Se vogliamo parlare di atlete giovani, ma con un grande e roseo futuro davanti nel mondo del volley non possiamo non parlare di Marina Zambelli, campionessa d’ Italia con la Foppapedretti Bergamo e capitana della nazionale azzurra alle Universiadi di questa estate in Cina. Miglior Muro Europei Juniores 2008, Â Miglior Giocatrice Girl League 2008, centrale dotata di una buona fast, gran fiuto a muro, voglia di emergere: un bel biglietto da visita per Santa Croce, la nuova squadra di Marina, scelta per giocare e dimostrare tutto il suo talento.
(Foto Cucchetti, Cev, Marina Zambelli)Â
VV – Marina, parlaci delle Universiadi.
Marina Zambelli – Partecipare alle Universiadi è un esperienza che auguro a tutti i giovani atleti perchè, al di là del risultato, ti dà l’ opportunità di conoscere un mondo tutto diverso da quello a cui siamo abituati. Sei a contatto con ragazzi di paesi diversi e che praticano sport diversi! Hai la possibilità di vedere come si allena una ginnasta piuttosto che un judoca, tutti hanno le loro tipologie di allenamenti e tutti diversi!! L’ ambiente è sempre festoso e giocoso, ogni giorno qualcuno festeggiava, spesso incontravamo gruppi di africani che cantavano per strada!! L’ ultima sera addirittura abbiam visto in piazza una folla di ragazzi rappresentanti tutte le nazioni che si scambiavano le magliette. Insomma è un’ esperienza che ti fa crescere sia personalmente che ovviamente come atleta indipendentemente dallo sport che si pratica.
VV – Marina che effetto ti ha fatto riassaporare la nazionale?
Marina – Un bellissimo effetto, anche se all’ inizio è stato un pò strano, sembrava proprio di essere tornate indietro nel tempo!
VV – Ti aspettavi la convocazione? Quando è arrivata che sensazioni hai avuto?
Marina – No, non me l’ aspettavo per niente. Sapevo che avrebbero richiamato le ragazze del mio gruppo juniores, ma non avendo trovato molto spazio in campo questi 2 anni non ero sicura di essere richiamata. Per questo motivo è stato ancora più bello vedere il mio nome tra quelli delle convocate.
VV – Passo indietro: il sapore dello scudetto?
Marina – Lo scudetto è stato un regalo bellissimo che ci siamo fatte! Un finale di stagione perfetto e una emozione grandissima!!
VV – Parlaci della tua esperienza a Bergamo..
Marina – Beh..Vincere una Champions’ League e uno scudetto in 2 anni credo che sia un’ esperienza unica e quasi irripetibile! In un ambiente in cui ormai mi sento come a casa e in cui ho avuto l’ occasione di giocare con persone fantastiche oltre che con le migliori giocatrici d’ Italia!! Mi è stata utile perciò sia come esperienza di vita che come esperienza di gioco!!
VV – Ti aspettavi di giocare di più, di essere chiamata più spesso in causa?
Marina – Mi aspettavo di dover imparare molto da tutte e di adattarmi sempre di più al livello altissimo..Credo di avercela fatta abbastanza bene e di aver contribuito alla riuscita dei risultati di Bergamo indipendentemente da quanto abbia avuto la possibilità di entrare direttamente in campo. Spero di mettere in pratica tutto il prossimo anno a Santa Croce.
VV – Centrale da attacco a 2. Hai mai voluto provare a giocare su attacco a 3?
Marina – Si si ci ho provato e anche giocato, non c’è moltissima differenza, attacchi i palloni dietro solo un giro al posto che 2.
VV – Il centrale ideale: la fast di…il muro di..il primo tempo di…
Marina – La fast di Simona Gioli, il muro di Maja Poljak e il primo tempo di Jenny Barazza.
VV – Il tuo carattere….
Marina – Eh..il mio carattere….E’ introverso e riservato, soprattutto quando inizio a conoscere una persona.
VV – Ci sono delle persone con cui hai legato di più in questi anni?
Marina – Si, c’ è sempre qualcuno con cui ci si trova meglio. In questi 2 anni ho legato molto con Caterina Fanzini e Serena Ortolani, ma comunque mi sono sempre trovata bene con tutte.
VV – Norme sulla limitazione delle giocatrici straniere: un bene o un male per il movimento pallavolistico italiano?
Marina – Per le ragazze italiane è assolutamente un bene se il limite delle straniere si abbassa, in quanto “obbliga” le squadre a far crescere le giocatrici italiane..
VV – Cosa c’è di bello nella pallavolo femminile? Cosa, invece, cambieresti?
Marina – Di bello c’ è che ci si conosce un pò tutti, tra giocatori, addetti ai lavori; poi il fatto che ogni partita fa storia a sè, non è mai scontata la vittoria per l’una o per l’ altra squadra. Toglierei la possibilità di iscriversi alle squadre che non pagano o non hanno la possibilità di pagare o di far passare un “buon anno” alle atlete.
VV – Qual è stato l’allenatore più importante?
Marina – Tutti gli allenatori sono stati importanti, tutti diversi e da ognuno di loro ho imparato qualcosa. Non me la sento di dire che uno è stato meglio degli altri, però ovviamente tutti hanno le loro preferenze ; – )
VV – Il tuo posto preferito a Bergamo?
Marina – Sicuramente le mura di città alta, sempre, di giorno, di sera, d’ estate e d’ inverno!
VV – Cosa ti ha insegnato lo sport?
Marina – Mi ha insegnato a essere indipendente e a relazionarmi al meglio con la gente.



