Alla prima stagione in Italia, Maret Grothues, schiacciatrice olandese della Cariparma SiGrade Parma, classe 1988, ha già dimostrato il suo valore, aiutando le gialloblu a rimanere agganciate al sogno play-off. Ci incontriamo al “PalaRaschi”, quasi all’ora di pranzo, in un “normale” giovedì, nella pausa tra i pesi in palestra e l’amichevole contro Casalmaggiore del pomeriggio, per una chiacchierata con una di quelle ragazze che, una volta incontrata, non si dimentica facilmente.
Partiamo da qui, da Parma. Come sei arrivata al Cariparma? Perchè hai scelto Parma come inizio della tua carriera in Italia?
L’estate scorsa ho deciso di andare a giocare all’estero, in una nazione che non fosse l’Olanda. Mi è sempre piaciuta tantissimo, l’Italia, tanto che fin da bambina ho detto ai miei genitori e ai miei fratelli che, “da grande”, avrei giocato a pallavolo in Italia. Parma era uno dei Club interessati a me, hanno insistito molto con il mio agente (e la cosa mi ha fatto molto piacere!) e alla fine ho deciso di venire qui. Quando devo scegliere dove andare a giocare, le mie sensazioni contano molto. E il mio “feeling” con Parma è stato buono fin da subito.
Quali sono le principali differenze che hai potuto riscontrare, in questi primi mesi, tra la Serie A Italiana e la DELA League olandese?
La Serie A italiana è molto più “professionistica”, ci sono molte persone sugli spalti a seguire le partite, mentre in Olanda non viene praticamente nessuno, c’è un interesse maggiore, attorno all’evento. Il livello di gioco è più alto, le squadre sono molto più forti, anche i metodi di allenamento sono diversi. C’è grande differenza tra il volley in Italia e in Olanda, almeno a livello di club.
Eppure tu hai giocato in un grande team, in Olanda…
Sì, è vero, ho giocato la Champions League con la mia squadra, e lì il livello era davvero alto; ma non posso dire la stessa cosa del campionato olandese.
Come hai cominciato a giocare a pallavolo?
Mah, quando avevo 8 anni praticavo ginnastica artistica, ero andata anche alle selezioni nazionali, ero anche parecchio brava! Poi tutte le mie amiche hanno cominciato a giocare a pallavolo e mi sono detta che dovevo farlo anch’io! Ho scoperto di essere brava anche in questo, anche qui ho superato tutte le selezioni e… eccoci qui!
Hai cominciato a giocare nella tua città natale?
Sì, ad Almelo (Olanda Orientale)
Qual è il tuo rapporto con la Nazionale? Hai preso parte alla World Cup 2010 (vincendo anche il premio come miglior battuta)…
Sì, e adesso abbiamo ancora l’opportunità di conquistare l’accesso alle Olimpiadi…giochiamo in Turchia ad inizio maggio…il girone è molto difficile (l’Olanda è nella Pool 2 con Polonia, Russia e Serbia), però abbiamo un nuovo coach e il nostro obiettivo è quello di provare a conquistare il pass olimpico. Quando avevo 16 anni, ho partecipato alle Olimpiadi giovanili qui in Italia, ed è stato splendido. Mi ricordo di aver pensato cosa dovesse essere avere l’opportunità di partecipare alle Olimpiadi “vere”…
Questo a fine stagione… Prima, con Parma, c’è da portare a termine il campionato. Qual è il vostro obiettivo?
Raggiungere i playoff. Senza dubbio. La squadra ha tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo. Sabato scorso abbiamo vinto contro Piacenza (che ha commesso qualche errore, è vero…)e dobbiamo continuare a credere in noi stesse perchè abbiamo la qualità e la possibilità di conquistare i playoff. Sabato prossimo giocheremo contro Bergamo…chissà, magari saranno stanche dopo la gara di stasera! (supercoppa italiana)
Parlando di te dal punto di vista più “personale”, com’è cambiata la tua vita venendo in Italia?
In Olanda studiavo, mentre adesso non mi è più possibile. Quindi, sono un pò più tranquilla! In generale, qui la vita è più tranquilla; all’inizio mi sono dovuta abituare ad un cambio di mentalità. Per esempio, con la Nazionale ero abituata ad allenarmi anche sei ore al giorno, qui invece posso prendermi anche del tempo per rilassarmi. Adesso è tutto ok. Mi piace molto Parma, la gente è molto gentile e mi dà buone sensazioni. Sono felice qui. Ho conosciuto anche alcune persone, e mi piace uscire con loro per bere qualcosa, un caffè, o anche solo per divertirmi un pò. Abito vicino ad una multisala, spesso vado a vedere i film.
Parliamo un pò dell’Olanda. Il tuo Paese visto da te. Città preferita, cibo preferito…
Io provengo dall’est dell’Olanda, ma ho vissuto 3 anni ad Amsterdam e per me questa città è davvero il massimo! Tutto è possibile, 24 ore al giorno puoi divertirti, è una città viva, le persone sono rilassate e sembrano sempre felici…E’ decisamente la mia città preferita in Olanda! Per quanto riguarda il cibo (scartata la zuppa di piselli e wurstel suggerita da me…) direi Kroketten, una sorta di involtino fritto, piccante e molto calorico…non va bene per me, però mi piace!
Se dovessi consigliare ad un italiano che ha solo un’ora a disposizione tre posti “MUST” di Amsterdam, da vedere assolutamente…
Vondelpark, un parco immenso che sorge al centro della città; quando sei in mezzo, non senti nulla, è davvero un posto tranquillo; poi la casa di Anna Frank, che deve essere visitata, e Leidseplein, una piazza del centro, piena di vita, con artisti di strada e sempre tantissima gente. Bellissima!
Hai anche una squadra di calcio preferita…?
Sì, certo! L’Ajax! Anche se quest’anno non stiamo andando molto bene, comunque abbiamo ancora la possibilità di vincere il titolo! Vado anche allo stadio, quando posso, mi piace davvero tanto. Andavo anche a vedere l’Heracles (la squadra di Almelo, la sua città), mi sono sempre divertita.
Siamo quasi alla fine, Maret. Raccontaci dei tuoi hobby, qui in Italia…
Mi piace moltissimo andare al cinema, “I’m addicted!”, e leggere. Leggo tanti libri, soprattutto quando sono con la Nazionale e dobbiamo fare viaggi lunghi (perchè ho tanto tempo a disposizione!). Poi uscire con le amiche, anche solo per un caffè, per divertirmi, sono una persona molto socievole, mi piace stare con le persone. Ho anche la pagina Facebook e l’account su Twitter! All’inizio è stato difficile, proprio nei primi tempi, per la lingua, perchè non ci sono molte persone che parlano inglese, ma adesso capisco anche l’italiano, parlo con le compagne e mi piace molto! Va bene la serietà, ma ci vuole anche qualche momento di svago. Lavoro duro, tutti i giorni, sempre, ma le battute e qualche risata aiutano anche a lavorare meglio, e a creare quella “chimica” all’interno dello spogliatoio che anima il gruppo.
Matteo Mangiarotti
