Intervista finale con Davide Mazzanti, allenatore della Norda Foppapedretti campione d’ Italia: cosa ha vissuto la squadra, il rapporto con “le critiche”, la gioia finale….
Foto  Matteo Quaglia e Fabio Cucchetti
Vivovolley: Primo scudetto…Obiettivo più grande raggiunto..
Davide Mazzanti: Che dire..Abbiamo lavorato bene quest’anno. Intendo dire che la pallavolo non è stato quasi mai un problema, l’ unica cosa che abbiamo combattuto è il clima che c’era in allenamento perchè non sempre riuscivamo a mantenere quel ritmo che è stato il più grosso limite che ci ha accompagnato quest’anno. Poi non so cosa è successo di preciso, l’ abbiamo sempre combattuto ma mai cambiato, ma in maniera direi magica quando abbiamo fatto il primo allenamento per la finale scudetto, ho sentito un clima diverso e ho capito un pò di cose su cosa crea il clima in allenamento. La Finale scudetto ti dà un clima diverso e noi l’abbiamo sfruttato e abbiamo colmato l’ ultima lacuna che ci mancava. Questo non vuol dire che il nostro ritmo è stato sempre lo stesso, però abbiamo acquistato quella capacità di essere squadra che ci era mancata negli appuntamenti dove dovevamo fare risultato, a cominciare dalla Coppa Italia, anche se non era solo quello, perchè ci sono state molte cose – parlo della pallavolo – che sono migliorate come la battuta e la qualità del nostro attacco; abbiamo poi ripreso a fare bene muro e difesa perchè abbiamo fatto una prima parte di stagione molto bene, poi c’eravamo persi soprattutto nel periodo in cui ci siamo allenati un pò meno per via dei numerosi impegni, poi con il gioco abbiamo recuperato ordine e la convinzione per vincere.
VV: Nella prima intervista fatta con te abbiamo parlato di etichette: tutte quelle che volevate eliminare sono sparite?
DM: Tantissime le abbiamo tolte, però è una cosa che va allenata ogni giorno, è un attimo a ritirarle fuori. Adesso siamo tutti eroi ma se gara 5 fosse andata in un altro modo rispunterebbero fuori e non penso che una gara debba cambiare la convinzione su noi stessi, magari cambia la storia ma non può cambiare la percezione che le ragazze hanno di loro stesse. La vittoria è determinate in questo, ma secondo me l’ etichetta va combattuta ogni giorno come noi abbiamo combattuto le cose che non ci piacevano, forse è stata la nostra forza: dentro non ci rendevamo conto quando lo vivevamo, perchè quando affronti un momento di difficoltà pensi che il risultato non arrivi, ma forse aver combattuto dentro lo spogliatoio ciò che non ci piaceva alla fine ci ha dato quella forza per essere squadra nel momento giusto. Credo che nessuno si aspettasse una finale così, con noi che mettevamo in diffcioltà Villa nella serie, anche perchè persa la Coppa Italia tutti pensavano che se non vincevamo la partita secca con Villa tantomeno avremmo vinto nella serie lunga. Però poi abbiamo tolto quel concetto perdente che per vincere contro Villa dovevano essere perfetti, quello era secondo me il modo per farsi rullare da Villa. Invece è il contrario, con loro devi rischiare tanto, se c’è qualche errore non è un problema, invece spesso quando loro prendevano il ritmo e noi inziavamo a sbagliare nasceva una sorta di disperazione in campo che faceva calare ancora di più il rendimento della squadra. Invece la nostra forza è stata vedere che il nostro ritmo poteva a volte essere superiore con Villa che subiva questo, le ragazze sono state brave a mantenerlo e /o a recuperarlo. Dopo i 3 set persi in gara 4 e in gara 5 dopo il primo parziale iniziato non bene molti pensavano che sarebbe andata a finire come in gara 4. L’ unica cosa che è cambiata è stato il modo di interpretare le gare e mi ci metto io per primo: ho vissuto le ultime due gare in modo incredibile, soprattutto in gara 4, non una vigilia ma una veglia, non ho dormito 1 minuto e non pensavo ad altro che a come sarebbe stato vincere lo scudetto con una fatica incredibile a non pensare al dopo e rimanere in partita. Forse questo il nostro limite, ammetto il mio, non so se è stato così anche per le ragazze. Alla fine ci siamo guardati e appena caduta l’ ultima palla in gara 4 mi sono messo a pensare a cosa avremmo dovuto fare per vincere gara 5 e mi è venuto così naturale, ero così tanto dentro la partita che quando Francesca ha messo a terra l’ultima palla non ho esultato, ci ho messo 2 minuti per capire che era vero e che avevamo vinto lo scudetto e a pensarci mi viene ancora la pelle d’oca. Mi ha fatto capire un pò di cose, ed è stato bello nel momento più difficile tirare fuori il meglio da tutti noi, dalle ragazze: so che loro hanno queste capacità , l’ ho sempre riconosciuto a persone come Leo, Francy e Valentina, loro tirano fuori il meglio nel momento di difficoltà , ma il meglio di sè l’ ho visto in tante altre, una su tutte Vasileva, che veniva da un momento difficilissimo per lei, perchè non riusciva ad attaccare come voleva lei e faceva fatica in allenamento. Io mi immagino cosa vuol dire per una ragazza giovane perdere il suo punto di forza, quindi quello che ha fatto nella finale è ancora più straordinario perchè alcune cose le ha fatte meglio che in allenamento o altre non le ho mai visto fare: ad es. la quick in una situazione in cui le spesso la sbagliava l’ ha messa davanti ai piedi della Cardullo, a muro le ho chiesto di stare attenta con il piano di rimbalzo ed è stata bravissima e ne ha messo a segno uno fondamentale su Aguero. Quello che mi ha impressionato della mia squadra è stata la capacità , una volta di più, di mettere tutto il talento nel momento più difficile e questo è un bel pregio per le atlete che ho.
VV: Come si affronta il rapporto con la stampa? Non è facile fare l’allenatore, arrivano le critiche, come si convive?. Per es. io stessa ho “criticato” la nostra battuta, tu stesso ad inizio anno hai parlato di lavorare sulla battuta, ma la battuta non ha spinto come doveva fino ad un certo punto..
DM: Penso che le cose abbiano bisogno di tempo se uno non ha una certa caratteristica. Ti dico una cosa di più, non mi aspettavo che la battuta arrivasse così…Ad un certo punto anche io in battuta avevo tirato i remi in barca, perchè andava bene il muro-difesa, poi ho giocato contro Villa e mi sono detto “No, non basta, anche se muriamo bene ma a questi mettiamo lì la palla così, ci rullano”..Ho inventato più esercizi quest’anno che in tutta la mia vita, perchè cercavo il modo di stimolarle, poi abbiam trovato il modo, qualcuna si è presa più responsabilità , tipo Francesca; la battuta di Serena l’abbiamo trovata per caso perchè dovevamo correggere una cosa tecnica sul polso, invece lei si è trovata bene e ha sempre battuto in salto benissimo. La battuta ha avuto un percorso lento che alla fine a pagato e non mi aspettavo che arrivasse ad un livello alto. Noi avevamo scelto di avere una battuta forte, non arrivava, fino a che un giorno è arrivata..
Ma il rapporto con la stampa? Ne sono arrivate di critiche..Un pò è il mestiere dei giornalisti, un pò ci sta pungere un pò..
DM: La società mi ha tutelato molto in questo. Ho letto veramento poco, ho guardato in casa nostra senza ascoltare troppo. A volte qualcosa si è arrivato, ma non mi è dispiaciuto mai il fatto che criticassero le mie scelte, perchè chi mi criticava non aveva mai parlato con me e uno spesso parla senza sapere le cose. E’ impossibilie guardando una partita capire cosa è il problema di base, visto che noi tante cose non le abbiamo mai dette. Su di me non ha pesato più di tanto perchè sapevo a fronte di certe scelte avevo dei motivi. La cosa che mi è spiaciuto è che le scelte andavano a criticare le giocatrici e questa cosa mi ha dato fastidio: per es. Noemi è stata messa in discussione solo quando abbiam perso. E’ solo la vittoria o la sconfitta che determina il valore di una scelta. Noemi è entrata in Coppa Italia, tutto bene perchè abbiamo vinto, io grande stratega, lei bravissima. Rientra in altre situazioni dove noi perdiamo, io sono un mentecatto e su di lei arrivano critiche. Io mi rendo conto di avere grandi campioni in squadra, però a volte anche loro in certi momenti non ci sono. Io non devo guardare la mia squadra perdere, per es. in gara 3 ho lasciato Noemi in campo perchè i laterali non attaccavano bene e con lei han fatto qualcosa di più, considerando poi che non ricevendo benissimo si doveva correre: Leo con la palla in mano è quella di un anno fa, con la palla alta ha ancora qualche problema e quindi quando si correva preferivo giocare con la Noe, perchè mi dava più qualità in quella situazione di gioco. Poi quando perdi hai sempre il dubbio sul fatto di aver fatto la scelta giusta o sbagliata, in gara 2 mi sono detto ho cambiato troppo, in gara 4 forse poco, ma se ho fatto qualche errore, li commettiamo tutti, si spera di non pagarlo troppo caro.
VV: L’ ultimo punto..una liberazione per tutti..C’era il peso di dover vincere…Ma lo scudetto è arrivato..
DM: La cosa che mi sarebbe pesata di più quest’anno era quella di non vedere nulla di mio appeso al Pala Norda. Era la mia paura. Sono stato bravo a non farmi condizionare in gara 5 da tutto questo peso e per il resto, quando è caduta l’ ultima palla, mi sono sentito in pace con tutti coloro che tifavano per me. Sentivo proprio la sensazione di aver fatto felici tante persone che aspettavano qualcosa da tanto.



