Il salto dalla serie B1 alla serie A per fare il salto di qualità non è stato così male. Per Ilaria Corazza, schiacciatrice di Lardini Filottrano, è la prima stagione nella serie che maggiormente conta, con avversarie di alto livello e partite, quelle del girone di ritorno, che saranno da considerare ed affrontare con la stessa determinazione ed importanza che si darebbe ai match di Champions League, per schiodarsi dai bassi fondi della classifica e raggiungere la desiderata salvezza.
[A cura di Mirko Zebrone. Si ringrazia Ufficio Stampa Filottrano]
– Non è riuscito il colpaccio in casa della Riso Scotti Pavia, che nel match di domenica scorsa vi ha sconfitte con un secco 0-3. Come giudichi la prestazione della tua Lardini Filottrano nella trasferta pavese?
Sicuramente Pavia è una squadra molto più esperta e fisicamente dotata di noi. A differenza della partita d’andata non siamo riuscite ad esprimere il nostro gioco caratterizzato da grinta e determinazione che ci ha aiutato in altre partite.
– Come ha detto il tuo coach Paniconi nelle interviste post match, ogni partita che verrà sarà una finale. Come bisognerà affrontare queste battaglie sportive?
Dobbiamo imparare a scendere in campo senza paura, cercando di rimanere concentrate tutta la partita. Nonostante le sconfitte, il nostro entusiasmo non è stato intaccato e cercheremo di affrontare le prossime gare con le convinzioni che ci hanno accompagnato in tutta la stagione: se riusciamo ad esprimere il nostro gioco, possiamo ottenere molte soddisfazioni.
– Dopo le due stagioni in B1 giocate prima con Rovigo e poi con Chieri, la scorsa estate è arrivata la chiamata di Filottrano che ti sta permettendo di poter giocare in serie A. Pallavolisticamente parlando, quali differenze hai notato nel salto di categoria e, a livello personale, quanto hai imparato in questi primi mesi di A2?
Nel salto di categoria le differenze si notano soprattutto nella fisicità: ci sono atlete più alte e prestanti, anche se devo dire che già nei campionati di B1 che ho disputato c’erano diverse giocatrici di livello. La serie A è stata una grande occasione per me, spero di sfruttarla al massimo ed essere all’altezza.
– La pallavolista a cui ti ispiri di più?
Sinceramente a nessuno, cerco di lavorare per migliorare ogni giorno e superare i miei limiti anche perché non bisogna mai accontentarsi.
– La tua pallavolo in tre parole.
Passione: se non ci fosse sicuramente farei l’igienista dentale. Sacrificio: tante sono le cose a cui rinuncio, ma chi non lo fa per inseguire le proprie passioni? Divertimento: è alla base di tutto. Nessuno pratica uno sport senza divertirsi… per me infatti è il lavoro più divertente che ci sia!.
– Il soprannome con cui ti chiamano le tue compagne di squadra?
Ho cambiato un po’ di squadre in 19 anni di pallavolo, i soprannomi sono molti, ma quello per cui sono più conosciuta è Coz.
– Uno dei motti più utilizzati nel volley è: “Il mio sport è differente”. Cosa lo rende diverso e bello rispetto a tanti altri?
In realtà a me piacciono quasi tutti gli sport. Ho scelto di giocare a pallavolo un po’ per l’altezza (al tempo in cui ho iniziato ero alta, per le nuove generazioni di pallavoliste sono quasi una nanetta) e un po’ perché guardando Mila e Shiro mi veniva la pelle d’oca, lo ammetto!.
– Nel 2012 ti sei laureata in “Igiene dentale” all’Università di Ferrara, sfruttando la laurea ottenuta per lavorare nel ruolo di igienista dentale in Veneto, a Torino e a Ferrara. Una volta appese le scarpette al chiodo, ti piacerebbe riprendere in questo ruolo oppure restare nel mondo della pallavolo ricoprendo altri ruoli?
Sicuramente i sacrifici che ho fatto per laurearmi non saranno sprecati, una volta appese le scarpette al chiodo intraprenderò a tempo pieno la mia attività di Igienista dentale, anche perché è un lavoro che mi piace molto.
– Nel 2013 ti imbattesti in un avversario molto tosto e pericoloso, decisamente più di quelli che affronti nei palazzetti: uno squalo durante le tue vacanze malesi. Successivamente ti è più capitato di aver a che fare con animali pericolosi?
Fortunatamente la fauna dei luoghi che frequento non è minacciosa.
– Per concludere. Parliamo di social network: quanto li usi e quali sono i vantaggi e gli svantaggi che riscontri nell’adoperarli?
Grazie ai social mi tengo in contatto con tutti i miei amici e familiari riuscendo a seguire le loro vite anche a distanza, visto che le possibilità di incontrarsi di persona non sono molte.


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