti

  • grande kikka un grosso in bocca al lupo di pronta guarigione ……….ti vogliamo più in forma che maiiiiii…………………………GRANDEEEEEEEEEEEEEEEE

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