Rc Cannes e Fenerbahce Istanbul si contenderanno la Coppa Campioni 2011/2012. Seguono i commenti alle due gare.
RC Cannes – MC-Carnaghi Villa Cortese 3-1 (25-17, 26-24, 27-29, 25-15)
Buona organizzazione di gioco, buone individualità ma soprattutto gioco di squadra per il Cannes che batte Villa Cortese per 3-1 conquistando un posto in finale. Tanto carattere potremmo aggiungere. Le francesi han raccolto tantissimi palloni, la maggior parte ben finalizzati, mentre le cortesine in seconda linea sono state spesso “distratte” o in ritardo. Una Berg non in spolvero non ha innescato in modo preciso le sue attaccanti, la sola Pavan è stata lo spauracchio per le avversarie, mentre per le francesi Ravva e Rasic, insieme a Cardullo, han fatto la differenza. Certo, la ricezione non ha aiutato la regista americana, che ha corso parecchio, ma è altresì vero che le bande han faticato a bucare il muro-difesa delle francesi; altro deterrente la battuta facile, insieme ad un atteggiamento poco aggressivo verso la gare. Dal canto suo Cannes ha trovato in Antonijevic una regista che ha saputo fare la differenza e sicuramente sentiremo parlare di lei nel prossimo futuro: ha saputo giostrare bene le compagne di prima linea e ha vinto il confronto sottorete con la collega avversaria. Le francesi si sono dimostrate veramente una buona squadra, coperte in tutti reparti (l’ unica sottotono Centoni) e con la giusta voglia di vincere, cosa che nel campo cortesino, non abbiamo realmente visto.
Fenerbahce Universal Istanbul – Dinamo Kazan 3-1 (17-25, 25-23, 25-17, 25-18)
La corazzata turca in finale a discapito delle russe: una gara non particolarmente bella dal punto di vista tecnico, in cui si è vista la differenza nella distribuzione del gioco: Naz ha mandato quasi tutte le compagne in doppia cifre (Solo Eda 8 punti) puntando su Kim (ben 32 punti), Sheshenina ha privilegiato la solita Gamova e la Larson e, nonostante un primo set in cui la Dinamo sembrava aver qualcosa da dire, il resto della gara ha offerto pochi spunti, visto che per il Kazan il leit motiv era palla alta all’opposto. Fenerbahce è uno squadrone, ma anche nelle migliori famiglie ci sono momenti no e in finale dovrà far sicuramente meglio di quanto mostrato oggi contro le russe. La Naz ha un suo perchè, anche se pecca nel gioco al centro, anche se…quando hai una Kim che su 57 palloni te ne mette a terra 26 e hai altre due bande che si chiamano Sokolova e Tom, qualcuno bisogna sacrificare, magari… Anche se sacrificare Fabiana è tutto un dire! Rispetto alle russe comunque la distribuzione di Naz è stata più “omogenea” e questa è stata un’arma in più.
Foto Cev
