[A cura di Emanuela Macrì – Foto Riccardo Giuliani] A Montichiari, nel pomeriggio di questo sabato 9 aprile 2016, si riprende a giocare mentre sul tabellone ha già preso posto il nome della prima finalista dell’edizione 2016 della CEV Champions League, il VakifBank Istanbul di Giovanni Guidetti che nella prima semifinale ha avuto la meglio sulla formazione di Marcello Abbondanza. Quel Fenerbahce che domani cercherà di aggiudicarsi il 3° posto nella finale in programma alle 14,30.
A sfidarsi per conquistare nella seconda semifinale in cartellone, per l’ultimo biglietto in palio per la finale sono la Dinamo Kazan e la Pomì Casalmaggiore, società organizzatrice del fine settimana europeo e quindi squadra di casa. Una casa in prestito, per la verità, poiché il palazzetto di Montichiari è una scelta operata per venire incontro ad alcune esigenze di tipo logistico.
Il fischio d’inizio vede l’ingresso in campo delle squadre con coach Rishat Gilyazutdinov che schiera la diagonale Anna Matienko Daria Isaeva, in assenza di quella titolare con Evgeniya Startseva ed Ekaterina Gamova, le centrali Maria Borodakova ed Elena Yureva, l’attacco di Antonella Del Core e Elitsa Vasileva, con Ekaterina Ulanova libero, mentre nello starting six di Massimo Barbolini ci sono Carli Lloyd in diagonale con Maggy Kozuch, le centrali Lauren Gibbemeyer e Jovana Stevanovic, mentre l’attacco è affidato a Francesca Piccinini e capitan Valentina Tirozzi con Imma Sirresi libero. Squadre nel rettangolo di gioco, dunque, e fiato al fischietto del primo arbitro per un primo set che vede la squadra di casa prendere il largo e mettere a referto un minimo vantaggio (7-8) sulle avversarie al primo tempo tecnico, pronto a trasformarsi in un +4 al secondo tecnico. Poca storia nell’ultima parte del set, chiuso con un ace da capitan Tirozzi sul punteggio di 19-25 che racconta più della cronaca.
Secondo set con partenza a tutto gas per le ragazze di Barbolini, mentre la panchina russa chiede il primo tempo discrezionale a disposizione sullo 0-3. E se il primo tempo tecnico è identico a quello del primo set (7-8) al secondo ci si arriva passando, anche, da un ace di Stevanovic e dopo uno scambio interminabile con pallone messo a terra da Francesca Piccinini che incendia il PalaGeorge con un 9-16 e un +7 che sconfina fino a diventare un +8 con sul 10-18. Ma proprio quando sembra tutto già scritto ecco la Dinamo Kazan rialzare la testa e cercare di ricucire lo strappo portandosi sul 18-22. Ma la Pomì mostra denti e unghie, e tanta voglia di scrivere il proprio nome accanto a quello del VakifBannk Istanbul per la finale di domani. Così un muro di Gibbemeyer, il servizio della nuova entrata Carlotta Cambi e il 25mo punto del set firmato Piccinini, mandano al cambio di campo e all’azzeramento del tabellone.
Inversione di tendenza e di marcia all’inizio del terzo parziale con il vantaggio delle ragazze di coach Gilyazutdinov fino al primo time out tecnico che vede la Dinamo Kazan in vantaggio per 8-6 su una Pomì che, però, non si fa intimorire e sfodera la sua pallavolo migliore portandosi sull’ 8-10 e quindi sul 10- 12 con l’ace di Piccinini e sull’11-15 con quello di Gibbemeyer. E porta al secondo discrezionale chiamato dalla panchina russa. Quel che resta del set, dopo il secondo tempo tecnico (13-16) è una cavalcata entusiasta della squadra che in settimana troppe voci davano per sfavorita. Di una squadra che risposto con intelligenza e buon gioco, concentrazione e talento e che ha avuto il merito di cucire punto su punto il proprio vantaggio, arrivando a + 8 e dimostrato altrettanta virtù nel saperlo difendere con freddezza, fino al quel pallone schiacciato da Lauren Gibbemeyer che ferma il punteggio sul 19-25, fa impazzire un palazzetto tutto rosa e scandisce il nome della seconda finalista di domani: Pomì Casalmaggiore.
Finisce così Dinamo Kazan 0 – Pomì Casalmaggiore 3 (19-25; 18-25; 19-25). Un incontro non privo di sorprese, tanto per le assenze non annunciate di Gamove e Startseva, quanto per il ruggito delle ragazze di Barbolini, che hanno entusiasmato e salutato il pubblico con un arrivederci a domani. A domani!
