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Leo Lo Bianco: “Portare la bandiera a Londra sarebbe un’ emozione fortissima” (Intervista e video-saluto)

In questi mesi abbiamo cercato di raccontare ciò che Leo rappresenta per noi e quello che la sua carriera sportiva, così intrisa di umanità e lealtà, induce in noi la convinzione che Lei possa essere il volto rappresentante l’Italia alle Olimpiadi di Londra 2012. Portare la bandiera è un grande onore e, per le quasi 7000 persone che la stanno sostenendo solo su Facebook, Leo incarna sicuramente quelle qualità di umiltà e sacrificio che sono insite nel simbolo dei cinque anelli. Quell’ umiltà che trapela sempre dal suo atteggiamento dentro ma soprattutto fuori dal campo, in particolare quando parli con Leo in merito a questa mobilitazione affinchè sia lei a portare la bandiera.. 
L’abbiamo sentita prima della partenza per il WGP 2011, per parlare un pò con lei di questo “sogno olimpico”, una chiacchierata arricchita anche da un saluto speciale per tutti coloro che la sostengono e la sosterranno –> Per il video saluto cliccate QUI

Cristina, Manuela, Pietro – Coordinatori Iniziativa Eleonora Lo Bianco Portabandiera Londra 2012  (Facebook) –

www.vivovolley.net, www.volleynet.it – Foto Matteo Quaglia.

D – Leo come stai vivendo questo “volere” popolare che ti vorrebbe portabandiera alle Olimpiadi di Londra nel 2012?

Leo – Io lo vivo un pò da fuori, però mi stupisce ogni giorno di più che ci sia tanta gente che voglia “darmi” la bandiera, che voglia darmi un compito così importante, che mi fa tanto onore. E’ veramente una sorpresa quando sento che continuano ad aumentare le persone che vorrebbero ciò, mi fa molto effetto..

D – Tra i tuoi sostenitori ci molte sono giocatrici, ex giocatrici, addetti ai lavori, atleti di tutti gli sport..Ci avresti mai pensato, visto che ci sono altri nomi importanti candidati per questo ruolo?

Leo – Sicuramente mi fa piacere, sono contenta se sostenuta nel mio ambiente, ma lo sono anche se lo sono fuori dal volley, nel senso che è bello comunque poter essere apprezzati non solo nel proprio sport. Io non mi aspettavo così tanta gente in generale, però ho visto già tante manifestazioni di affetto nei miei confronti nell’ ultimo periodo che anche questa non mi stupisce.

D – La tua candidatura esce dall’ ambito della pallavolo, ne han parlato quitidiani, radio e anche Studio Sport: nel caso venissi  scelta, ti senti pronta per ricoprire un ruolo così importante?

Leo – Se dovesse mai accadere, si, sarei pronta. Sarebbe una emozione fortissima. Mi ricordo le cerimonie olimpiche di apertura a cui ho partecipato in cui mi sono emozionata già solo a entrare e sfilare per l’ Italia!! Se mi capitasse di poter portare la bandiera che rappresenta il nostro paese sarebbe…Mah non so neanche come sarebbe, però sono pronta, dai!!

D – Cosa rappresenta l’ Olimpiade per una atleta? Perchè parteciparvi è una delle ambizioni più grandi di ogni sportivo?

Leo – E’ una cosa strana. Mi han già fatto una domanda del tipo:”Come mai quando si parla di medaglie alle Olimpiadi tutte vanno bene”..Ed è vero, basta che sia una medaglia olimpica, oro o bronzo che sia, mentre nelle altre competizioni non è così, perchè se  vai ai Mondiali e vinci l’argento non ha la stessa considerazione. Anche io inizialmente mi sono ritrovata a chiedermi questa cosa,   poi capisci che è un traguardo cui tutti tendono, perchè è una manifestazione che risale a tantissimi anni fa (prima Olimpiade Atene
1896, ndr), da lì è cominciato lo sport, in cui il senso è sempre stato “partecipare”..Infatti senti “partecipare alle Olimpiadi”,  la cosa più importante è proprio partecipare. E io non capivo ciò, mi dicevo: “Come partecipare, io voglio vincere”. Però in effetti   pur non avendo mai sfiorato le prime 4 posizioni, partecipare, essere lì, ti dà una sensazione strana e tutt’ora non mi spiego il   motivo. Sarà per come è organizzata, non sei in hotel ma vivi la vita del villaggio, il fatto di essere tutti insieme, essere come  una famiglia, l’ Italia che si segue in tutti gli sport cui partecipa. Anche tra atleti di sport diversi, il rapporto è diverso.  Quando sei per es. ai Mondiali e vedi le avversarie l’atteggiamento è più competitivo, mentre alle olimpiadi cambia proprio la  filosofia nell’ intedere la competizione.

D – Cosa ti senti di dire a tutti coloro che ti supportano?

Leo – Li ringrazio, sicuramente, come fatto in passato, perchè han pensato a me per questo compito, per questo grande onore. Vorrei davvero solo ringraziarli e spero che quello che stanno facendo e che faranno insieme a tanti altri mi porti un grandissimo regalo.

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Il saluto di Leo Lo Bianco

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