Diciotto anni compiti oggi,  figlia d’arte – il padre ha giocato 7 anni nel Pala Macchitella ai tempi d’oro dell’AS Volley San Vito militante in B – tanta grinta e voglia di sfondare contraddistinguono Graziana Caputo. Partita come terzo lato pian piano si è guadagnata la stima di Lo Re che la ha impiegata spessissimo sia in prima che in seconda linea. Dopo la trafila delle giovanili nel Torricella la giovane mandurina è approdata ad Altamura dove ha disputato due tornei in C e B2 prima del grande salto sul palcoscenico della A2. L’atleta si è contraddistinta sia nella fase arretrata dove ha spesso tenuto la ricezione a due con il libero Scillia sia in attacco dove ha messo a segno ben 31 punti.
Graziana, da quanti anni giochi a pallavolo? E perché hai scelto questo sport?
Io gioco a pallavolo da quando avevo 5 anni. Ho cominciato a muovere i primi passi con mio padre ex giocatore ed anche allenatore con trascorsi importanti anche a San Vito. In casa mia si masticava questo sport e l’ho scelto perché proprio mio padre mi ha trasmesso questa passione.
Raccontaci il tuo sogno di giocare in serie A a 17 anni. Te l’aspettavi così?
L’esperienza in A è stata sicuramente emozionante e molto costruttiva. Ti confronti con gente di maggiore esperienza che può insegnarti tanto , tu devi essere brava a trovare il tuo spazio e a ritagliarti il tuo posto. Fino allo scorso anno avevo visto la serie A solo in Tv e dagli spalti, starci dentro fa un certo effetto, all’inizio pensavo che fosse qualcosa molto più grande di me invece poi mi ci sono trovata a io agio grazie anche alla Società , allo staff tecnico e alle compagne di squadra.
Qual è la partita più bella e la delusione piu atroce del tuo primo anno di serie A?
Partite belle ce ne sono state tante ma sicuramente la più bella è stata quella in casa contro la capolista Parma. All’inizio abbiamo faticato a carburare però di giornata in giornata interpretavamo sempre meglio i consigli del coach e piano piano siamo riuscite a dimostrare il nostro valore.
Oltre alla serie A2 hai affrontato anche l’under 18 di ecc, che esperienza hai vissuto?
Il campionato di under 18 eccellenza è andato bene, dispiace per l’approccio sbagliato che ci ha relegato sin da subito al secondo posto che è stato poi il piazzamento finale. Poteva andare sicuramente meglio, la vittoria del girone era alla nostra portata, avevamo tutte le carte in mano per poterlo fare ma non sempre vince sempre la squadra più forte.
Come riesci a conciliare lo studio con gli allenamenti?
Riesco abbastanza bene a conciliare lo studio con gli allenamenti anche perché sono stata educata con la convinzione che la scuola deve essere messa al primo posto ed è anche per questo che studio per raggiungere i miei obiettivi. Ho una ottima media e studio con profitto anche perché penso che solo la scuola ti possa garantire un futuro certo.
Cosa ti dice tuo padre? E’ prodigo di consigli o non parlate mai di volley?
Io e mio padre parliamo spesso di volley e lui mi da tanti consigli. Abbiamo un bellissimo rapporto e secondo me sbaglia chi dice che avere un padre come allenatore sia una cosa negativa perché io con lui mi trovo benissimo e sono cresciuta molto. Le critiche costruttive aiutano a maturare e il mio carattere forte lo devo anche a lui.
Che programmi hai per il futuro?
Sicuramente il mio sogno nel cassetto è giocare ad alti livelli e continuare gli studi anche se non ho le idee chiare riguardo la facoltà universitaria da scegliere. Devo migliorare tantissimo e l’entusiasmo e la grinta sicuramente sono una marcia in più per coronare questo mio desiderio. Giocare in serie A a 17 anni è  un buon punto di partenza e uno stimolo a pretendere sempre di più da me non tralasciando lo studio che reputo fondamentale per la mia crescita.  Non so ancora se l’anno prossimo rimarrò a San Vito, in questa stagione sono stata benissimo e non mi dispiacerebbe far parte per un altro anno di questa Società , non ne abbiamo ancora parlato, vedremo.
Raffaele Chionna



