[A cura di Emanuela Macrì – Foto Riccardo Giuliani]
Una bandiera, quella turca, un derby in campo neutro e tanto spettacolo, nel rettangolo di gioco e sugli spalti, in un tripudio di giallo e blu. Si presenta così Fenerbahce Grundig Istanbul – VakifBank Istanbul, la prima semifinale di questa Final Four di CEV Champions League 2016 che ha scelto quale teatro il PalaGeorge di Montichiari, provincia bresciana e terra di buon volley.
Un derby lontano da casa, si diceva, ma anche uno scontro diretto fra le prime della classe, del campionato turco, e fra due allenatori che si conoscono bene, tanto quanto la competizione che oggi li vede avversari. Loro sono gli italiani Marcello Abbondanza, guida del Fenerbahce e una Champions conquistata con la Foppa Pedretti Bergamo nella stagione 2009/2010 e Giovanni Guidetti, che con la società del VakifBank ha già alzato la coppa al cielo per ben due volte, nel 2010/2011 e nel 2012/2013.
La prima frazione di gioco si apre con il punto messo a segno dal sestetto del Fenerbahce seguito da un ace di Lucia Bosetti, alla sua seconda stagione in Turchia. Con lei Abbondanza manda in campo la diagonale Katarzyna Skoropa Brankica Mihajlovic, le centrali Eda Dundar Erdem e Christa Dietzen, Yeon-Koung Kim e il libero Merv Dalbeler Seniye a completare il sestetto. Dall’ altra parte Guidetti risponde con Naz Aydemir Akyol e Lonneke Sloetjes in diagonale, Milena Razic e Anne Buijs al centro, Robin De Kruyijf e Godze Kirdar con Gizem Karaday libero ad inseguire, passo dopo passo le avversarie. Al primo time out tecnico il tabellone indica il punteggio di 8-6 mentre il secondo terzo di set si compone di brevi fughe per le ragazze di Abbondanza che nello specchietto retrovisore, però, continuano a intravvedere De Kruijf e compagne. Il secondo time out vede ancora avanti il Fenerbahce per 16- 13 ma il punto 17 cambia le sorti del set e, col senno di poi, forse la partita: le ragazze di Guidettti, infatti, prima raggiungono le avversarie e poi, senza più voltarsi indietro, mettono la freccia e puntano dirette a chiudere il set per 23-25 con un punto di Kimberly Hill entrata per sostituire Anne Buijs.
Ad aprire il secondo set c’è Lucia Bosetti al turno di servizio e la risposta del VakifBank che si porta sul temporaneo 1-5 con la conseguente decisione di Marcello Abbondanza di chiedere il tempo discrezionale a sua disposizione. Una pausa che sembra giovare al Fenerbahce e nonostante al primo time out tecnico si registri ancora uno svantaggio sulle avversarie di due punti, la squadra non si scoraggia e si rimette in marcia. Raggiunta la parità sull’8-8 è il momento del piede sull’acceleratore per Mihajlovic e compagne fino al 17-14, un provvisorio pareggio dei conti che, però, sembra portare la lancetta della benzina sul simbolo della riserva. Il tutto mentre la conferma del 14mo punto del Vakifbank decretato dal check, sembra dare nuovo spunto alle ragazze di Guidetti che raggiungono le avversarie sul 19-19, facendo esplodere una tribuna dei tifosi infuocati che preferiscono rimanere in piedi per il resto del set, presto chiuso, dopo un ace di Hill, sul 22-25.
Pieno equilibrio in apertura di terzo fino al 12-14 che con un attacco da seconda linea di Hill diventa un 12-15 e sembra preannunciare una fine di match ormai vicina. Non fosse per quel pallone messo a terra da Kim a firma del 15-15 che rimette in partita il suo Feberbahce per la pronta risposta di coach Guidetti che gioca la carta Akin per Kirdar al servizio. L’ultima frazione di gara è un vede il passaggio dal 17-18 al 19-22 mentre è un attacco di Milena Rasic a chiudere l’incontro (22-25) e svelare il nome della prima squadra finalista di questo week end di Final Four di Champions League.
Fenerbahce Grundig Istanbul 0 – VakifBank Istanbul 3 (23-25; 22-25; 22-25) è il risultato, con i relativi parziali, di una partita che nelle parole di Giovanni Guidetti “Ha soddisfatto per il buon gioco visto. E perché battere un avversario come il Fenerbahce non è cosa di tutti i giorni”. Mentre Marcello Abbondanza, a caldo nel post gara, non salva nulla di un incontro “da archiviare. Per ripartire dagli errori e dal rammarico di una semifinale che poteva, doveva, essere affrontata con tutt’altra testa e altre mani”.
